GF watch/ Disparità.

January 31st, 2007

Diana, la russa in calore, non ha avuto grossi problemi a mostrare il suo seno agli italiani che la seguivano in televisione. Mentre pare che Alessandro abbia adempiutio ai doveri di uomo eterosessuale: le coperte, con i due sotto, farebbero strani movimenti nelle ore notturne.

La domanda, però, è sempre la stessa: perché gli autori del Grande Fratello usano due pesi e due misure quando si tratta di nudi maschili e femminili? Anche secondo loro il pene è ancora un tabù che non può essere mostrato, tanto da costringere i poveri maschietti a farsi la doccia col costume e a non togliersi mai gli slip. E, da qui, la domanda sorge spontanea: come si lavano l’uccellino e il popò ?

Ferro watch/ Pacco traverso?

January 31st, 2007

A ben guardare questa foto (grazie Freejj, ottimo lavoro) mi è semblato di intlavedele un pacco. Sbaglio? :-)

Qui altre foto del concerto di ieri sera a Milano.

Aggiornamento: Ieri sera, durante il concerto a Modena, sono andati in tilt i computer che governano tutto lo show. Il risultato? Niente luci, scenografie et similia.

Campioni/ Fisico da decathlon.

January 31st, 2007

Mi sembrava giusto compensare, dopo la visione poco sportiva dell’ermafrodita, con un giovane campione del decathlon. Disciplina di cui ignoro modalità di esecuzione, ma che nell’immaginario collettivo è sinonimo di fisici statuari. Qui viene mostrato un francese, Romain Barras, alto 1.94 er 85 chili, nato 27enne anni fa a Calais. Nonostante le sue foto abbiano iniziato ad apparire su vari siti gay-friendly, il radar mi dice che è etero.

Qui il servizio fotografico completo.

L’ermafrodita allegro/a.

January 31st, 2007

Però la barba, fossi in lui/lei, me la farei.

Mostre/ Lesbiche e nere.

January 31st, 2007

Chi si trovasse per caso a Berlino, da qui al 25 febbraio, potrebbe approfittarne per fare un salto alla galleria Nbk, che ospita le foto di Zanele Muholi. L’artista 34enne, vincitrice del premio “Tollman”, è stata tra le prime a raffigurare donne lesbiche e ad affrontare tematiche a sfondo sessuale in Sud Africa. Non a caso, la fotografa è un’attivista per i diritti delle donne e sostiene che le culture africane snobbino l’omosessualità femminile. Le sue foto – alcune sono un pugno nello stomaco – sono una lama che scava in un mondo oscuro, che molti vorrebbero ancora tenere nascosto.

Altre foto (il contenuto è forte) sono qui e qui.

Cina/ Ode a Starbucks.

January 30th, 2007

Non c’è niente da fare. Credo di essere l’unico italiano che quando entra in uno Starbucks si sente a casa sua. Oppure l’unico che in una giornata riesce a visitare 4 Starbucks diversi (ultima trasferta a New York). Quello fotografato sopra è nell’aeroporto di Pechino. Piccolo, ma il caffèlatte col ghiaccio e la panna è sempre il massimo (il mitico Frappuccino).

Rientrato da poco. Stanotte dormirò, nonostante il fuso sfavorevole. Ma la stanchezza accumulata in questi ultimi due giorni è incommensurabile. Per adesso non ho ricordi belli. L’odore, la gente, il clima, l’atmosfera, il cibo: niente mi è rimasto nel cuore. E, anzi, ho sentito la Cina molto lontana da quell’Occidente di cui faccio parte. Una Cina dove l’uomo medio non parla inglese (in taxi bisogna avere il biglietto da visita dell’hotel, perché quasi nessun autista capisce o parla l’inglese) e dove - sarò pure snob - mi è sembrato che ci fosse poca attenzione per le più basilari norme igieniche. Un consiglio: mai scattare una foto ai soldati in piazza Tienanmen. Si incazzano come iene.

Buona notte blog. (qui altre foto)

Un modesto superdotato.

