I calzini del papa.

November 30th, 2006

Nota stilistica sul viaggio del papa in Turchia.

Già quelle babbucce rosse sono orrende, ma i calzini bianchi in spugna sottile con la punta rinforzata sono proprio inguardabili (chissà il caldo!).

Mi permetto di suggerire a Sua Altezza, pardon, Sua Eminenza, un filo di scozia grigio.

Amici watch/ Dov’è il gay?

November 30th, 2006

Premessa: a River non importa niente di “sputtanare” o costringere una data persona a dichiarare la propria omosessualità. Chi se la vive alla luce del sole vale quanto chi ha deciso di non rivelarla. Detto ciò, il gossip su chi è gay e chi non lo è, quando si parla di televisione, è da sempre uno dei più succosi. E, in questa ottica, si inserisce questo post. Senza voler denigrare nessuno. Perché dire che qualcuno è gay, fino a prova contraria, non è (ancora) un insulto.

Dopo ore di attenta osservazione degli allievi, dei loro sculettamenti e degli sguardi, River ha suddiviso i maschietti in tre gruppi:

1) Amici della passerina: Santo Giuliano; Bambi Zanfir; Alessio Paddeu; Stefano Villani.

2) Amici boh: Federico Angelucci; Cristo Martinez.

3) Amici del fringuello: Tony Aglianò; Manuel Aspidi; Ema Caserio.

Sicomme l’Olanda è sempre più avanti, in occasione della giornata mondiale contro l’Aids, domani, alcune chiese saranno avvolte in un preservativo arancione. L’iniziativa è organizzata dall’associazione “Orange Babies”, che aiuta le donne sieropositive in Africa.

E, mentre da noi, mr. Ratzinger si interroga sull’utilità del profilattico, un plauso va ai preti olandesi che hanno accettato di partecipare all’iniziativa. 

 

Come mangiare una rana.

November 28th, 2006

In questo disgustoso servizio – che River ha guardato, purtroppo, pochi minuti dopo aver cenato – viene mostrata la preparazione, da parte di un cuoco, di una rana. E il pezzo forte: il cuore, ancora pulsante, servito su un piattino.

Non la mangerei nemmeno se mi offrissero la conduzione del Tg5.

Previsioni del tempo da ridere.

November 28th, 2006

Questa signorina tedesca, per via di un errore nella proiezione sullo schermo delle immagini del meteo, inizia a ridere. E non si ferma più.

Esilarante.

Magica Ikea/ Coppie.

November 28th, 2006

Che Ikea stia simpatica ai gay è facilmente intuibile osservando la gente alle casse: la ratio è di un gay ogni cinque persone (esagero?). Del resto Ikea ha sposato, da tempo, la causa omosessuale. Basta dare un’occhiata a questa pubblicità, in cui viene ritratta una felice famiglia (gay), con figlia.

Ciglia.

November 28th, 2006

Un originale modo per riciclare i propri capelli.

 

La curiosità di vedere dove vivono e dormono, sette giorni su sette, i protagonisti di “Amici”, è stato lo stimolo per affrontare il traffico del Raccordo di una noiosa domenica pomeriggio e puntare diritto verso via Sante Vandi. Estrema periferia sud-est della capitale, a pochi chilometri dal centro commerciale la Romanina, case basse e brutte. Qui c’è l’hotel e residence Petra. L’aspetto è quello di un bunker, grigio e marroncino, circondato da gatti randagi e cassonetti stracolmi. Al centro l’hotel vero e proprio; intorno due blocchi separati l’uno dall’altro, con il residence. Cancelli chiusi ovunque e, come se non bastasse, telecamere ad osservare ogni ingresso, manco fossimo in un vero studio televisivo. Dei ragazzi di Amici neanche la traccia. Sui muri, invece, i segni dei loro fan: “Leo sei bono”, e altri scarabocchi con pennarelli simil-glitter. Naturalmente non potevo fare a meno di entrare, con la scusa di chiedere qualche informazione. Dentro sembra quasi un hotel normale: una reception decente (dove ho scattato una delle foto), una piscina, centro fitness e un campo di calcetto. Due soli computer nell’internet point, tanto che alcuni dei ragazzi di Amici si sono anche lamentati di non poter sempre accedere ai loro fan club. Certamente non merita le quattro stelle esibite sul sito. I prezzi? Un monolocale costa dai 1650 ai 1850 euro al mese, a seconda della grandezza. I ragazzi, invece, sono suddivisi in bilocali o quadrilocali, tutti con angolo cottura o cucinotto. “La domenica non ci sono quasi mai – spiegava una ragazza che lavorava al bar – e, comunque, tendono a stare nelle loro camere”.

