Arrivati.

July 30th, 2006

Mentre L. è sul lettino per un “massaggio anti-stress”, io ho battezzato l’internet point dell’hotel Michelangelo. Traduco: l’unico computer della struttura. E’ nascosto all’interno di un box di legno, utilizzato, un tempo, per contenere un telefono. Fa caldo, ma per il blog questo e altro.

Il viaggio. Come prevedibile quando ci si muove con un labrador di 40 chili, è stato faticoso. Certo, molto peggio fare il clandestino che sbarca da un barcone in legno a Lampedusa. Ma siccome noi siamo due creature occidentalizzate e viziate, dobbiamo lamentarci. Niente traffico fino ad Ischia. Ma qui sono iniziate le sofferenze regalateci della Medmar, compagnia minore che sta cercando di sfidare il gigante Caremar nel settore del trasporto marino. Costa il 50% in più (la Caremar era tutta esaurita) e regala il doppio dei disagi, a cominciare dall’orario di partenza: un’ora e mezza di ritardo, manco fosse l’Alitalia. Mentre L. era in fila da circa un’ora nell’auto, io e il cane – causa eccessivo caldo – salivamo sulla nave. Peccato che nessuno – neanche i tizi che hanno strappato il mio biglietto – mi avessero informato che: quella nave andava ad Ischia ma non allo stesso porto prenotato; che le auto non sarebbero state fatte salire. Ergo: io sono partito, mentre L. continuava a rimanere in fila. Il cellulare, ovviamente, era scarico. Il cane, vicino al collasso per via del caldo, cercava di arrampicarsi fin dentro il lavandino del bagno, davanti allo sguardo attonito di qualche passeggero urinante. Sono riuscito a calmarlo riempiendogli d’acqua la ciotola, che lui ha usato a mo’ di piscina. Alla fine, arrivato a Casamicciola, sono riuscito a trovare un tassista pio – 20 euro per 5 minuti di corsa – che portava me e il cane all’hotel. L. ci avrebbe raggiunti due ore dopo.

La gente. Vecchia, direi. Tante famiglie. Pochi bambini urlanti. Qualche burino, anche se il tasso di rozzaggine è sotto la media dell’isola. Gli unici coetanei sono: un ragazzo in vacanza con la famiglia (ma non si annoia?); un tipo modello calciatore tatuato che abbiamo incrociato mentre usciva dalla stanza di una signora. I camerieri sono troppo impegnati a fare i camerieri. Neanche il cane ha trovato compagni con cui socializzare. L’unico, un antipatico chihuaua femmina, appena lo vede inizia a ringhiare. Povero.

La stanza. Grande, con un terrazzo il doppio di quello mio romano. Al posto della cupola di San Pietro, qui abbiamo la vista sul mare. Peccato che il cane abbia gli scompensi e tema di essere abbandonato, col risultato che presidia il letto come un pitbull ringhioso. Sarà che anche lui preferisce starsene sdraiato ai 21 gradi gentilmente offerti dall’aria condizionata. Ah, San Pinguino.

Ciao blog, a presto.

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