January 30th, 2007

Antonio Argiento è involontariamente simpatico. Originario di San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, si è aperto un sito (segnalato da un river-lettore) in cui esalta, con grande modestia, le sue doti: prima fra tutte quella di avere un pene di 32 centimetri. Ma non basta: “Vengo da una famiglia benestante, vivo di rendita, ho un miliardo in banca che mi permette di avere Lire 5.000.000 al mese di rendita. Sono impiegato nel Parco della Reggia, sono intelligente, sensibile, carino, simpatico, sexy e perspicace”. Sul sito pubblica il suo cellulare e invita le donne tra i 28 e i 35 anni, “anche le ragazze madri”, a chiamarlo: “ti darò ricchezza, felicità, amore e benessere”, promette.

Da cult.

Fun in Iraq.

January 30th, 2007

Tre soldati passano il tempo in Iraq ballando, saltando, facendo a cazzotti, spruzzandosi gli estintori addosso, e altre amenità. Sembrano quasi simpatici.

Buongiorno!

Un altro Paese.

January 30th, 2007

“Non ci sarà nessuna esenzione per le agenzie cattoliche che, come tutte le altre agenzie britanniche per adozioni, saranno obbligate a non fare discriminazioni fra i richiedenti a causa delle loro preferenze sessuali. Il premier britannico Tony Blair si è dovuto piegare al volere del suo gabinetto e del suo partito, negando qualsiasi concessione alla chiesa cattolica. L’Equality act sarà sottoposto al voto parlamentare il prossimo mese e dovrebbe entrare in vigore in Inghilterra, Scozia e Galles ad aprile: mette fuorilegge qualsiasi discriminazione, nell’assegnazione di beni, servizi e facilities, sulla base degli orientamenti sessuali dei richiedenti”.

Intanto, da noi, anche il presidente della Repubblica ha ceduto di fronte alla presunta “non-ingerenza” della Chiesa.

Cina/ Internet.

January 29th, 2007

Prima considerazione: non ho trovato un singolo internet point nella zona di Pechino in cui si trova l’hotel (e che non saprei riscrivere qui). Segno che o ogni cinese ha un pc in casa, oppure che non gliene frega niente. Seconda considerazione: internet è caro, carissimo. Nel business center dell’hotel si viaggia sui 10 dollari l’ora. Vabbè, per il blog questo e altro (grazie ad L. per gli aggiornamenti di oggi).

Questione censura: Ho messo una delle classiche voci (piazza Tiananmen, vedi sopra), e i risultati su google non sono mancati. Alcuni blogger segnalano che basta appoggiarsi ad un “proxy” (giuro, non so cosa sia), per bypassare la censura. Ah: di certo non vengono censurati cazzi e fiche. Nè a livello di immagini e di testi (siti porno). Ma avevo già sentito che era più forte la censura politica, che quella sessuale.

Ho cercato di leggere qualche sito “locale”, ma i traduttori automatici sono indecenti. Il sito continua a rimanere incomprensibile. Come incomprensibili sono le voci di Windows Xp (sono in cinese): devo fare affidamento alla mia memoria, per ricordarmi la posizione della funzione “Options- Internet-cancel internet files”, tanto per non lasciare river-tracce nei pc dell’hotel.

Ciao blog.

GF watch/ La guerra dei pacchi.

January 29th, 2007

Ecco i pacchi di Raniero Monaco di Lapio e Alessandro Tersigni, i due belli di questa edizione del Grande Fratello. A occhio e croce direi uno pari.

Quella sottospecie di Cd sopra è la copertina del singolo partorito dalla prolifica mente di Lavezzi. In verità la canzone è stata scritta da un cantautore, che l’ha inviata ad “Amici”: selezionata, è stata appioppata a Federico. Appioppamento ovvio, visto che Federico Angelucci è primo nella classifica di gradimento del pubblico. L’equazione è chiara: le ragazzine lo votano = comprano il cd col suo faccione stampato sopra. Federico, per chi non lo conoscesse, è quel ragazzo con l’accento un po’ burino, la faccia da trota appena catturata, due denti inferiori sporgenti a mo’ di appendiabiti (un dentista no?), frequentatore di locali gay della capitale.

