Per dimostrare che molte persone sarebbero disposte a tutto pur di andare in televisione, una trasmissione australiana (“Balls of steel”) ha fatto uno scherzo ad un gruppo di giovanotti etero. Si è inventata dei provini per un falso reality a tematica gay, dal titolo “Summer love”, senza informare i protagonisti sulla natura dello show. E chiedendo loro di mimare una serie di pose gay e di fingere anche di fare del sesso con un uomo. E, ovviamente, i ragazzotti ci sono stati.

Il maestro con l’asta.

July 31st, 2014

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Fino a mezz’ora fa, non sapevo cosa fosse il “bo”: la solita googlata, e scopro che viene usata in un’arte marziale. Ma questo importa poco. Quello che è più importante, è che un certo Nick Bateman, pare essere uno dei massimi esperti nell’utilizzo di questa speciale asta. Lui è un attore e fotomodello. E si vede.

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Sul suo profilo Instagram spiega come usare il Bo. Quasi sempre a torso nudo.

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Amore al ristorante.

July 31st, 2014

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Cerchiamo definizioni dell’amore ed è tutto così inutile. Perché l’amore non è un termine da vocabolario, quello lo troviamo nei Baci Perugina, e meno male che è estate e non li vendono proprio perché altrimenti ci si scioglierebbero tra le mani, come calda saliva da non ingoiare. L’amore è nei gesti. Quelli impercettibili, che noi dis-amorati a volte neanche riusciamo più a cogliere, ma che sentono solo le due parti in causa, unite da un invisibile filo rosso sangue, indistruttibile quanto lo è la vita. Eterno quanto le nostre esistenze. E poi gesti più plateali, ma naturali, non fatti per stupire, solo scaldare il cuore dell’altro. Come quello che ho colto, ieri sera, a cena dagli Spaghettari, nel tavolo di fronte al mio. E’ il destino dei single, quello di trovarsi di fronte sbattute su faccia e cuore le varie articolazioni dell’amore altrui,  di doverle ingoiare senza masticare, come spine di pisce che non si incastrano e scivolano giù, dolorosamente. Destino che ti porta a maledire la scelta delle forze superiori, di farti stare solo. Perché non sei mica tu a scegliere di non avere nessuno accanto, io a quelli “preferisco stare solo” non ci ho mai creduto, sei solo perché così deve essere, e pace non sia. Immagino questa grossa e infinita pulsantiera celeste, con tanti bottoni, che servono ad animare e muovere burattini in carne ed ossa, che ogni tanto diventano due, e che possono coltivare l’illusione di essere felici. Ma in fondo lo sono, sereni, in quanto apparentemente felici. Ed eccoli, questi due ragazzi, seduti uno accanto all’altro. Il tempo di una cena, per loro, era il tempo delle carezze, dei pizzicotti, degli sfregamenti. Uno tiene la sua mano sulla spalla dell’altro, ogni tanto scende, passa sulla schiena, sul fianco. Poi, preso da un impeto, lo stringe a sé, con la naturalezza di un ti amo sussurrato in un fiume di coccole.

Li guardo, sono felice per loro. Perché sono la dimostrazione che l’amore c’è, da qualche parte.

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La magica Ucla si è allagata. La rottura di un tubo ha trasformato il campus in un’enorme piscina. Risultato? Gli studenti ne hanno approfittato. Tavole da surf e via per i viali allagati.

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Della Ucla e delle tre settimane vissute là ricordo tanti aneddoti. Uno su tutti: quando, cercando un bagno, finii (per sbaglio……) negli spogliatoi della squadra di basket. E…sospiro. Ero una bimba 21enne e rimasi choccato. Evviva.

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La storia di questa mangiatrice di patatine a terra si è viralizzata. Il video è stato pubblicato su Instagram (Youtube lo ha rimosso per violazione dei suoi standard).

Miley Cyrus, We Cant’ Stop, versione metropolitana di New York. Adorabile.

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Si chiude oggi a New York il festival annuale a tematica Glbt. Tra le tante pellicole in concorso, mi ha colpito quella dedicata ad un singolarissimo tipo di legame: si chiama “Gerontofilia”, sarà proiettata oggi, ed è opera di un regista canadese, Bruce LaBruce. Un bagnino, di nome Lake, fidanzato con una ragazza e appena terminate le superiori, salva dall’annegamento un anziano. Durante la respirazione bocca a bocca, il giovane ha un’erezione. Da quel giorno, decide di capire meglio le ragioni di quell’eccitamento. Inizia così a lavorare in un centro destinato alla cura delle persone anziane. Qui fa amicizia con un 82enne, gay, con il quale sviluppa un legame molto particolare.

