Mine Vaganti, tra sketch e buchi. by you.

Cinema Barberini, 22.45, domenica. Pubblico misto. Ho visto più gay ad un concerto di Madonna, decisamente. Percentuale stimata, ad occhio: 35%. Buon segno. Quella di Mine Vaganti, in fondo, è un’operazione, manco troppo velatamente, di ‘normalizzazione’ della finocchitudine. Presentando due gay normali – zero scheccate (a parte una scena, pessima, in cui Riccardo Scamarcio balla e sculetta allo specchio) – e facendo loro ripetere, quasi come un motivetto ipnotizzante, che “omosessuale è normale”. Circa. Si arriva al cinema dopo un’overdose di spot, spottini, banner e trailer.  I quali presentano il film per quello che è: una commedia incentrata su una sequenza di sketch, forse più profondi di quelli di Zelig, e tuttavia perfettamente autonomi rispetto all’insieme organico. Ne vedi uno, e capisci già tutto. Un film teatrale, se posso dire: tante scene, nelle quali il regista sembrava più concentrato sul successo della singola battuta, che non sulla musica complessiva del concerto. Il risultato è una trama inutilmente zuccherosa e poco credibile, arricchita però da perle di recitazione, che arrivano dai due protagonisti assoluti: Ilaria Occhini, una nonna da brividi, l’unica che mi ha veramente dato un’emozione forte, nel finale drammatico; Lunetta Savino, effervescentemente nevrotica, eppure dolce.

I gay di Ozpetek. Sembrano non esserci vie di mezzo. Da una parte c’è la “normalità” in camicia e completo classico di Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi. Due etero. Il primo più freddo dell’altro. L’incontro di Scamarcio col suo Marco, e il bacio, è quanto di meno “caldo” ci sia nel film. Più credibile Preziosi. Poi ci sono gli amici di Scamarcio. Le finocchie da “Buco”, la spiaggia gay della capitale, scheccheggianti all’inverosimile. Quasi una sorta di contrappasso, rispetto ai due protagonisti. Un contrappasso forzato, come nella scena del ballo in acqua, sulle note di una musica che arrivava dal cielo (?). Io, comunque, non sono riuscito ad identificarmi con nessuno.

Mine Vaganti, tra sketch e buchi. by you.

Buchi narrativi. Troppe parti lasciate senza spiegazione. Le deve trovare il pubblico? Perché Nicole Grimaudo riga la macchina nera? Perché non ha mai avuto un fidanzato? Perché è stata chiusa in una clinica? Perché il papà di Scamarcio ha un’amante? Chi è? E, soprattutto, perché la moglie non lo affronta mai sul tema? Che c’è dietro il bacio tra Scamarcio e la Grimaudo? Forse sono buchi voluti. Ma anche qui sembra mancare quel collante, che li unisca al resto del film.

Dire che Mine Vaganti è un brutto film sarebbe ingeneroso. Forse, è una commedia teatrale, ricca di luoghi comuni (è quello che il pubblico vuol sentirsi dire?) e con tanti elementi in comune con i film precedenti di Ozpetek. Finale nero, dolcemente nero. Le lacrime ci sono state. Ottima colonna sonora.

Mentos gommose.

March 15th, 2010

IMG00082-20100313-1206 by you.

La mia passione per le Mentos è nota.

Ma qui siamo ad un altro livello orgasmatico. Queste arrivano dalla Siria. Sono gomme da masticare. All’interno c’è una non-meglio-identificata sostanza friccicante, al sapore fragoloso. Da noi c’è solo l’opzione gommosa menta.

Urgono informazioni su arrivo sul mercato italiano.

Estrazione penale.

March 15th, 2010

Estrazione penale. by you.

Qualche sera fa abbiamo scoperto la splendida Centrale termoelettrica Montemartini (impressionanti le vecchie macchine, degli anni Trenta). Eravamo là per concerto musica jazz del Blue Note (più mi sforzo, e meno mi piace quella musica: sottofondo ideale per doccia, ma niente più). Siamo rimasti colpiti dalle statue che si presentavano, quasi tutte, come da foto allegate.

Estrazione penale. by you.

