New York/ Greenwich.

October 16th, 2006

Che dire di Greenwich? E’ il quartiere che preferisco. Non tanto per la gente che ci passeggia – colorata e grunge – quanto per i colori e le dimensioni dei palazzi. Non ci sono i freddi palazzoni della vicina Chelsea e il grigiore asettico di Downtown cede il posto a colori più tenui e alle caratteristiche scale antincendio nere; mentre l’ostentazione turistica e pacchiana di Times Square qui è sostituita da una sobrietà tipica di una zona giovane, ma pur sempre poliedricamente gaia.

La strada gay per eccellenza è Christopher Street. E qui mi trovo davanti alla durezza di una notizia che avevo già letto sul web: la chiusura dello storico Stonewall, il locale da dove ha mosso i primi passi, nel 1969, il movimento omosessuale. Appeso alla vetrata un cartello “affittasi”. Il motivo? I proprietari starebbero indietro con i pagamenti dell’affitto (150mila dollari di debiti). Un pezzo di storia se ne va. Nella zona, comunque, locali simili non mancano. L’unica strada senza bar o pub è la “Gay Street”: ad una estremità un negozio di giocattoli per bambini; all’altra un caffè.

Ecco, se mi dovessi trasferire altrove, sarebbe proprio qui.

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