Leaving.

July 24th, 2006

Mentre aspetto L. alle prese con le umane incombenze lavorative del lunedì, mi rifugio in un internet point in via Meda. Più che un rifugio, un forno. Tre le caratteristiche degli internet point milanesi (e, certamente, anche romani): non si parla italiano, visto che dietro al bancone c’è un campionario made in Arabia degno della migliore Londra; le vetrine sono completamente oscurate da adesivi colorati con sconti, tariffe e scritte incomprensibili all’uomo medio europeo; sono sprovvisti di aria condizionata: il che, dopo 24 ore ai 21 gradi fissi del Visconti è un duro colpo. Questo internet point – tre computer in tutto, davanti ad un divano usato dal proprietario per riposarsi – sulle tastiere ha anche le lettere arabe. Explorer è in arabo. Mi sento tremendamente multiculturale. Il check out dall’hotel è stato doloroso come quando ci si deve separare da un orologio troppo caro visto in una vetrina di via Condotti. Sofferenza da viaggiatore con la sindrome di Paris Hilton. Mi manca il cagnetto da portare a tracolla: ma al posto di quello, nella prossima vacanza a Ischia, ci sarà il mio Labrador. Il Visconti ci ha regalato 24 ore di ovattata e fresca tranquillità, in un letto a due piazze e mezza con lenzuola che profumavano di detersivo. E, ovviamente, ci siamo fatti coccolare dall’idromassaggio. Tralascio il sesso con la vasca piena d’acqua.

Si parte alle 17, destinazione Bologna. Qui scaricheremo 3/4 dell’auto – ci è capitata una Megane station wagon. Guiderò io, sicuramente fino a Firenze. Poi cena in qualche autogrill e cambio.

Ciao blog. A domani.

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