Gli storici dell’arte sanno spiegarmi il perché?

Ressa da saldi?

March 15th, 2010

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Di tanto in tanto, il web regala un assalto ad un negozio/centro commerciale. E’ il caso di questo video.

Come minimo dovevano vendere la merce al 90% di sconto, eh.

bikkemberg2 by you.

Queste foto arrivano dal dietro le quinte dello scatto di Bikkembergs, che vede un esercito di sportivi torsonudati, in giacca e pantalone nero, scendere da una scala.

Non c’è niente di più atroce delle scarpe da ginnastica bianche su un completo nero. Anzi: delle scarpe da ginnastica con un completo elegante.

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Non passa giorno che il ministro Zaia – leghista cielodurista Doc – non si affretti a scendere in campo per la difesa del Nostro (maiuscolo) made in Italy. Già. Nell’Europa senza confini, nell’era della cucina fusion e di quella creazione divina chiamata sushi, il titolare del dicastero delle Politiche agricole si fa in quattro per sconfiggere quelle mostruose creature umane artefici di prodotti contraffatti. Sì, sì. Cipolle false, carote importate, patate Ogm, pomodori farlocchi. E’ persino riuscito a snaturare l’hamburger zozzone di McDonald’s, con la litania delle vacche italiane. Quelle si che son buone, signora mia. Tutto in nome del Made in Italy certificato. Perché, si sa, non c’è niente di meglio di pomodori col bollino. Più cari, eh, ma più buoni. Oggi è la volta delle cipolle – come da comunicato stampa mattutino – importante dall’Egitto. Schifosi egiziani, le vostre cipolle tenetevele. Le rimettiamo sul barcone, e via, a cannonate.

Dietro a questa strenua difesa del made in Italy non c’è altro che un volgare disegno protezionistico firmato Lega Nord. Un chiaro esempio di fascismo gastronomico, un tentativo neanche troppo velato tentativo di chiudere i confini dei nostri palati, allo scopo dichiarato di nazionalizzare le nostre feci.

No, grazie. Viva il sushi e il kebab.

L’hanno soprannominata la parte della morte. Si trova a Delhi, il circo ”
Diamond Maruti”. Auto e moto sfidano la forza di gravità.

Buongiorno blog. Roma oggi si è fermata. Grazie a quella cosa chiamata sindacati.

Copertine rasta.

March 12th, 2010

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Viso candido, pulito, e capelli rasta. Ecco, a me hanno sempre fatto un po’ senso. Insomma, mi sanno di sporco.

(ah, lui è Jason Castro, il concorrente della settima stagione di American Idol, sulla copertina del suo singolo, “That’s What I’m Here For”).

Jay Santucci e i prodotti di bellezza su Cosmopolitan.

Jeremy (o Jay) Santucci, stella della Major Models, è il protagonista di un editoriale di Cosmopolitan Olanda, sui prodotti di bellezza. Americano, ha iniziato la sua carriera di modello nel 2006, dopo essere cresciuto in una fattoria del Maryland. Passioni: moto, snowboard, auto e lavori di falegnameria (ehm, giuro, c’è scritto così sulla sua scheda). Per mantenersi in forma, va in palestra dalle 4 alle 6 volte a settimana.

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Michael C. Hall, il combattimento finale per Gamer. by you.Michael C. Hall, il combattimento finale per Gamer. by you.

Una delle ragioni per le quali si potrebbe fare un salto al cinema è nella scena finale (non ne svelerò l’esito, take it easy) di Gamer, il film che vede per protagonisti Gerard Butler e Michael C. Hall. In queste immagini, che river-blog propone in anteprima, il bello di Dexter combatte, faccia a faccia, con Butler (anche lui nudotorsato). Nella pellicola, interpreta il ruolo di una specie di Steve Jobs cattivo e un po’ psicopatico che vuole controllare il mondo. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 2 aprile, e viene distribuito dalla Moviemax.

Michael C. Hall, il combattimento finale per Gamer. by you.Michael C. Hall, il combattimento finale per Gamer. by you.

