Come ad ogni apeRIVER che si rispetti, anche stavolta, su uno schermo sarà proiettata una pellicola cult. Non tanto per la storia del cinema, quanto per quella personale di River. Film che lo hanno segnato, e che raccontano un pezzo del suo passato. Stasera, da Marmo, presenteremo, “Giovani, carini e disoccupati” (ovvero Reality Bites), film del 1994, con, tra gli altri, Winona Ryder e un sempre bellissimo Ethan Hawke. Colonna sonora d’eccezione: tra i tanti brani, quello di Lisa Loeb, che ho avuto la fortuna di conoscere quando ho vissuto a Los Angeles.

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Jérome Jarre, classe 1990, è uno dei ragazzi più seguiti al mondo su Vine. Oggi si occupa di gestire video-stelle come lui. Questo è l’incontro con Joe Jonas, nella toilette. Un posto dove tutti vorremmo vederlo, vero?

Foto con il terzo incomodo.

February 10th, 2016

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Lui, lei e l’altro/a. Scatti di imbarazzo.

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Molti conosceranno Roberta Scardola, per le sue passate partecipazioni nei Cesaroni nel ruolo di Carlotta, ma anche per i suoi vari lavori teatrali attuali. L’avevamo incrociata al GayVillage e ci era piaciuta moltissimo. Adesso ci ha davvero spiazzato, regalandoci un video-omaggio, in occasione della sua passata partecipazione al nostro apeRIVER. Un video-omaggio significativo, che porta il nome di Family Day. Perché Roberta, parlando dal palco, ha ribadito che tutte le famiglie basate sull’amore hanno pari dignità e che bisogna battersi contro le discriminazioni. Il tutto si è tradotto in questo video, davvero bello.

Grazie Roberta. Sei venuta con il cuore, e ce ne siamo tutti accorti. Quando vorrai, casa nostra è anche casa tua.

Differenze Tinder-Grindr.

February 8th, 2016

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Diciamo che i due social li abbiamo bazzicati più o meno tutti. Tinder, per le finte bacchettone che no-non-cerco-sesso, e Grindr, per #cagnevere. Questo video sintetizza perfettamente le differenze tra le due app.

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E io che ho fatto il servizio civile. Ehm.

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L’incontro è di quelli che piacciono a me. Totalmente imprevisto. Perché venerdì notte, a Mucca, avevo la testa altrove. Tra #occhiblu che continua a essere un chiodo fisso (e sì, era lì), gli amici e la voglia di cazzeggiare. Ti incrocio alla fine, nel privé del piano terra (sala pop), dopo aver preso la Schweppes lemon d’ordinanza. Mi sorridi, ricambio con un “ciao”. Non altissimo, capelli neri, del Sud, carnagione scura, intorno ai 30 anni (record…). Sono le 4 di mattina, la serata sta per chiudersi. E, infatti, dopo quel saluto tu prendi la giacca e vai via. Mi passi davanti, sono all’ingresso del privé, parlando con uno dei Pr. Ti avvicini di nuovo: “Ciao allora”. Pausa: “Comunque mi chiamo XXX”. Ha un nome strano. “Mi fai una cortesia – gli rispondo – mi aggiungi tu su Facebook?”. A posteriori, credo di aver fatto un po’ la figura della splendida. Ma tant’è. “Ma non ti ricordi?”, mi chiede. Panico. Inizio a scorrere velocemente la lista degli incontri di lavoro, di sesso, di tutto. Niente. “Ti ho scritto l’altro giorno su Grindr, ma ero al lavoro e, quindi, ho chiuso”. Non ricordo uguale, ma vabbè. Ci salutiamo con due baci sulla guancia. Ovviamente appena esce lo aggiungo. Gli scrivo la mattina dopo. E’ al lavoro. Lavora come commesso in una grande catena. E’ il secondo che conosco dall’inizio dell’anno. Sarà il trend del 2016. Non può parlare molto. Ci riscriviamo ieri sera. E parliamo. Delle sue due lauree (!), delle aspettativa, della venuta a Roma, tanti anni fa. Del fatto che quella a Mucca fosse stata la sua prima serata in un locale gay, in otto anni. Di giorno lavora sempre, come me. Ergo sarà difficile vederci, ma non impossibile. Inizio già a farmi i film, tipico, dentro di me spero che la legge sulle unioni civili passi, così gli potrò chiedere di sposarmi. La sua ultima storia, di 4 anni, è stata con un mio coetaneo (anzi, uno più grande di me di un anno). Sembra che abbia la testa a posto, poi magari mi sbaglio, le prime impressioni, in genere, non sono mai quelle contano. I social distorcono la realtà delle persone, solo gli incontri vis-à-vis sono rivelatori. Sulla carta è tutto perfetto. Fino a quando non parliamo della nostra situazione abitativa. Perché quando gli dico che vivo con un gatto, arriva la doccia fredda: è allergico. Ma pesantemente. Non può stare in nessun ambiente in cui si trovano anche dei gatti e deve sempre portare con sé del cortisone. In compenso ama i cani. Già vedo gli incontri in auto, tipo due adolescenti, o quelli a casa sua, quando non c’è il coinquilino.

