La storia dei vibratori.

April 6th, 2006

I vibratori non sono un’invenzione del nostro secolo. I primi “massaggi della vulva” erano praticati all’inizio del 1800 per la cura dell’isteria, soprattutto nel Regno Unito. In un primo momento, non si pensava ad un trattamento di natura sessuale, anche se i medici si resero conto che le donne, dopo qualche mese, ritornavano per chiedere una ripetizione di quella cura così piacevole. In una prima fase, un’alleata dei medici era l’idroterapia: in pratica veniva spruzzato un getto d’acqua nella zona riproduttiva femminile. Nel 1880 un medico inglese inventò il primo vibratore elettrico, di dimensioni ridotte e facilmente trasportabile: l’orgasmo era garantito in una decina di minuti. Il primo vibratore per uomini, invece, venne inventato nel 1899 da tale John Muir. All’inizio del 1900, ci si cominciò a rendere conto delle potenzialità commerciali dei vibratori. Nel 1902, così, Hamilton Beach produsse il primo vibratore per uso domestico: uno strumento inventato, dunque, prima del ferro da stiro.Nel 1917, nelle case degli americani c’erano più vibratori che toaster. Tra il 1900 e il 1940 vennero brevettati decine di vibratori: alcuni sono così resistenti che qualche collezionista, di tanto in tanto, i mette in vendita su e-bay.

Tra il 1950 e il 1970 vennero immessi sul mercato vibratori che potevano essere facilmente piazzati sui cataloghi, senza creare particolari imbarazzi. Avevano forme innocue: c’era quello che assomigliava alla prolunga dell’aspirapolvere o quello che, invece, sembrava un pettine.Nel 1973, Betty Dodson (in foto sotto) avviò dei “gruppi di masturbazione” rivolti alle donne, che potevano usare la “mano magica” della Hitachi. Il libro della Dodson, “Sex for One”, venne tradotto in otto lingue. Quello stesso anno, proprio quando River venne partorito, aprì il primo sex shop per donne, a New York. L’anno successivo arrivò Good Vibrations a San Francisco. Negli anni 90 i vibratori ebbero un nuovo boom, grazie all’amministrazione Reagan. L’amministrazione, infatti, di fronte al dilagare dell’epidemia dell’Aids, inviò una nota a tutte le famiglie, con un elenco di pratiche sessuali “sicure”: tra queste c’erano anche i vibratori. 

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