“La mia situazione non è toccante, forse nemmeno problematica, mi chiedo anche cosa mi spinga a rovesciare addosso ad uno sconosciuto fatti miei, come se sbriciolarli serva ad alleggerirli. Amo la stessa donna, mia moglie, da 18 anni. Amo le mie 2 figlie. L’estate scorsa mi sono preso una cotta per F, uomo. con il quale ho avuto rapporti due sere, poi più, di tanto in tanto lo sento oppure un messaggio, nient’altro. A volte ho paura, tanta. Di far soffrire qualcuno, tra i quali anche me. Ci credi che possa davvero amare anche F., anche mia moglie, anche le mie figlie? Ho paura river, mi ritorna in mente una sera, uscito di casa scendo sul mare, un lampione lontano illuminava malamente solo poche punte degli scogli, il resto era buio e basta. Mi sembra sempre di camminare così, mettendo i piedi solo su ciò che intravedo, senza nessun riferimento, fuori (anche volutamente forse) da ogni schema o giudizio. Mi sento proprio solo. Come si fa a tenere insieme pezzi che sembrano inconciliabili? Secondo te basta voler bene ed essere sinceri con se stessi?” (radicchio rosso).

La tua mail è incoraggiante. Perché dimostra che non c’è Un amore. A ama B, fine. Io non credo alle rigide formulette matematiche, alle convenzioni sociali che vogliono incanalare i sentimenti in schemi predefiniti. Non mi è mai capitato di amare due persone allo stesso tempo ma non mi sento nemmeno di dire che sia impossibile. Sono di un sesso diverso? Non mi porrei il problema di auto-definirti. Di dare un nome al tuo amore. L’unica cosa che mi spaventa è come la potrebbero prendere le due figlie e tua moglie. Perché, se da un lato tu devi vivere quello che ti suggerisce il cuore, dall’altro stai tradendo i sentimenti della persona che hai accanto. Pensa, caro radicchiorosso, se sia il caso di scoprire le tue carte. Vivere nella finzione è doloroso, e non ti porterà da nessuna parte.

La chiesa per tutti.

March 23rd, 2007

La United Church of Christ punta tutto sull’essere la chiesa aperta a ogni genere di persona. Nelle loro pubblicità c’è anche spazio per le coppie gay. Peccato che molti canali televisivi americani si siano rifiutati di trasmettere le loro pubblicità, che, a mio avviso, sono un duro attacco contro la chiesa “ufficiale”. Sono stati i primi a “nominare” preti uomini dichiaratamente gay.

Gesù innamorato.

March 22nd, 2007

Quando ho scoperto il sito dell’autrice lesbica Kittredge Cherry mi chiedevo se la sua fosse una banale provocazione o se ci fosse dietro qualcosa di più strutturato. Scavando a fondo, mi sono reso conto che quella da lei propugnata è una scuola di pensiero tutt’altro che isolata. Dopo essere stata per sette anni una suora in una comunità religiosa aperta alla comunità GLBT, Kittredge ha creato Jesusinlove.org che, nelle sue parole, è “un’oasi per tutti coloro i quali vogliono integrare la sessualità con la spiritualità cristiana. Cerchiamo di fare in modo che le esperienze GLBT possano illimunare il testo della Bibbia e la vita di chiesa. Sosteniamo e difendiamo la tradizione di Dio in quanto Amante”. L’immagine più forte presente sul sito è quella di Gesù crocifisso sotto alla scritta “frocio”: “Ogni volta che un gay viene picchiato, Gesù è crocifisso di nuovo”, dice Kittredge.

Tra i libri offerti in vendita: “L’uomo che amò Gesù: racconti omoerotici dal Nuovo Testamento”; “Gesù e la tradizione sciamanici tra persone dello stesso sesso”; “Quello che la Bibbia dice veramente sull’omosessualità”; e poi “Jesus in Love”, in cui Gesù narrante ha “la sensibilità dei gay e la sofisticatezza sessuale nel vivere una storia cristiana che è anche la storia di un risveglio spirituale e sessuale”.

Coraggioso.

Esplosioni sul petto.

March 21st, 2007

La mia tesi è sempre la stessa: la follia umana non conosce limiti. Questo ragazzo si fissa sul petto con una spillatrice 4 botti, e li fa poi esplodere. Perché?