La notizia, comunque, è un’altra. La canzone “Amore e mistero” contenuta nel cd sarebbe un plagio. Nella blogosfera, infatti, viene associata a “Rosso”, cantata da Raffaella Carrà e, addirittura, Mina. Cliccando qui (Federico_Inedito.mp3) si può sentire il brano di Federico. Qui, invece, “Rosso“. Sono tremendamente simili.

Moda?

January 29th, 2007

Il bello della mail di lavoro è che non si ferma mai, irrispettosa (povera…) dei viaggi del sottoscritto. Ma, tra la solita mole di comunicati stampa, me ne ritrovo uno che arriva dalla settimana della moda a Roma e che mi colpisce. Chissà perché. Riguarda tale Alessandro Cannavò che ha messo in scena uno show erotico pieno di falli: sculture giganti ma anche vibratori in cristallo Swarowski o pelliccia di visone. Accanto a questi falli, ovviamente, gli abiti. Mi chiedo, però, chi sia riuscito a non essere “distratto” da quel fallificio.

Strano che nessuno abbia gridato allo scandalo.

P.s. Successivi post saranno responsabilità di L., cui affido, fino a domani, la cura del blog.

Cina/ In viaggio.

January 28th, 2007

Non so perché, ma prima di partire pensavo che, nei voli interni che mi aspettavano, mi sarei trovato a volare su delle catapatecchie rattoppate. E, invece, gli aerei sono supercool, anche per un modestissimo volo di 20 minuti, dove la nostra Alitalia avrebbe sicuramente schierato il suo gioellino di punta, l’inquietantemente rumoroso Atr 42. Gli aeroporti sono delle opere fantascientifiche, dove non vedi una cicca in terra e ogni cosa è al suo posto - dal depliant al cestino dei rifiuti. Ho visto tantissimi Boeing 737, tanti Airbus, dal più piccolo 319 al 340, anche nelle compagnie minori (ho volato con la DragonAir, un nome che sembra uscito da un cartone animato, e la China Southwest). Per non parlare delle hostess: iperservizievoli, mica come quelle acidone supersnob che solcano i nostri cieli, e che, alla tua richiesta di un bicchiere d’arancia, manca poco sbuffino. Qui fanno i salti mortali ad ogni tua richiesta. Se una critica può essere fatta al personale di volo, è che non parla bene l’inglese: a dire il vero, alcuni non lo parlano proprio. Il che può essere un problema quando uno che ha paura di volare come me, di fronte all’ennesima turbolenza, chiede come sia il tempo sulla rotta e si trovi di fronte al sorriso stucchevole che non c’entra proprio niente. L’età media degli assistenti di volo è bassissima: sul volo più lungo dall’Italia mi è capitato un ragazzetto di 21-22 anni: mi ha colpito perché aveva un enorme apparecchio ai denti.

Ciao blog.

Cina/ Lontano, arrivato.

January 28th, 2007

Per chi sa usare le 11 e passa ore del volo transcontinentale per dormire, la compagnia di quella bambina sarebbe stata una sgradevole punizione della signorina acidina e sbrigativa as usual del check in. E, invece, per chi come me è consumato dall’ansia di trovarsi sospeso a 11mila metri, seppure in un ipertecnologico gigante d’acciaio quale è l’Airbus 340, quella bimba diventa un divertente passatempo visivo. Ha due anni e mezzo, i capelli chiari come il miele, le mani paffute e due guance cariche di tenerezza. E poco importa se, tra un pranzo e un film, la mamma si debba alzare di corsa per cambiarle il pannolino puzzolente. O se, quando sono ormai le 20 ora italiana, e l’aereo ha spento tutte le sue luci interne, quasi a voler accompagnare quel carico umano verso Morfeo, ti contorci sul sedile della Cathay e ti lamenti. Mentre tuo padre dorme – credo per una mera questione di turni genitoriali – tua mamma cerca di farti stare tranquilla. Ti accarezza il viso, ti sussurra qualcosa nell’orecchio con quell’incomprensibile accento australiano, ti guarda con lo sguardo d’amore che basta a farti sentire protetta da tutto e tutti. Torni in Australia, dopo una vacanza a Roma. “Per essere così piccola è bravissima”, dice fiera la mamma, bionda anche lei e occhi azzurri, jeans e un maglione in pail. Non la pensa così l’italiano seduto accanto a me, seccato che quella vocina si frapponga fra lui e il mondo dei sogni.

