I fantastici cliché.
April 8th, 2006
Due premesse: 1) programmare una storia di gay in prima serata è una scelta coraggiosa; 2) non si dovrebbe criticare un programma prima di averlo visto.
Detto ciò partiamo da una certezza: “I Fantastici Cinque” sono tutt’altro che fantastici. Look Dolce e Gabbana-Armani-Becchino-Onoranze-Funebri (giacca, pantaloni e scarpe nere), spelacchiati e stempiatelli, ultratrentenni, col viso consumato da rughe e con qualche brufoletto di troppo, i Cinque Gay che domani sera sbarcheranno su La 7 in prima serata sono stati un po’ deludenti. L’incontro è avvenuto nella galleria Ta Matete, in via IV Novembre, dove c’è stata la conferenza stampa per la presentazione del nuovo reality “I Fantastici Cinque – Gay specializzati per uomini trasandati”. Ad osservarli un plotone di giornaliste con minigonne scopri coscia, amici-fidanzati-gay, pierre, e vari imbucati per la promessa cena-buffet finale. La trasmissione si preannuncia ricca di cliché e stereotipi: i cinque gay sono specialisti nei settori dell’arredamento, della cura del corpo, del cucinare, della musica e, in quanto tali, daranno consigli ad un etero. Insomma, il messaggio è chiaro: i gay sono più sensibili degli etero, e quindi possono impartire consigli di stile. A poco è valsa l’obiezione di River in conferenza: “Non temete che ci possa essere un’eccessiva stereotipizzazione dei gay, dicendo che sono tutti maestri di stile?”. La risposta è stata deludente: “Ma che c’entra? Ci sono molti gay che vestono malissimo”, mi dice uno dei cinque di cui mi sfugge il nome. “Stiamo dicendo la stessa cosa – risponde River, tra lo scazzato e il rassegnato – e cioè che con questa trasmissione viene fatto passare il messaggio che tutti i gay vestono con stile”. Del resto non mi aspettavo una dissertazione filosofica sull’argomento. Mattia è l’unico volto noto, se non altro perché ha condotto trasmissioni sulla televisione di nicchia Gay Tv. Prima della conferenza sbaciucchiava sul collo uno dei dirigenti dell’emittente.
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