Ricordi televisivi.

July 27th, 2006

La malinconia fa parte del (mio) dna. Venature amarognole scorrono anche nei momenti più felici che mi capita di vivere. E’ un mio limite. E così, in una giornata di ordinario delirio lavorativo, mi capita di rimanere inebetito e di incupirmi di fronte a queste due foto, recuperate tra una internet-zappata e l’altra. “Tre cuori in affitto” e “Arnold” hanno rappresentato un pezzo dei miei 15-20 anni. Vissuti uno all’ora di cena (ricordo il rumore dei piatti di mia madre, l’odore del sugo, quello del dopobarba di mio padre che rientra dal lavoro, l’angoscia per i compiti ancora da fare), l’altro appena rientrato da scuola (mia madre che riposa, la noia di un pomeriggio lungo, il tennis). Nel primo – Tre cuori in affitto – ero affascinato dall’idea che un uomo potesse vivere con due belle ragazze senza alcuna complicazione sentimentale. Da allora ho coltivato a lungo il sogno di poter condividere specchio e water con una rappresentante del gentil sesso. Sogno che si è poi infranto di fronte alla consapevolezza che avrei avuto a che fare con assorbenti usati e urla isteriche di godimento sessuale. O, forse, ho semplicemente capito di non essere portato per la convivenza “amicale”. Arnold, invece, mi piaceva per due motivi: il papà ricco e il lusso che derivava dalla sua condizione sociale; il rapporto tra il protagonista e il suo pesce rosso. La sera, prima di andare a letto, Arnold parlava col pesce, raccontandogli le magagne quotidiane. Ecco, alla fine il pesce lo vinsi anche io al Luna park, lo chiamai Arnold e ci iniziai a parlare. Mi resi presto conto che pulire ogni due giorni la cacca dal fondo della vaschetta a palla mi faceva alquanto schifo. Così, la morte del giocattolino – cinque anni dopo la vincita – fu vissuta da me con estremo sollievo.

Buona sera blog. Torno a casa.

No tags for this post.

Leave a Reply