Atterro, insieme a 286 persone – l’aereo era al massimo della sua capienza - stanco e con poche energie. Il primo odore che sento arrivando per la prima volta nella mia vita a Hong Kong è quello di disinfettante. Omini vestiti di bianco e nero lavano in terra, mentre poliziotti che sembrano usciti da un cartone animato fanno su e giù per la grande hall in vetro. I negozi sono ancora tutti chiusi – compreso l’unico Starbucks dell’aeroporto. Altre tre ore di volo e sono nella mia stanza, per qualche ora di riposo, prima di iniziare a lavorare. Ti scrivo dal mio portatile mentre ripenso al freddo che mi investe quando aprono il portellone dell’aereo. Siamo intorno ai cinque gradi. Strano, avevo sempre in mente un’immagine calda della Cina. Freddo e sorrisi, anche quando non servono – come sono servizievoli questi cinesi…

Dormo, a presto blog.

Per questa intervista sceglie di farsi chiamare Rusty Shayne; ha 23 anni, un bel viso, e un segno particolare (non indicato sulla carta d’identità): 23 centimetri. E’ tra quanti hanno partecipato al recente sondaggio di River sulle dimensioni. E, se un sondaggio può decretare un vincitore, lui lo è, se non altro perché ha avuto l’autoironia per rispondere a queste domande. E, un avvertimento a chi sarà affascinato – per usare un eufemismo - dall’intervista: non chiedetemi la sua e-mail, perché ho fatto voto di non comunicarla a nessuno.

Sei più superdotato di Rocco Siffredi. Mai pensato di girare un film porno?

E chi ti dice che non l’abbia mai fatto? Scherzi a parte, sì ci ho pensato. Ma poi mi sono detto: cosa dirà la mamma vedendo il suo pargoletto darci dentro come un forsennato? E poi fare zumzum mentre qualcuno mi riprende non mi entusiasma troppo. In fondo sono talmente narcisista che starei sempre là a fare faccine sexy e a pettinarmi: sarei un pessimo attore porno!

La prima cosa che ti dicono quando ti vedono nudo?

“O mio dio è enorme!” con un sorriso voluttuoso sulle labbra o con un’espressione impaurita sul volto. Dicono tutti la stessa cosa ed è imbarazzante: mi mettono sotto vitro e me ne sto nudo come un verme con una faccia curiosa fissa sul mio pene. Passo in secondo piano e la cosa è frustrante oltre che poco eccitante. Fare il fenomeno da baraccone non è il massimo.

La prima cosa che ti dicono dopo aver fato all’amore?

“Basta”: o perchè è stato noioso o perchè è stato stancante, o perchè è stato estenuante. Ma di solito sono io a dire basta per primo perchè trovare una persona che mi soddisfi è pressochè impossibile. Non per le mie misure, ma perchè sono un tipo molto esigente.

Lati negativi dell’essere superdotato.

Ce ne sono tantissimi. Oltre quelli sopra citati anche avere una normale erezione diventa un casino, perchè è molto evidente e devo fare di tutto per nasconderla. Meno male che indosso sempre magliette e maglioni fuori dai pantaloni. Coprono bene. Al mare è più difficile, prendo sempre il sole di schiena perchè se stessi a pancia in su non mi abbronzerei il viso :-)

Commenti negli spogliatoi?

Negli spogliatoi non dicono nulla, perché non mi sono mai fatto vedere nudo in una palestra. Ma perchè ci si guarda a vicenda l’attrezzo e si fanno complimenti o condoglianze?

Meglio avercelo corto e usarlo bene o lungo e usarlo male?

