Cina/ Lontano, arrivato.

January 28th, 2007

Per chi sa usare le 11 e passa ore del volo transcontinentale per dormire, la compagnia di quella bambina sarebbe stata una sgradevole punizione della signorina acidina e sbrigativa as usual del check in. E, invece, per chi come me è consumato dall’ansia di trovarsi sospeso a 11mila metri, seppure in un ipertecnologico gigante d’acciaio quale è l’Airbus 340, quella bimba diventa un divertente passatempo visivo. Ha due anni e mezzo, i capelli chiari come il miele, le mani paffute e due guance cariche di tenerezza. E poco importa se, tra un pranzo e un film, la mamma si debba alzare di corsa per cambiarle il pannolino puzzolente. O se, quando sono ormai le 20 ora italiana, e l’aereo ha spento tutte le sue luci interne, quasi a voler accompagnare quel carico umano verso Morfeo, ti contorci sul sedile della Cathay e ti lamenti. Mentre tuo padre dorme – credo per una mera questione di turni genitoriali – tua mamma cerca di farti stare tranquilla. Ti accarezza il viso, ti sussurra qualcosa nell’orecchio con quell’incomprensibile accento australiano, ti guarda con lo sguardo d’amore che basta a farti sentire protetta da tutto e tutti. Torni in Australia, dopo una vacanza a Roma. “Per essere così piccola è bravissima”, dice fiera la mamma, bionda anche lei e occhi azzurri, jeans e un maglione in pail. Non la pensa così l’italiano seduto accanto a me, seccato che quella vocina si frapponga fra lui e il mondo dei sogni.

Atterro, insieme a 286 persone – l’aereo era al massimo della sua capienza - stanco e con poche energie. Il primo odore che sento arrivando per la prima volta nella mia vita a Hong Kong è quello di disinfettante. Omini vestiti di bianco e nero lavano in terra, mentre poliziotti che sembrano usciti da un cartone animato fanno su e giù per la grande hall in vetro. I negozi sono ancora tutti chiusi – compreso l’unico Starbucks dell’aeroporto. Altre tre ore di volo e sono nella mia stanza, per qualche ora di riposo, prima di iniziare a lavorare. Ti scrivo dal mio portatile mentre ripenso al freddo che mi investe quando aprono il portellone dell’aereo. Siamo intorno ai cinque gradi. Strano, avevo sempre in mente un’immagine calda della Cina. Freddo e sorrisi, anche quando non servono – come sono servizievoli questi cinesi…

Dormo, a presto blog.

Per questa intervista sceglie di farsi chiamare Rusty Shayne; ha 23 anni, un bel viso, e un segno particolare (non indicato sulla carta d’identità): 23 centimetri. E’ tra quanti hanno partecipato al recente sondaggio di River sulle dimensioni. E, se un sondaggio può decretare un vincitore, lui lo è, se non altro perché ha avuto l’autoironia per rispondere a queste domande. E, un avvertimento a chi sarà affascinato – per usare un eufemismo - dall’intervista: non chiedetemi la sua e-mail, perché ho fatto voto di non comunicarla a nessuno.

Sei più superdotato di Rocco Siffredi. Mai pensato di girare un film porno?

E chi ti dice che non l’abbia mai fatto? Scherzi a parte, sì ci ho pensato. Ma poi mi sono detto: cosa dirà la mamma vedendo il suo pargoletto darci dentro come un forsennato? E poi fare zumzum mentre qualcuno mi riprende non mi entusiasma troppo. In fondo sono talmente narcisista che starei sempre là a fare faccine sexy e a pettinarmi: sarei un pessimo attore porno!

La prima cosa che ti dicono quando ti vedono nudo?

“O mio dio è enorme!” con un sorriso voluttuoso sulle labbra o con un’espressione impaurita sul volto. Dicono tutti la stessa cosa ed è imbarazzante: mi mettono sotto vitro e me ne sto nudo come un verme con una faccia curiosa fissa sul mio pene. Passo in secondo piano e la cosa è frustrante oltre che poco eccitante. Fare il fenomeno da baraccone non è il massimo.

La prima cosa che ti dicono dopo aver fato all’amore?

“Basta”: o perchè è stato noioso o perchè è stato stancante, o perchè è stato estenuante. Ma di solito sono io a dire basta per primo perchè trovare una persona che mi soddisfi è pressochè impossibile. Non per le mie misure, ma perchè sono un tipo molto esigente.

Lati negativi dell’essere superdotato.

Ce ne sono tantissimi. Oltre quelli sopra citati anche avere una normale erezione diventa un casino, perchè è molto evidente e devo fare di tutto per nasconderla. Meno male che indosso sempre magliette e maglioni fuori dai pantaloni. Coprono bene. Al mare è più difficile, prendo sempre il sole di schiena perchè se stessi a pancia in su non mi abbronzerei il viso :-)

Commenti negli spogliatoi?