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Domani parte, torna a casa sua, per tre giorni. L’ho invitato all’apeRIVER di giovedì, ma sarà dura, perché atterra a Fiumicino alle 20.30. So solo che non vedo l’ora di incontrarlo e parlarci, semplicemente. Senza il gatto.

Sporgenze/2. Negli spogliatoi.

February 5th, 2016

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Sporgenze/1. In metropolitana.

February 5th, 2016

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Cose che capitano (a Londra).

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Chi mi segue sulla pagina Facebook di apeRIVER ha scoperto la nostra nuova location, nel cuore di San Lorenzo: a piazzale del Verano, tra le storiche marmerie, abbiamo scelto “Marmo“. E’ un locale su un unico piano (da qui la scelta, premiante, rispetto all’Apartment bar), con un cortile davvero unico. L’11 febbraio, quindi, saremo lì, con due ospiti provenienti da “The Voice”. Sono Marco De Vincentiis e Daév: entrambi si esibiranno, nello stile di apeRIVER, rigorosamente dal vivo e regaleranno anche un inedito duetto. De Vincentiis, classe ’87, cresciuto all’ombra dell’hard rock anni ’80 e ’90, voce potente ed è stato finalista nel team Pelù; il secondo, Daév, al secolo Davide Fusaro, ha un animo cantautoriale che strizza l’occhio alla musica contemporanea (lui, invece, era con il team J-Ax). Ad accogliere i due ospiti, sarà, come sempre, Giusva mentre, in sala, i nostri RiverBoys, che distribuiranno a tutti lecca lecca a forma di cuore.

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Siamo davvero felici di esserci spostati in uno spazio che ospita live e serate molto popolari della movida romana (penso, ad esempio, a Spaghetti Unplugged). Abbiamo mantenuto la formula dell’ingresso gratuito (c’è una tessera annuale del valore di 1 euro), chi vuole può prenotare un tavolo.

Ci si vede l’11!

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Youtuber a nudo (quasi).

February 4th, 2016

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Un trio di Youtuber posano in slip: il mio preferito, Logan Paul (che poi lui è stella di Vine), l’attore e modello Max Emerson e lo stylist Kyle Krieger (quello con il pacco più interessante).

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C’era una volta un cane che viveva al Cairo, in Egitto. Era un cane da guardia. Purtroppo un giorno ha deciso di abbaiare alle persone sbagliate, che lo hanno aggredito, mozzandogli il naso. E’ sopravvissuto per miracolo, ma è stato condannato ad una vita di stenti, un’agonia silenziosa, anche perché era un cane randagio: Nessuno voleva prendersene cura. Questo fino a quando non è stato notato dalla “Special Needs Animal Rescue and Rehabilitation”, un’associazione che ha trasportato negli Stati Uniti moltissimi animali vittime di maltrattamenti. E così è stato per lui. Il cane è stato trasferito in America: prima a New York, poi nel Maryland, passando per il Texas. La sua destinazione finale è stato El Paso, in Texas, dove una famiglia si è detta disponibile ad accoglierlo. Lo hanno ribattezzato Anubis. Ha fatto amicizia con l’altro cane di casa, una cagnetta non vedente salvata dalla strada. E sono già diventati amici.

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Ecco. Gradirei sapere nome, cognome e contatto Whatsapp. Grazie.