Meglio averlo lungo e usarlo bene. Corto o lungo non va bene se è eccessivamente piccolo o eccessivamente grande.

La cosa più strana fatta a letto?

Ho mangiato gelato e biscotti mentre facevo sesso. Ricordo ancora che era crema, cioccolato e fragola e i biscotti erano i McVities al cioccolato al latte. Yummy! E’ stra-eccitante anche se non l’avrei mai detto…e poi anche sesso orale con acqua minerale. In realtà sono un gran tradizionalista: poche cose semplici ma fatte benissimo. Non farmi le acrobazie se non sai neanche darmi un bacio decentemente.

Conta più il diametro o la lunghezza?

Il diametro credo, almeno ai fini del piacere sessuale. Ma lunghezza e larghezza sono prima di tutto fatti estetici, poi col “potere della mente” se sei coinvolto, lungo o corto, stretto o grosso, non conta più nulla: la nocciolina diventa noce di cocco e la stecca da biliardo diventa fiammifero a seconda delle esigenze de partner o della partner.

Qualcuno si è mai rifiutato di fare sesso con te per via delle dimensioni?

Non si è mai rifiutato nessuno. Anche le persone più timorose alla fine con forza e coraggio affrontano la situazione (con molta buona lena…).

Ti hanno mai offerto soldi?

Sì, ma la richesta ha sempre un effetto abbastanza deleterio sulla mia libido. John Lennon disse “le cose più belle della vita sono gratis” e io credo che fare l’amore sia una di queste. Andare con una persona che ha bisogno di aprire il portafogli per avermi non rientra nelle mie inclinazioni.

Elemosina in metro.

January 27th, 2007

Senti che sta arrivando pochi attimi prima che le porte schizzino nei loro rifugi di ferro laccato di bianco. Il suo ingresso è accompagnato dalle note della musica che sentivamo quando eravamo piccoli giocando con i Lego. Perché appeso al collo ha una fisarmonica in plastica sgangherata, alcune volte riparata con lo scotch da pacchi marroni, altre tenuta insieme da lacci grezzi. Note che si ripetono, mentre quel bimbo rom inizia a trascinare il peso della sua vita fra i nostri corpi vestiti secondo quanto previsto dai dettami suggeriti dai nostri ruoli. E, mentre rivolgi la mano curva verso chi sta seduto, mi concentro sugli sguardi. Non il tuo, che è quello di chi, ogni giorno, vede cose che un bambino non dovrebbe mai vedere. No. Lo sguardo delle due vecchie rugose e improfumate col ciondolino in oro. Del signore con il bastone e le scarpe marroni comprate al mercato. Quello della studentessa con gli appunti sotto braccio e l’sms nel cellulare dell’ultimo pompino fatto. Quello della donna con la busta della spesa carica di carboidrati e grassi tutti per il suo largo culo. Dell’impiegato grigio che legge la free press perché risparmia l’euro, che, invece può usare per giocare al Superenalotto sperando in una svolta. Tutti, meno quel bimbo, hanno in comune una cosa: il sentirsi parte di un mondo che non chiede. Un mondo, che per un minuto, sale su una cattedra e si sente di giudicare quel bimbo, i genitori che non lo mandano a scuola, l’urlo della madre che lo ha partorito e che non ne aveva il diritto. E si sente forte, perché loro non hanno bisogno di fare l’elemosina, di tendere la mano. Davanti a chi si mostra debole, diventiamo tutti fieri carnefici di un mondo che bolliamo come sporco e criminale, dimenticando che nella pattumiera ci sono i nostri rifiuti. Prendiamo le distanze, ci nascondiamo dietro ad uno scudo di bianca ovvietà e convenzionalità, retaggio di un sentire borghese e manicheistico.

I vostri sguardi saturi di disprezzo mi disgustano.

Certezza.

January 26th, 2007

Clint Eastwood si è dato una tiratina.

Sto preparando gli ultimi due post prima della partenza transcontinentale di domani pomeriggio. In caso di incidente aereo - sgrat, sgrat - varrebbero come mio testamento virtuale.