Negli spogliatoi non dicono nulla, perché non mi sono mai fatto vedere nudo in una palestra. Ma perchè ci si guarda a vicenda l’attrezzo e si fanno complimenti o condoglianze?

Meglio avercelo corto e usarlo bene o lungo e usarlo male?

Meglio averlo lungo e usarlo bene. Corto o lungo non va bene se è eccessivamente piccolo o eccessivamente grande.

La cosa più strana fatta a letto?

Ho mangiato gelato e biscotti mentre facevo sesso. Ricordo ancora che era crema, cioccolato e fragola e i biscotti erano i McVities al cioccolato al latte. Yummy! E’ stra-eccitante anche se non l’avrei mai detto…e poi anche sesso orale con acqua minerale. In realtà sono un gran tradizionalista: poche cose semplici ma fatte benissimo. Non farmi le acrobazie se non sai neanche darmi un bacio decentemente.

Conta più il diametro o la lunghezza?

Il diametro credo, almeno ai fini del piacere sessuale. Ma lunghezza e larghezza sono prima di tutto fatti estetici, poi col “potere della mente” se sei coinvolto, lungo o corto, stretto o grosso, non conta più nulla: la nocciolina diventa noce di cocco e la stecca da biliardo diventa fiammifero a seconda delle esigenze de partner o della partner.

Qualcuno si è mai rifiutato di fare sesso con te per via delle dimensioni?

Non si è mai rifiutato nessuno. Anche le persone più timorose alla fine con forza e coraggio affrontano la situazione (con molta buona lena…).

Ti hanno mai offerto soldi?

Sì, ma la richesta ha sempre un effetto abbastanza deleterio sulla mia libido. John Lennon disse “le cose più belle della vita sono gratis” e io credo che fare l’amore sia una di queste. Andare con una persona che ha bisogno di aprire il portafogli per avermi non rientra nelle mie inclinazioni.

Elemosina in metro.

January 27th, 2007

Senti che sta arrivando pochi attimi prima che le porte schizzino nei loro rifugi di ferro laccato di bianco. Il suo ingresso è accompagnato dalle note della musica che sentivamo quando eravamo piccoli giocando con i Lego. Perché appeso al collo ha una fisarmonica in plastica sgangherata, alcune volte riparata con lo scotch da pacchi marroni, altre tenuta insieme da lacci grezzi. Note che si ripetono, mentre quel bimbo rom inizia a trascinare il peso della sua vita fra i nostri corpi vestiti secondo quanto previsto dai dettami suggeriti dai nostri ruoli. E, mentre rivolgi la mano curva verso chi sta seduto, mi concentro sugli sguardi. Non il tuo, che è quello di chi, ogni giorno, vede cose che un bambino non dovrebbe mai vedere. No. Lo sguardo delle due vecchie rugose e improfumate col ciondolino in oro. Del signore con il bastone e le scarpe marroni comprate al mercato. Quello della studentessa con gli appunti sotto braccio e l’sms nel cellulare dell’ultimo pompino fatto. Quello della donna con la busta della spesa carica di carboidrati e grassi tutti per il suo largo culo. Dell’impiegato grigio che legge la free press perché risparmia l’euro, che, invece può usare per giocare al Superenalotto sperando in una svolta. Tutti, meno quel bimbo, hanno in comune una cosa: il sentirsi parte di un mondo che non chiede. Un mondo, che per un minuto, sale su una cattedra e si sente di giudicare quel bimbo, i genitori che non lo mandano a scuola, l’urlo della madre che lo ha partorito e che non ne aveva il diritto. E si sente forte, perché loro non hanno bisogno di fare l’elemosina, di tendere la mano. Davanti a chi si mostra debole, diventiamo tutti fieri carnefici di un mondo che bolliamo come sporco e criminale, dimenticando che nella pattumiera ci sono i nostri rifiuti. Prendiamo le distanze, ci nascondiamo dietro ad uno scudo di bianca ovvietà e convenzionalità, retaggio di un sentire borghese e manicheistico.

I vostri sguardi saturi di disprezzo mi disgustano.

Certezza.

January 26th, 2007

Clint Eastwood si è dato una tiratina.

Sto preparando gli ultimi due post prima della partenza transcontinentale di domani pomeriggio. In caso di incidente aereo - sgrat, sgrat - varrebbero come mio testamento virtuale.

Anna è una fotografa che ama provocare. Non si spiegano altrimenti queste foto, dal contenuto lesbico, che fanno un uso per così dire disinvolto del crocifisso. L’artista, se così la possiamo definire, accompagna gli scatti alla seguente affermazione: “In tempi di guerre religiose, come quelli che viviamo oggi, è bene ricordare che in tutte le grandi religioni il messaggio principale è l’amore e l’essere innamorati, aperti e tolleranti verso gli altri. Il messaggio ‘ama il tuo vicino come ami te stesso’ ha fatto una brutta fine, col Papa che invita i suoi fedeli ad ostracizzare tutti gli omosessuali. Vergognati papa, non capisci i suoi insegnamenti”. Qui un’altra foto più hard.

