Alitalia/ Perché non va.

December 19th, 2006

Basta programmare un volo facile facile, un classico Roma-Milano, per capire le ragioni della crisi di Alitalia. Ragioni così palesi, che noterebbe anche il peggior manager di un’azienda di calcestruzzi.

Con RyanAir, volando però a Bergamo, si spendono circa 37 euro (se si sceglie uno scomodo volo alle 7 di mattina; 120 per un volo il pomeriggio).

Con Blue Panorama, la mia low cost preferita, si spendono 75 euro (ma si atterra nella scomoda Malpensa).

AirOne, infine, vi fa volare a 92 euro.

E Alitalia? 260 euro. Pura follia.

Per la cronaca: in vista delle imminenti giornate di sciopero dei giornalisti (si parla di tre giorni, da giovedì a sabato), River torna a Milano. Ne approfitterà per vedersi Basquiat alla Triennale.

Il telematico: Preferisce un’email, quasi sempre allegando improbabili Babbi Natale con annesse slitte e stelle cadenti piene di glitter. Nella peggiore delle ipotesi il messaggio peserà un Mega. Ah, dimenticavo: si tratta di mass mail. Quindi, la vostra e-mail compare in un indirizzario insieme a bambi e pippicalzelunghe@hotmail.com. Alcuni optano per la messaggeria istantanea di Msn o Gmail.

Il telefonico: Telefonata o sms. Nella seconda ipotesi, quasi sempre, si tratta si un messaggio standard. La telefonata, ahimè, è la cosa peggiore: non sai mai cosa rispondere al canonico “auguri a te e famiglia”. Famiglia è una cosa grossa, andate a chiederlo alla Binetti. Spesso fingo di avere una telefonata in attesa per svincolarmi.

Il cartaceo: A partire da due settimane prima del Natale arriva la letterina: un biglietto di auguri con biglietto da visita (tanto perché mi ricordi la tua carica, no?). Le peggiori sono quelle con la firma pre-stampata: almeno quella potrebbero farla a mano. I migliori? Quelli scritti a penna: anche nel caso dell’indirizzo e del mittente. Alcuni giorni fa ho ricevuto, insieme al biglietto, un tagliando del SuperEnalotto: divertente.

Il Babbo Natale: si materializza sotto forma di un pacco dono, con bottiglie, salumi, dolci e altre leccornie. In questi casi mi pongo sempre un problema: devo chiamare per ringraziare? Se lo faccio, do l’impressione di aver gradito “troppo” (mi riferisco ai rapporti di lavoro); se non lo faccio, rischio di passare per cafone. Me la cavo spedendo un’email di auguri, con, in calce, un “grazie”.

Il salottiero: Per gli auguri vuole “a tutti i costi” passare da te. Per un caffè. Un aperitivo. Un saluto. Come se tu non aspettassi altro. La discussione verte inesorabilmente sulle ipotetiche ferie: “voi (e se fossi io??) cosa fate?”, “quanti giorni di ferie avete?”, eccetera.

Il ritardatario: Si fa vivo dopo le feste. Magari si è scordato, oppure è partito dieci giorni prima per la Namibia. Li detesto: quando sei convinto di aver superato questo periodo di falsità, arrivano loro a farti ripiombare nella ritualità degli auguri.

Gli auguri che preferisco? Via email. E, ovviamente, quelli via pacco-dono. Agli altri mando, quasi sempre, un sms, personalizzato.

Si chiudono i sondaggi.

December 19th, 2006

Il popolo di River (formula volutamente gonfiata) ha votato. Per chi non se ne fosse accorto, nelle ultime settimane, nella colonnina laterale di questo blog, erano collocati tre sondaggi. Ecco i risultati:

1) Secondo te Tiziano Ferro è? Gay per il 49%; per il 19% bisex; per il 15% etero; un altro 15% sostiene che è confuso.

2) Sei favorevole all’adozione da parte dei gay? Ha risposto sì il 45%, no il 42%, non so il 13 %.

3) La peggiore trasmissione di Maria de’ Filippi? Uomini e donne per il 50%; Unan1mous per il 32%, C’è posta per te per il 10%; Amici per l’8%.

Sottolineando, ovviamente, che questi sondaggi non hanno alcun valore e pretesa di verità, posso dire di essere in linea con quanto espresso dalla maggioranza in tutti e tre i quesiti. Che bello che la maggior parte dei river-lettori la pensi come me :)

Vado a letto. Guardo gli ultimi scampoli di Amici su “Sky”, prima di crollare.

I concorrenti di “Amici” devono la loro fortuna ad alcuni elementi: gli umori di Chicco Sfondrini e Luca Zanforlin, autori del programma; i voti degli spettatori. Sono questi ultimi a determinare il successo di questo o quel concorrente. Voti che costano cari: via sms o via telefono, hanno un costo di tutto rispetto. Si narra che alcuni fan, particolarmente abbienti, spendano ricariche da 100 euro a puntata.

Karima Ammar, concorrente mulatta, ha subito capito che dai voti da casa dipende buona parte delle sue fortune. E così, sul suo Fan Club, ha lasciato un ambiguissimo messaggio: “Prometto, che se mai vincero’ il programma… Vi ridaro’ tutti i soldi dei messaggi inviati per votarmi!”.

Sicuramente scherzava (ne siamo certi?), ma visto che sui fan club bazzicano bimbe di 12 anni, che potrebbero cascarci, non sarebbe il caso di evitare queste promesse degne del peggior politico in campagna elettorale?

Hostel II.

December 18th, 2006

La locandina, alquanto inquietante, del sequel di Hostel, previsto per giugno 2007. Ah, stavolta c’è anche Edwige Fenech.

