Non capisco perché gli attori vivano così male la loro partecipazione ad un reality. In fondo dà loro soldi e visibilità. Ma hanno sempre la sensazione di fare qualcosa di zozzo e basso, di cui vergognarsi.

Ore 13.40. Appuntamento in piazza del Popolo, al bar, con un attore giovanissimo – under 30 -, etero e idolatrato da orde di ragazzine, che parteciperà a breve, brevissimo, ad un reality. Tralascio l’intervista, che non rivela particolari sorprese. Alla fine, però, il tizio mi si avvicina imbarazzato e fa: “Potresti però specificare che ho anche fatto teatro impegnato? Sai, ci tengo a far capire che non sono il solito tipo da reality”. Per non parlare dell’atteggiamento schifato che aveva quando parlava del suo impegno imminente. Mica gliel’ha prescritto il medico di andarci.

Misteri dello showbusiness.

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