Un combattimento che è anche una metafora della battaglia che Michael C. Hall sta conducendo nella vita reale contro il cancro. Dall’altra parte del ring c’è un linfoma di Hodgkin. Ai Golden Globe si è presentato con un cappellino nero in testa, con il quale ha anche incontrato i giornalisti, quando ha parlato di “Gamer”. Ora pensa già al prossimo film: si chiama “East Fifth Bliss”, e le riprese inizieranno ad aprile. Insieme a lui ci sarà Lucy Liu.

Immagine by you.

Il National Trust inglese ha iniziato a distribuire ai lavoratori cittadini questi vasetti di aria fresca, raccolti nel lago Windermere e in altre località montane.

Per la bocca/Latte materno.

March 11th, 2010

Per la bocca/Latte materno. by you.

Alcune confezioni di latte materno, utilizzate dallo chef Daniel Angerer per preparare formaggio. Si tratta di latte in eccesso. Lo chef, che lavora a New York, lo ha usato solo per il proprio uso personale.

Domanda alle mamme: che sapore ha?

DistributoreProfilattici

Questa campagna elettorale sta regalando le consuete perle di idiozia. Basta farsi un giro per GoogleNews ed essere assaliti da un’ondata di dichiarazioni, il più delle volte fiato al vento, fuffa su fuffa. Tanto per dire: “Ho dichiarato anch’io”. Oggi mi ha colpito una affermazione di Renata Polverini, candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio. Si riferisce alla decisione di una scuola della capitale, il liceo scientifico Keplero, di installare distributori di profilattici. Un atto banalmente ovvio, quasi doveroso. Insomma, è una notizia? I ragazzi fanno sesso, diamo loro gli strumenti per proteggersi. That’s it. Il Vaticano, ovviamente, ha tuonato. “Si banalizza la sessualità”, hanno detto certi prelati, infastiditi da quello che viene percepito come un invito al pompino ante-matrimonio (so what?). Ma del resto, il Vaticano fa il suo lavoro. Il papa è contro i preservativi? Ok, facciamocene una ragione.

Adesso, per non infastidire qualche porporato, tocca a Renata Polverini criticare l’iniziativa. Come? Con un pensiero che definire contorto (e ipocrita) è poco.

“Questa non puo’ essere la risposta. Serve invece un percorso di educazione per i ragazzi che forse rientra di più nelle competenze delle scuole”.

Quindi: educhiamo i giovani a fare cosa? A non trombare prima del matrimonio? Li educhiamo a rischiare di prendersi l’Aids?

Più preservativi, meno demagogia assassina.

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Continuano i pareri, ahimè, richiesti, da parte di vip sul matrimonio tra gay. A parlare, stavolta, è Alessandro Preziosi, protagonista dell’ultima pellicola di Ferzan Ozpetek, “Mine Vaganti” (di cui ormai si parla pure nei meandri più reconditi delle dark room). Nel film interpreta il ruolo di un omosessuale che rivela il proprio orientamento sessuale ad un pranzo di affari.

Adesso, in un’intervista a “Gioia“, in edicola domani, l’attore ammette da un lato che l’amore tra due uomini è “il simbolo dell`amore assoluto” ma ci tiene a puntualizzare di essere contrario ai matrimoni gay: “Non siamo pronti. Dio solo sa come un uomo e una donna riescono a stare uniti sotto il sacro vincolo, figuriamoci due uomini. Avere la dimostrazione del contrario non mi piacerebbe“.

Scusa? Ricapitolo: un uomo e una donna a fatica restano uniti. Quindi, due uomini non possono rimanere uniti. Dov’è la logica di questo ragionamento?

Look da yeti per Lagerfeld.

March 10th, 2010

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Nella sfilata parigina di Chanel, opera di Karl Lagerfeld per la sua collezione autunno-inverno, si sono fatti notare due gioielli dello stilista. L’ex musa, Brad Kroenig, e l’attuale musa, Baptiste Giabiconi. Peccato che fossero coperti da una atroce tuta integrale da yeti.

Un completo ideale per la vita di tutti i giorni. Per la spesa. Per prendere l’autobus. Anche per salire in taxi. Un po’ scomodo per una sveltina in ascensore.