D’accordo sulla massima e la critica al Papa, ma che c’entrano due lesbiche-hard con Gesù?

Dati.

January 26th, 2007

Negli ultimi giorni il blog mi ha regalato parecchie soddisfazioni. Non parlo solo delle mail che riceve, ma soprattutto dei numeri. Quasi 3000 visitatori unici al giorno, oltre 7000 pagine viste.

C’è chi dice che dovrei iniziare a pensare di inserire della pubblicità. Ma a me non va. In fondo questo blog è un semplice passatempo. Chi sostiene che dovrei aumentare le foto di nudi. I racconti personali. Ovviamente sono opinioni che mi interessa ascoltare.

Tremila grazie.

Vedendo questa giornalista che cammina tranquillamente negli spogliatoi, inizialmente ho pensato ad una sorta di filmino a luci rosse. E, invece, pare proprio che la tizia stia facendo il proprio lavoro, intervistando a destra e manca questi tizi, prima della doccia.

Il servizio senza censure è qui.

Foto compromettente?

January 26th, 2007

Se n’è parlato per settimane. Era la foto più ambita dai gossipari. Qualcuno avrebbe pagato pur di non farla arrivare ai giornali scandalistici. Poi, quando esce su Novella 2000, la guardo e mi chiedo: tutto qua?

Francesco Coco, l’8 gennaio, è alla sua festa di compleanno. Balla a torso nudo. Insieme a lui altri uomini. Certo, cazzeggiano un po’. Magari hanno bevuto. Ma da qui a definire la foto “compromettente” (termine odioso e implicitamente bigotto) ce ne passa proprio.

Aggiornamento: Quello nella foto si chiama Massimo C.. Organizza “eventi” ed è proprietario di un bellissimo ristorante,a Milano. E, secondo i bene informati, è gay.

Non capisco perché gli attori vivano così male la loro partecipazione ad un reality. In fondo dà loro soldi e visibilità. Ma hanno sempre la sensazione di fare qualcosa di zozzo e basso, di cui vergognarsi.

Ore 13.40. Appuntamento in piazza del Popolo, al bar, con un attore giovanissimo - under 30 -, etero e idolatrato da orde di ragazzine, che parteciperà a breve, brevissimo, ad un reality. Tralascio l’intervista, che non rivela particolari sorprese. Alla fine, però, il tizio mi si avvicina imbarazzato e fa: “Potresti però specificare che ho anche fatto teatro impegnato? Sai, ci tengo a far capire che non sono il solito tipo da reality”. Per non parlare dell’atteggiamento schifato che aveva quando parlava del suo impegno imminente. Mica gliel’ha prescritto il medico di andarci.

Misteri dello showbusiness.

Tenere effusioni calcistiche.

January 25th, 2007

Queste foto di Ronaldo solleticano gossip inverecondi.

Qui altre foto.

Odiose Birkenstock.

January 25th, 2007

Le Birkenstock ono comode, è vero. Ma da vedersi sono orrende. Anche su Leonardo di Caprio (qui è a pranzo con la fidanzata, Bar Rafaeli).

Nota di colore: Leo è a Roma, per presentare “Blood Diamond”. E’ con la mamma, all’hotel Hilton, di via Cadlolo: hotel orrendo. Stamattina è arrivato tardi alla conferenza stampa, perché è rimasto bloccato nel traffico romano.

Ovvie violazioni.

January 25th, 2007

Sono scontato e banale. Ho scoperto l’acqua calda. Lo so. Ma perché non c’è una volta - ripeto: UNA - che incrocio una macchina di vigili urbani in cui gli agenti indossino la cintura di sicurezza? E non mi si dica che hanno la sirena accesa. Non ce l’hanno.

Boh. A me sembra una fastidiosissima illegalità.

Sondaggio/ Il 6% è over 21 cm.

January 24th, 2007

Si chiude il sondaggio sulle dimensioni. Sperando che tutti siano stati onesti, parto dal risultato più sorprendente: il 6% è superdotato, superando i 21 cm. Molti sono nel nord, tra Milano e Venezia, due soli in Sardegna (ma non era terra di dotati?), uno solo in Calabria. All’altro estremo, c’è un 7% che confessa di avercelo più piccolo di 13 centimetri: sono esclusivamente nel centro-nord. La maggioranza (il 41%) ce l’ha tra il 14 e i 16 centimetri; il 33% tra 17 e 18 centimetri; infine, il 13% di 19 e 20 centimetri.

Nota di servizio: sabato si parte per la Cina. 48 ore, per 28 (circa) ore di volo. Sopravvivrò?

“Gli uomini italiani sono tutti tendenzialmente gay, non solo dal punto di vista sessuale, ma anche culturalmente. Essendo gay, quindi, si sentono colpiti personalmente. Si tratta di un tabù di origine culturale e religiosa”.

Olivero Toscani, sulle critiche ricevute dalle sue campagne pubblicitarie a tema omosessuale.