AskRiver/ In camera, a piangere.
March 6th, 2007

“E’ strano che in un momento così serio e duro chieda supporto a una persona che conosco solo tramite un blog, ma se lo faccio è perché sento che un saggio incoraggiamento potrebbe venire proprio da te, dato che è proprio quello di cui ho bisogno. Sono anni ormai che convivo con mia madre e quasi tutte le notti mi chiudo nella stanza a cercare di soffocare le lacrime per non farle sentire quanto mi logori il doverle nascondere che suo figlio è gay… e che soffre ogni giorno perché sa che se la madre lo venisse a sapere proverebbe disgusto e rancore. River, oggi pomeriggio, dopo un’ennesima delusione universitaria, mi sono guardato intorno e mi sono accorto che questa mia vita fasulla a casa mi compromette anche fuori”. Continua qui.
I manuali, la razionalità, le lectio magistralis delle intellighenzie gaie, mi suggeriscono la risposta. “Dillo a tua madre, sii te stesso, devi avere il coraggio di mostrare il tuo vero io”. Ecco, se ti rispondessi così ne ricaverei prevedibilissimi consensi. Ma non me la sento. Non me la sento perché sono realista. So che bisogna avere i piedi per terra. E così, la mia razionalità, mi suggerisce di dirti: solo quando potrai andartene di casa, solo quando potrai mantenerti, potrai sfidare il rifiuto di tua madre, che tu mi dici essere cosa certa. Se glielo dicessi ora, forse, non potresti continuare a studiare, a vedere il tuo ragazzo. E’ una finzione, lo so. Ma quante altre finzioni dobbiamo sopportare, al lavoro, con gli amici, e non solo relative al nostro orientamento sessuale?
Quando, però, sei nella tua stanza, quando avrai chiuso la porta, pensa che sei una persona grande. Pensa che non hai nulla da farti perdonare. Tu non hai niente di sbagliato. E’ tutto il resto che è storto.
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March 6th, 2007 at 9:50 pm
La tua risposta è perfetta, è esattamente quello che gli avrei detto io.
Fare una scelta coraggiosa non è sempre quella più giusta… Se senti che la perdita sia più forte del guadagno, non credo sia così conveniente mostrarsi per quello che si è.
Non è bello, lo so. Io ci sto vivendo. Ma so che in fondo questa è la cosa migliore da fare, almeno per me…
March 6th, 2007 at 10:06 pm
parole sagge, river, e anche molto belle.
March 6th, 2007 at 10:07 pm
Mh. Sicuramente quel che dite è giusto. Va bene se non si ha un complesso d’Edipo e non si vive quotidianamente con una persona.
Se ne sentirai il bisogno, il momento arriverà. Potrai dirlo, magari rimarrai stupito dalla comprensione materna. L’importante è sentirne profondamente la necessità. Se lo si fa è perché è una profonda esigenza, per raggiungere un equilibrio anche nel rapporto con tua madre.
Se, un giorno, sarai spinto da questo, rimarrai in ogni caso soddisfatto di aver compiuto un passo che ritenevi necessario per te stesso.
March 6th, 2007 at 10:14 pm
Che palle, ho letto le prima due righe e non ho avuto il coraggio di continuare.
March 6th, 2007 at 10:41 pm
Concordo pienamente con i consigli che hai dato…in nome del “deve essere così, xchè è giusto” spesso si fanno danni irreparabili…il caso di questo ragazzo è lampante…se glielo dice alla madre in questo momento, rischia davvero di compromettere la sua felicità! Ogni cosa al tempo debito.
River sono molto colpito dalla tua saggezza…mi chiedevo, perchè non raccogli tutte queste testimonianze forti di ragazzi gay e dei loro problemi e magari non ne fai un bel libro?? Potrebbe essere interessante far capire il mondo dei gay attraverso le loro problematiche vere…forse Ruini ci penserebbe due volte prima di sparare CAZZATE!!! (Scusa la parola ma rendeva il concetto!!!)
March 6th, 2007 at 10:42 pm
Non sono nessuno per scrivere un libro.
Per farlo devi avere degli sponsor, e io sono un rompipalle scomodo
March 6th, 2007 at 10:48 pm
Bhè…però saresti sicuro di vendere almeno una copia ad ogni tuo “river-lettore”…potrebbe essere un buona garanzia per gli sponsor!!!
Scherzi a parte, complimenti e buon lavoro
March 6th, 2007 at 10:50 pm
Rantolo, il blog è un divertimento. A volte assume venature serie. Ma per il momento voglio lasciarlo nel virtuale.
Altrimenti avrei detto di sì a una dozzina di inviti televisivi :p
March 6th, 2007 at 11:20 pm
river ma mica lo stavi scrivendo un libro?
March 6th, 2007 at 11:21 pm
Ni.
