Presentazione.

June 21st, 2006

Sul cartello finto-oro nel tiepido ingresso dell’hotel Majestic, lettere bianche in plastica infilzate su sfondo nero spiegano che la presentazione del libro di Sandro Veronesi è al primo piano. Libro di cui ignoro trama e ragion d’essere. Ma, tanto per non fare la figura dell’ignorante (eppure, lo sarei), mi affido a Google, scoprendo che tale Veronesi è il secondo finalista per il premio Strega. Sono curioso di vederlo un finalista di questo premio al sapore alcolico. Nella sala al primo piano dell’hotel – troppa moquette, penso agli acari, che schifo – c’è un pubblico che farebbe gola al più spietato becchino. Ultrasettantenni, eppure tinte, anelli d’oro, rossetti spalmati con la mano tremante, unghie giallognole corrose dagli anni ma esibite attraverso sandali finto-chic. Apprendo, parlando con una collega di una testata on-line che intorno alle case editrici gravitano parecchi esemplari di nobildonne annoiate che scambiano le presentazioni dei libri per un the con pasticcini. Le osservo, mentre vedo arrivare, scarpe da ginnastica nere, jeans stropicciati e giacchetto sbiadito, lo scrittore. Il signor Veronesi è abbastanza scoglionato, si vede. Prenderà il microfono in mano, e dirà che non può parlare molto per un brutto mal di gola. Vallo a dire a quei vecchi. Uno di questi si avvicina al mio orecchio (guarda che ci sento bene, io!), e mi fa: “Questo è lo scrittore?”. Sul palco ci sono due persone. Capacità deduttiva zero. E ancora: “Ma è parente di quell’altro Veronesi”. Francamente non so cosa rispondere, ma per zittire quella vocina tremante e petulante rispondo di “sì”. Applausi, chissà se risveglieranno qualche anima addormentata sulle sedie foderate di vellutino. Bravo, complimenti, le presento mio nipote vuol fare lo scrittore. Cocktail, che in realtà significa stringere mani, salutare, baciare, osservare. L’attrice Francesca D’Aloja è imbarazzata, fa roteare gli occhi neri quasi a voler scomparire. Anche io mi sento nel posto sbagliato.

Torno a casa. Via Veneto mi sembra insolitamente viva.

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