Strano e incomprensibile fetish, ma comunque degno di rispetto.

Due simpatici poliziotti tedeschi #gnocchi canticchiano un motivetto (“Atemlos” di Helene Fischer) nella loro auto. Il video è stato postato da un’utente Facebook tedesca e si è subito viralizzato.

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Il trasloco è praticamente finito: venerdì e sabato il trio gayo di trasportatori ha portato via il 90% delle cose da Trastevere alla nuova casa. Danni riportati: una lampada spezzata. Sconto sul prezzo totale del trasloco, peraltro già molto basso. Ora inizia la parte più difficile: la sistemazione di scatole e affini e, soprattutto, l’arredamento. Il materasso nuovo è già arrivato, mentre il letto (con comodino) dovrebbe essere consegnato la seconda settimana di agosto. La prossima spesa grossa sarà per il divano: ne vorrei due, uno a tre e uno a due posti. In salone c’è parecchio spazio e sicuramente non metterò nessun tavolo. Resta il rebus seconda camera: per adesso la userò come stanza-studio, con la postazione computer. Ma sicuramente ci andrà un armadio (quello nel ripostiglio non è abbastanza grande per tutti i vestiti) e un divano letto. Solo allora inizierò a ragionare seriamente sull’ipotesi newcoinquilino.

Ieri  febbre. Mi sono alzato alle 6 con i brividi di freddo e 38. In serata, tutto passato. Credo di essere arrivato fisicamente. Sono state giornate molto faticose al lavoro. Nel week-end, inoltre, ho dormito pochissimo, colpa del solito Gay Village. Uscita “galante” con un tizio, sabato, delusione totale, Lady Sfrantology (e zoccolology, và). Mentre con #stagista ci siamo arenati sulle whatsappate.

Oggi si torna al lavoro. Da venerdì mi aspettano due settimane di ferie. La prima sarà destinata alla casa. La seconda vedremo.

Pronti, trasloco, via.

July 25th, 2014

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Ci siamo. Sto aspettando che arrivino i traslocatori – saliti dalla Calabria per una due giorni Trastevere-Monteverde – per preparare tutte le scatole e smontare libreria e altre cose. Domani mattina è il giorno: si trasloca. Ma sarà un trasloco a tappe. Nella casa nuova mancano ancora alcune cose (tipo la lavatrice) e devo ultimare i lavori di ripitturazione. Il giallo canarino all’ingresso è venuto particolarmente bene. Lascerò alcune cose da vestire a Trastevere e resterò qui fino alla fine del mese. Il 4 la riconsegna delle chiavi alla padrona di casa, con la quale, ormai, a malapena ci si parla. I padroni della casa nuova mi hanno detto che i primi di settembre faranno i lavori sulla terrazza condominiale, ergo si dovrebbe risolvere il problema dell’infiltrazione. Si spera.

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Sono contento di lasciare questa casa. Bella, in un punto splendido di Roma, ma sicuramente difficile da vivere appieno. Due notti fa, quando #stagista è venuto a casa mia, quello del piano di sotto ha fatto un nuovo show. Pentole sbattute al muro, scopa contro il soffitto. E noi cosa stavamo facendo? Gli abbraccini (silenziosi) sul letto. Fossi rimasto qui, prima o poi, gli avrei fatto del male al tizio. Purtroppo quando l’inciviltà prende il sopravvento, l’unica soluzione è rispondere con le stesse armi. O abbandonare la partita. E poi i cinquanta metri quadrati iniziavano a starmi stretti.

Ciao blog!

 

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Lei ormai è una piccola star in zona, abita in via Mameli. Notare lo sguardo perplesso del cane.

Dalla strada al tag.

July 24th, 2014

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Chi mi segue su Instagram sa che, di tanto in tanto, mi piace catturare la randomica e naturale beltà che incrocio per le strade della capitale. Qualche volta mi capita che qualcuno si riconosca negli scatti. A tutti chiedo se vogliono essere rimossi, e devo dire che, a oggi, hanno tutti apprezzato l’essere finiti su queste pagine. Stavolta, è stata una river-lettrice, conoscente del soggetto immortalato, a scrivermi dopo la pubblicazione della foto di un giovine che girolonzava dalle parti del mio dentista. Il ragazzo si chiama Luca, è un aspirante modello, neolaureato in Economia e, anche lui, su Instagram (dove è stato adeguatamente taggato e informato di questo post).

Com’è piccola Roma o quant’è grande il river-mondo? :)

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Coco, amore mio, attenta. Hai una concorrente.