Buon lunedì blog.

Google, grazie.

November 25th, 2006

Google è indagata. La notizia è ovunque. La colpa? Quella di aver pubblicato un video in cui si denigravano i down. Non so se scandalizzarmi, preoccuparmi (in quanto blogger), o incazzarmi. Forse un misto di tutte e tre le cose. Google, a mio avviso, andrebbe ringraziata. Perché – forse qualcuno dovrebbe ricordarlo a chi ha firmato l’avvio dell’indagine – è stato grazie al gigante di Mountain View che i responsabili delle violenze sul down sono stati scoperti e sospesi. Un blog, un motore di ricerca, un portale non può essere equiparato ad un organo di stampa. Ne sono fermamente convinto. Ovviamente se un sito, qualsiasi sito, diffama una persona, si deve intervenire. Ma quello che ha fatto Google non si chiama diffamare, si chiama denunciare.

La libertà d’espressione è sempre più un bene a rischio d’estinzione.

Di “Amici” ho parlato poco, forse perché, finora, ho avuto pochissimo tempo di vederlo. Ora, però, reduce da una full immersion di due giorni su Sky Vivo – durante le quali mi sono sorbito quasi sette ore di trasmissione – mi sono fatto un’idea dei protagonisti. E, rispondo alla domanda del titolo di questo post con un nome: Santo Giuliano (sì, è da cambiare). Il giovane ha 18 anni ma balla da lasciare senza parole. Parla poco, il che in una scuola di lagne e lacrimucce facili, è una dote di non poco conto. Semplice, ha due occhi fatti apposta per bucare lo schermo. E ha una gran voglia di lavorare e imparare. Può già vantarsi di avere un fan club con un bel po’ di iscritte (soprattutto ragazzine under 18).

Il resto? Bravo e bello anche Bambi, quello della ginnastica artistica (inserita per non si sa quale motivo), che però dovrebbe prima fare un corso di lingua italiana. Gli altri e le altre sembrano svogliati e si comportano già da primedonne. Che gli autori di questa edizione non li vogliano ‘stordire’ un po’ con qualche sana lezione di umiltà?

Ceretta.

November 24th, 2006

Pubblicità tedesca per un prodotto rivolto ai peli di lei.

Mentre Città del Messico ha già aperto le sue porte alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, un giudice di San Paolo, in Brasile, ha autorizzato una coppia gay ad adottare una bambina di cinque anni. Vasco Pedro da Gama aveva già avuto l’autorizzazione ad adottare la bimba; il suo partner, Dorival Pereira de Carvalho, ha però chiesto di aggiungere anche il suo nome sul certificato di nascita. A luglio un tribunale aveva sancito che “non c’è nessuna valida ragione per vietare ad una coppia dello stesso sesso di adottare un bambino”. In questi giorni, la decisione di un altro giudice, che ha permesso ufficialmente alla coppia di adottare la bimba. Da Gama, che ha 33 anni, e Carvalho, 41 anni, stanno insieme da 14 anni e sono proprietari di un’agenzia di moda. I due hanno detto di essere pronti ad adottare una seconda bambina.

Noi, invece, ci accontentiamo di avere la Binetti.

La morte negli occhi.

November 23rd, 2006

Questa foto spiega perché sono contro la pena di morte. In qualsiasi forma, e per qualsiasi motivo.

Per vedere la foto senza censura devi cliccare qui.