S’è impallato Windows.
July 3rd, 2009

Stazione Termini, 19.45.
“Una ragazza così poco appariscente”.
July 3rd, 2009
E’ raro che mi occupi di fatti di cronaca mainstream. Fondamentalmente perché c’è chi – redazioni di siti on-line – lo sa/può meglio di me. Oggi, però, sono rimasto colpito da qualcosa, andando a spulciare tra le notizie dell’ennesimo stupro, a Roma (21enne, stava parcheggiando l’auto nel garage condominiale, all’Eur: l’ha violentata un uomo col passamontagna). E’ una frase. Un commento, che arriva da un vicino dei casa della giovane. Un signore, che la conosceva bene. Dice di “averla vista crescere”. Eppure, le sue parole rivelano un malcostume. Uno squallido retropensiero tutto italico.
“La conoscevo bene. L’ho vista crescere, non riesco a credere che possa essere successa una cosa del genere. E’ una ragazza tranquillissima, non è appariscente né l’ho vista mai ostentare la sua bellezza. Proprio non riesco a credere che con il suo modo di fare possa aver attirato qualcuno spingendolo a compiere la violenza”.
Una frase atroce. Come se l’eventuale appariscenza possa essere una colpa, un motivo sufficiente a giustificare un atto così barbaro.
Censura leghista per Aussiebum.
July 3rd, 2009

Qualche giorno fa avevo pubblicato uno scatto della campagna Aussiebum che si vede per Milano. In particolare, un lettore mi aveva inviato una foto dalla fermata dell’autobus di corso San Gottardo. Da ieri, sullo stesso poster, sono apparsi questi adesivi leghisti (grazie a Luigi per la nuova foto). Un sedere riesce ancora a scuotere la gente?
Evian rollerbabies, bambini virali.
July 3rd, 2009
L’acqua Evian mantiene giovani. Partendo da questo principio ecco questo video virale, che mi ha subito conquistato.
Bambola gonfiabile per gerontofili doc.
July 3rd, 2009

Costa 79 dollari e si compra qui. “Dentiera estraibile”.
“This old mama really knows how to please, she is had a lifetime of sexual experiences. Let her show you some new or old tricks. Her three aged and worn pleasure holes are ready for you to take up residence. She will even take out her dentures for oral pleasure”.
Comprano una chiesa e ci vanno a vivere.
July 2nd, 2009

Una coppia ha acquistato una chiesa (evidentemente sconsacrata) e ci è andata a vivere. L’edificio si trova a Kyloe, nel Northumberland. Nel ristrutturarla, hanno mantenuto inalterato il suo aspetto originale. Qui altre foto.


L’idea di fare i bisogni (e non solo quello) in una chiesa è perversa.


L’annuncio della settimana/Vendo foto di mia madre (nuda).
July 2nd, 2009

Diesel, underwear giocoso.
July 2nd, 2009



Queste sono le immagini della campagna underwear di Diesel. Il primo modello, in alto, è l’inglese Sam Way.



Provocazioni/Un casting per entrare nella politica.
July 2nd, 2009

E’ un’iniziativa provocatoria, che trae spunto dai recenti fatti di cronaca politica nazionale. La firma un”agenzia di casting per la moda e lo spettacolo Michael W. Colletti” (il nome non rinvia a nulla di reale), che oggi ha diramato un comunicato stampa col quale annuncia l’avvio delle selezioni per “posti nel campo istituzionale”.
“La politica italiana è un vulcano in eruzione, si aprono nuovi spazi per i volti freschi dello spettacolo italiano. Come tutti i periodi di cambiamento, il futuro prossimo promette una girandola di nuove opportunità nei posti di rappresentanza nelle istituzioni. L’agenzia di casting per la moda e lo spettacolo Michael W. Colletti, che vanta la partecipazione di talent scout di lunga esperienza in campo internazionale, lancia una selezione senza precedenti: volti nuovi e freschi per ruoli riservati a giovani di bella presenza all’interno di sedi istituzionali (Ministeri, Enti Statali, Fondazioni pubbliche). Questo è il momento per entrare nel mondo che conta, dalla porta principale. Non serve un diploma o una lunga carriera politica, ma solo cortesia, una faccia pulita, una piacevole presenza e, perché no, un po’ di spirito d’avventura”.

Da rifletterci su.
Cani confusi/Montando il gatto (nel New Mexico).
July 2nd, 2009

Questi in foto sono Pepe (il cane) e Kitty Kitty (il gatto), e il primo ha le idee decisamente confuse. Comunque il gatto mi dà l’impressione che apprezzi.

Pubblico queste foto con piacere, perché vengono da una di quelle entità che più mi fanno piacere: i river-lettori esteri. Le spedisce Reynaldo, da Phoenix (in Arizona). Gli animali sono di un suo amico, di Albuquerque (nel New Mexico).
Un saluto ai riveriani nel mondo :-)
Cani confusi/Davanti al computer.
July 2nd, 2009
Emma ha un piccolo problema: non riesce a capire come sia possibile che il gatto sia contemporaneamente dentro e fuori il pc. Ad un certo punto va anche dal gatto a controllare che sia effettivamente lei.
Meno ore di lavoro, più lavoro per tutti.
July 1st, 2009

Io l’ho sempre detto che la provincia di Caserta è una miniera di curiosità. Questo cartellone è stato fotografato da Mercuzio su una strada statale, tra Alvignano e Caiazzo.
Il telefono a rotella.
July 1st, 2009