March 7th, 2007 at 12:38 am
Buon consiglio… Io pure sono pressapoco nella stessa situazione, anzi a volte mia madre mi da l’impressione di averlo capito, ma ho cmq paura di una sua reazione negativa, quindi per il momento nego. Ma nonostante ciò non mi sento di fare nulla di sbagliato, come non fai nulla di sbagliato nemmeno te… Cerca di vivere la tua vita più serenemante, e quando ti sentirai pronto, affronterai la situazione…
March 7th, 2007 at 1:13 am
sponsor.
March 7th, 2007 at 1:22 am
C’è una strana pressione sociale, nel dover sempre scegliere, nel doversi amalgamare alle convenzioni. E, secondo me, una convenzione, una pressione sociale, per quanto strano possa suonare, è proprio quella del fare coming out. Ovvio che uno si libera, ed esce dal quel senso di segretezza opprimente; ma dall’altra parte ti aspetta una battaglia, non è che dichiarandosi i giochi sono fatti.
Ognuno ha una propria sensibilità, una propria fragilità su quest’argomento. Quello che voglio dire è: non farti violenza. Ti stai facendo rodere dai sensi di colpa, che sono a monte del “problema”. Hai un ragazzo (ed è una grande fortuna): tira fuori la volontà, finisci l’università prima che puoi, oppure puoi anche lavorare e studiare, è difficile ma acquisteresti quella libertà che ti assicuro ridimensionerebbe il problema, e quella forza che ti farà rimanere in piedi quando lo dirai.
Non preoccuparti, i tempi migliori arrivano. E’ dura, ma arrivano.
Scusa River, non volevo prendere il tuo posto. Ma è un “issue” che conosco bene, e nn ho potuto trattenermi.
Funf
March 7th, 2007 at 7:32 am
Io non sarei cosi’ convinto del disprezzo materno.Quando mia madre mi pressava con i suoi dubbi e mi sono sentito costretto a dirlo, mi aspettavo anch’io il disprezzo, ma dopo una notte di pianti (di mia madre),si e’ dimostrata comprensiva ed affettuosa,e mi e’ stata vicina(senza mai piu’ parlarne apertamente)come lo sono sempre le mamme verso i figli che hanno piu’ bisogno. Ovviamente questo e’ il mio caso personale, secondo me bisogna parlarne quando i tempi sono maturi, quando ce la sentiamo senza forzare nulla!!!
March 7th, 2007 at 9:13 am
Arrivo in fondo ai commenti (il cui feeling generale mi appartiene molto: vivere in società significa adattarsi reciprocamente, cedere e mentire a volte, e la sessualità è solo uno degli aspetti) e penso: che bello che non dopo 20 commenti non siamo già al linciaggio reciproco e insulti.
Succede in rarissimi blog.
Complimenti a tutti.
March 7th, 2007 at 10:31 am
Ma che cazzo ti sei messo a fare!?!?! Ma stai fuori di testa! NON CI VOGLIO CREDERE.
March 7th, 2007 at 11:47 am
Ho letto la lettera, molto commovente, ma vorrei suggerire a questo ragazzo, di non piangersi troppo addosso. Se senti che quella che stai vivendo non è la tua vita allora ingegnati e cerca di cambiarla. Se hai paura di essere cacciato di casa allora cerca di renderti autonomo il prima possibile, ma cosa più importante ricorda che i tuoi genitori sono tenuti a mantenerti finchè non hai la possibilità per farlo autonomamente. Legalmente non possono cacciarti di casa, soprattutto adducendo come motivazione la tua omosessualità! Prova anche a sentire diversi pareri (amici, fidanzati, parenti ecc) confidati con chi puoi parla e sfogati e vedi che starai già meglio. Ma soprattutto non abbatterti e non crogiolarti nel dolore ma cerca di attivarti e fare qualcosa per cambiare in meglio la tua vita.
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March 7th, 2007 at 12:05 pm
Quando leggo queste parole rimango allibito che esistano situazioni così lontane da me, e ringrazio la fortuna di avermi fatto crescere nella mia famiglia col mio carattere, di avermi fatto conoscere 16 anni fa il mio attuale fidanzato con cui oggi convivo e di avere tutto un mega gruppo di amici gay ed etero che condividono la nostra vita…… potrei essere in un film di Ozpetek…??
Roberto-Lt
March 7th, 2007 at 2:32 pm
come direbbe rispoli. che belle parole!
March 30th, 2007 at 11:03 pm
si penso che potresti essere in un film di ozpetek già… io ai miei l’ho detto un’anno fa, perchè ero stanco di raccontare frottole che odio. Ci vorrà del tempo perchè accettino la situazione. Ero quasi sicuro della reazione, non del fatto che fosse mia mamma a dirlo a tutta la famiglia (papà compreso)… Eppure ancora adesso mi sento di dover far sembrare tutto finto, giustificare tutte le uscite, con un amico che conoscono e che naturalmente è da moltissimo che non vedo…
Non credo che dichiararsi in famiglia dia questa esplosione di libertà: la libertà in famiglia o la si ha sempre avuta oppure ci si sente semrpe un po’ costretti (ed è il mio caso)
Dal giorno alla notte non puoi essere uno che vive chiuso in casa e poi uno che esce con uomini sempre diversi…