Vigliacchi.
September 26th, 2006
A volte mi verrebbe voglia di assimilare la categoria di alcuni gay a quella delle bestie in calore che, guidate dal solo istinto riproduttivo (in questo caso l’istinto è quello volto al godimento), si accoppiano dove capita e con chi capita. Fin qui niente di strano. Ci siamo passati tutti. Se due persone sono maggiorenni e consapevoli di quello che fanno, non sarò certo io a ergermi a paladino della squallida e noiosa moralità comune. Quello che mi ha sconvolto sono le conseguenze di uno di questi accoppiamenti furtivi, nel racconto che mi ha fatto un amico, reduce da una passeggiata in una cruising area sulla via Salaria. Girovagando tra i cespugli si è visto correre incontro un ragazzo che, in lacrime, gli ha raccontato di essere stato picchiato e rapinato. Tre rumeni, armati di coltello, lo avevano sorpreso in mezzo ai cespugli, riempiendolo di botte. Un assalto squadrista, come ai tempi delle manganellate fasciste (ancora in auge) contro tutto ciò che è diverso. Merde, che si sentono forti solo perché in gruppo e con il coltello dalla parte del manico. La parte sconvolgente, però, deve ancora venire. Il ragazzo in questione, fidanzato con una donna, per “non rovinarsi la reputazione” aveva sì denunciato l’accaduto alla polizia, ma senza indicare la vera area in cui era avvenuta l’aggressione. “Non posso certo sputtanarmi”, si è giustificato.
Fino a quando i gay si vergogneranno del loro modo di essere che, in questo caso, li porta a infrattarsi per godere.
Fino a quando non avranno il coraggio di guardarsi allo specchio e dire: “amo gli uomini”.
Fino a quando non si sentiranno il diritto e il dovere di denunciare chi li ha presi a calci in culo e rapinati.
Fino a quando non avranno le palle (oltre che per scopare) per affrontare le facce dei benpensanti.
Fino a quando dovranno temere di perdere il posto di lavoro per il solo fatto di sculettare un po’.
Fino a quando non oseranno urlare a chi hanno intorno che del matrimonio in chiesa non gliene frega un cazzo.
Fino a quando non getteranno via la maschera che hanno scelto loro per coprire quello che non hanno scelto.
Ecco, fino ad allora i gay dovranno ancora fare molta strada.
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