New York/Primo giorno.

October 15th, 2006

New York, amore mio, sei sempre più bella. Poco importa se l’aria è quello che è, e le macchine ti strombazzino nei timpani ad ogni incrocio. Questa città è, idealmente, il posto dove vorrei vivere. Se non costasse troppo. Se non fosse così lontana dal sole di Roma. E se non ci fosse Bush.

Viaggio decente, senza troppe turbolenze. Niente ninne, però, anche se i sedili della Business Class Alitalia si potrebbero prestare. Inclinazione a circa 130 gradi: non è il massimo, visto che alcune compagnie aeree offrono i 180° modello letto. Unica cosa in cui l’Alitalia può ancora competere: il cibo. Scelta tra penne e ravioli, carne e pesce, frutta e gelato. Tutti molto buoni. Partendo da Fiumicino ho scoperto che dalla sala Vip sono spariti i computer: troppo costoso mantenerli. In compenso c’è una stanzetta semibuia con una serie di lettini da psichiatra, che dovrebbero servire a riposarsi prima del volo. Snobbati: meglio ripiegare sul buffet, decente.

Stamattina la prima colazione, da Starbucks. Cappuccino e glazed donut. Delicious.

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