Buondì.

Gay.tv chiude.

December 17th, 2006

Ho guardato Gay.tv occasionalmente. L’ultima volta per una puntata di “Open Space”, il reality condotto da Cecchi Paone. Ma la notizia che il 31 gennaio 2007 l’emittente monotematica chiuderà i battenti mi è dispiaciuta. Ogni chiusura di un’attività editoriale è un brutto segnale. A maggior ragione quando a farlo è una dedicata ai gay.

La domanda è: i gay erano interessati ai programmi di Gay.tv o si accontentanto delle dinamiche di “Amici di Maria” o delle Invasioni barbariche? Il problema di fondo, comunque, è che sono mancati gli investimenti: non ci sono stati abbastanza imprenditori pronti a comprare spazi pubblicitari e, forse, non c’è stato interesse, da parte di movimenti e associazioni, a lottare per mantenere in vita questa realtà.

Peccato.

Markette/ Elogio del packaging.

December 15th, 2006

La confezione è tutto. In questo dentifricio Marvis potrebbe esserci anche cacca di cavallo, ma il solo packaging è da premiare. River si è comprato quello al sapore di “Jasmin mint”. Costa 4 euro.

Vanessa, la perfida e nazistissima organizzatrice generale di “Amici” (chesssorganizza?), colpisce ancora. Dopo aver ispezionato, alcune sere fa, tutte le stanze dei ragazzi e delle ragazze protagonisti del programma (svelando mutande e calzini con relative macchie zozzose), oggi ha fatto irruzione nel bagno degli uomini (!). La colpa è di Federico Angelucci, che è stato beccato dalle telecamere mentre fumava. Reato, immane reato.

A quando l’ispezione rettale per cercare i segni di un’eventuale penetrazione – non consentita fino al termine dello show? :-)

P.s. Secondo alcuni commentatori ed e-mailatori, Federico è un assiduo frequentatore delle serate gaie dell'”Alpheus“.

Buffet.

December 15th, 2006

Esce in questi giorni in Australia “Tan Lines“, quello che in molti hanno ribattezzato il “Brokeback Mountain” dei surfisti. La storia ruota attorno alle vicende di Midget, costretto a condividere il letto con la madre in un piccolo appartamento (a Freud gli farebbe ‘na pippa). Quando incontra Cass, il fratello gay dichiarato del suo migliore amico, i due iniziano una storia segreta. Il cast è composto da giovanissimi sconosciuti: tutti surfisti, gay ed etero, che non hanno nessun problema a spogliarsi.

Altre foto dal set si trovano qui.

25.

December 13th, 2006

Non è facile sistemare 25 candeline su una torta per due persone; e, soprattutto, è sconsigliabile usare un accendino, visto che alla settima candelina mi si è squagliato in mano.

Il regalo? Un I-pod shuffle. Poco originale, ma il tempo per girovagare per negozi è poco. E il Natale è dietro l’angolo.

A domani blog.

Amici watch/ Residence o carcere?

December 13th, 2006

Gli autori di Amici hanno finalmente deciso di aprire le porte del residence in cui sono ospitati i ragazzi (e che River aveva già mostrato). Il pretesto è stato offerto da un’assurda ispezione di una tipa nazistissima e acidissima, tale Vanessa (organizzatrice generale del programma), alle 23 della scorsa sera, nelle stanze dei ragazzi, per vedere se fossero tutti presenti. Assurda perché: 1) i ragazzi di Amici sono tutti maggiorenni e, fino a prova contraria, il residence non è un carcere; 2) in secondo luogo perché se qualcuno vuole trombare nella sua stanza, dovrebbe essere libero di farlo; 3) e se qualcuno si volesse sparare una sega senza ritrovarsi le telecamere che gli inquadrano i calzini zozzi appesi alla lampada sul comodino? Ma Vanessa, ligia a quanto ordinatole dagli autori, ha ispezionato armadietti alla ricerca di non so cosa (mutande non lavate?), i cessi (per vedere se qualcuno si fosse nascosto nella doccia?). L’unico che è uscito dal carcere, pardon, dal residence, è stato Tony, che si è beccato un caziatone da Vanessa: “Perché lo hai fatto?”. Già. Bisognerebbe chiederlo al garante della privacy. (Il video dell’incursione è qui).

Altri particolari. Le ragazze sono più disordinate dei maschietti: mutande appese ovunque, asciugamani stesi sui cassetti, comodini zeppi di creme, cremini, gel e gelletti. Le stanze sembrano quelle di una casa d’accoglienza per diseredati. I più tecnologici avevano un pc portatile.

Vanessa mi ricorda i miei tempi ad “Amici”, quando ancora non era una ‘scuola’. Era seduta tra il pubblico ed era tra quanti sgomitavano per conquistarsi il microfono e parlare, parlare, parlare. Una delle tante fighettine di Prati alla corte di Maria e Maurizio. Per quelle come lei, me ne andai, sbattendo la porta.

La visione della nuovissima First class della Singapore Airlines ha provocato in me una profonda fitta al fegato. Invidia, allo stato puro. Anche se continuo a sostenere che i sedili isolabili in uno scompartimento offerti dalla “Emirates” siano insuperabili, la Singapore disponde di un sedile che ha una larghezza doppia rispetto a quelli normali. Una sorta di divano reclinabile a 180°. Oltre ad offrire cibo ordinabile dal menu, il set da viaggio di Ferragamo e le lenzuola in stoffa. Dimenticavo: lo schermo Lcd per il televisore.

Al momento la First è disponibile solo sui 777-300Er e su poche rotte. I prezzi? Un Parigi-Singapore, andata e ritorno, costa 10,594 euro. Tasse incluse.