A cena da G. ed F., ieri sera, in zona Monteverde. Arrivo coi crampi allo stomaco: e non per la fame, ma per colpa degli esercizi in palestra. Quella di G. è una stanza vissuta, piena di cose, simboli, rimandi a situazioni, persone. Se non avessi paura di sembrare maleducato, mi sarei messo a toccare/spostare/prendere in mano/leggere. Poster che fotografano la felicità di un momento, le emozioni vissute davanti ad una pellicola, o a teatro. E poi sul tavolo ecco spuntare il vecchio telefono della Sip. A rotella. Pensavo che fosse una specie di reperto – ne ho uno, a casa mia, nero, preso in un mercatino dell’usato, in Argentina – e invece no: funziona, e lo usa. G. è più giovane di me.
Mi ricordo la lentezza della rotella. Dio, quanto ci mettevi a farmi parlare con M., amichetta delle superiori, con la quale mi divertivo a fare lo spasimante incompreso. Non c’era il prefisso, lo 06 doveva ancora nascere. Ricordo un incubo ricorrente: non riuscivo a comporre tutti i numeri, oppure mi sbagliavo, oppure si inceppava. Telefono nelle sabbie mobili, lentezza comunicativa. Ricordo mia madre, che per un periodo ci mise un lucchetto. Bollette stratosferiche – sms, mail e chat sarebbero arrivate secoli dopo – mania di controllare le mie comunicazioni. Ricordo il peso. Quando lo portavo in camera mia, perché in salotto avrei parlato di fronte a tutti. Ricordo mia madre che origliava da dietro alla porta.
La solitudine.
June 30th, 2009
Il problema sta tutto là. Tra l’ipocondrio sinistro e l’epigastrio, a voler essere precisi. C’è lo stomaco, da quelle parti. Una sacca molliccia, che quando la vedi sbattuta sul tavolo asettico dell’obitorio come una gelatina appiccicosa e flaccida, ti chiedi come abbia potuto lavorare per una vita salsicce alla brace, salmone con mozzarella, linguine al limone con gamberetti, pasta e fagioli, chianina, parmigiano, yogurt Activia, gamberetti fritti, tiramisù, caffè deca, sperma e succhi d’arancia. Tutto di là passa. Inclusa quella voglia di vomitar fuori la parte più buia di te. La solitudine. Origina là, secondo me. Il cuore blatera cazzate – sì vabbè, soffri, frigni, batti, ma c’hai pure la cassa toracica che ti protegge, che voi? - ma alla fine non conta niente. Pompa, sangue, quando gli va. Oggi l’ho vista, la signora solitudine. Dama d’angoscia vestita, sensibile quanto il cacciavite che penetra sotto all’unghia del piede fino a quando la carne non sputa sangue. L’ho sentita. Non l’ho assaporata, perché non sono riuscito a vomitarla fuori. Mi servirebbe un esorcista esofageo, uno in grado di stimolare delle convulsioni ascendenti, che riescano a far schizzare fuori dallo stomaco, passando per il cardias, la sensazione di essere solo. Lo so, solo. Il problema principale, è che la stronza se ne sta comodamente confusa tra i succhi gastrici (non gioca a nascondino: li guarda, cellula per cellula, si fa beffa di loro). A lei fanno una sega a zero eiaculazione, non corrodono nulla, la merda è un miraggio. L’acido clorico, per lei, è zucchero. Anzi, acqua zuccherata, da farci i gargarismi. C’ha pure un buon sapore. Le piace giocare in zona-piloro, quello sì. Un po’ come quando si infila un dito nel culo, a voler stuzzicare lo sfintere. Entri, ma non del tutto, e ti diverti a sentire il muscolo che cerca di risucchiare il dito. Ma tu no, lo tieni fuori, il piacere è tutto là, nella negazione di un pezzo di carne rigida. Lei, signora solitudine, lo stomaco non ha nessuna intenzione di lasciarlo. Eppure l’intestino tenue se la lavorerebbe volentieri. Vieni qui, viscida pastosità esistenziale. Ma l’ano non ti vedrà mai. Appollaiata come un impresario di pompe funebri che vede passare nel suo studio il dolore altrui (lui guadagna, lei accresce la sua forza rancorosa), si trastulla percorrendo le pieghe gastriche con l’agilità di medico legale che scompone il cuore, di morte colorato, sotto al faro chiaro dell’obitorio. Assorbe tutto, ma non è una spugna. Come una tavola di marmo lastricata di fotogrammi - glieli mandano gli occhi tuoi, stronzi spioni - morbidamente si impregna di qualche emozione, e poi, quando meno te l’aspetti, la schizza contro le pareti dello stomaco, mandando in corto circuito le ghiandole gastriche. Entra un pezzo di tagliata di manzo, ‘sti cazzi, lei gioca, sul carosello che gira gratis, fino a quando ti guardi intorno.
Ti guardi intorno e non vedi niente. Lenti dalla gradazione oscillante, come la colonnina di mercurio nella pentola d’olio che bolle a fiamma lenta. Senti qualcuno. Il sentimento. Le parole, lettere spalmate sul pentagramma delle emozioni – intonazione in fa minore. Arcobaleno dal nero al grigio, variazioni di uno stato d’animo fluttuante tra la morte e la rinascita, mentre cerchi il pulsante di messa in pausa della vita.
Un rigurgito. Non la digerirai mai.
Remembering Heath Ledger, il tributo di Vanity Fair.
June 30th, 2009


Il numero di agosto di Vanity Fair America (in vendita da domani) dedica la storia di copertina a Heath Ledger. A un anno e mezzo dalla sua morte, la rivista “resuscita” un servizio fotografico di Bruce Weber, proponendo però anche una serie di scatti inediti dell’attore. Alcuni sono disarmanti, per il sorriso e la luce negli occhi di Heath. Peter Biskind, autore del pezzo, ricostruisce la sua vita – dall’amore per la figlia al suo ruolo nella macchina trita-uomini di Hollywood – ma soprattutto le sue ultime settimane. (grazie a S. di avermi girato l’articolo).