Qui il video.

Ci sono alcune canzoni che fanno parte dell’immaginario collettivo musicale gayo. A cominciare da quelle di Raffaella Carrà, passando per la Bertè, Mina e la Rettore. Ma ci sono anche i cartoni animati con le loro sigle, che sono un pezzo importante nella crescita di ogni gay-doc. Domenica scorsa, come documentato da Calebtobey, tre ragazzi di Amici sono stati in vetrina, alle Messaggeri musicali di Milano, durante una trasmissione radiofonica su radio 101. Giulia, Max e Federico, alla presenza del conduttore, Max Novaresi. A un certo punto si sono cimentati in una gara di karaoke, solo con le basi dei cartoni animati: Candy Candy e Kiss me Licia in primis. Ebbene: mentre Max e Giulia hanno praticamente fatto scena muta, Federico le ha cantate tutte.

Una nota di gossip di chi ha assistito alla performance: Federico lanciava palesi occhiate alle coppiette con lui-bono-lei-oca. Chi guardava?

Nel dubbio lo aspettiamo questa estate al Gay Village.

L’Atterraggio, appunti.

March 21st, 2007

– Mentre il Falcon superfiKo e superKaro della presidenza del consiglio rullava sulla pista di Ciampino, cinque talebani festeggiavano con spumante locale la loro liberazione.

– Il giornalista che commentava in diretta l’atterraggio su Rai 1, a un certo punto, quasi a voler sottintendere una qualche influenza divina, sussurra: “Qui a Ciampino ha anche smesso di piovere“. Ma era smentito dalla telecamera che inquadrava le pozzanghere e le gocce che cadevano.

– Mentre l’aereo si sistemava a due centimetri dalle telecamere, tanto per far riprendere Prodi dal suo lato migliore (quale?), nell’aria sarebbe riechieggiato dai campi afghani uno smadonnamento di un interprete sequestrato subito dopo il rilascio di Mastrogiacomo.

– Era una regia morbosa quella che indirizzava la telecamera a spiare nei finestrini dell’aereo. La cosa strana è che, dentro al Falcon, sembrava non esserci nessuno. Manco un’ombra. Si sospetta un trucco alla David Copperfield.

– Il dubbio che avevo prima che si aprisse il portellone era: si sarà tolto il turbante?

– Il primo ad uscire dall’aereo? Un sacchetto di plastica consegnato ad un carabiniere.

– Qualcuno doveva spiegare alla moglie che quello non era il rietro di una salma: abito nero, la signora aveva persino le unghie laccate di nero.

– Fotografi e operatori video tutti dietro alle transenne. Tutti meno quelli di Repubblica. Raccomandati.

– La cazzata della serata di Porta a Porta l’ha sparata Vittorio Feltri: “Che bisogno c’è di andare là e rischiare, se una guerra la si può anche raccontare da qui?”. Certo, bel giornalismo.

Morales-Ramazzotti.

March 20th, 2007

L’archivio segreto di Fabrizio Corona è ormai di dominio pubblico, grazie all’elenco pubblicato oggi da “Libero”. Nell’elenco di vip fotografati – e le cui foto non sono state messe in circolazione, per ragioni tutte da chiarire – ne figurano due che mi hanno colpito: Milton Morales ed Eros Ramazzotti. Ai due – insieme – i paparazzi hanno scattato 17 foto.

Chissà cosa avranno avuto di scandaloso quelle foto.

Posizioni.

March 20th, 2007

Pare proprio fatto apposta per far pensare male :-)

Aghi.

March 20th, 2007

Domanda.

March 19th, 2007

Perché quasi nessuno si è filato la vicenda dei due tecnici italiani dell’Agip, rilasciati dopo 98 giorni di prigionia, mentre per Daniele Mastrogiacomo si è mobilitato – leggi: è stato fatto mobilitare – mezzo mondo?

P.s. Ora chi glielo spiega ai talebani che non sempre sequestrando un italiano vengono liberati cinque prigionieri?

Dovrei parlare del grigiore con cui mi ha accolto Roma (ma tutto, a confronto del sole di La, oggi, mi sembrerebbe grigio). E delle strisce blu, partite da oggi nel quartiere dove vivo (ergo: vai a spostare la macchina di corsa). Eppure, quello che mi ha più colpito nelle ultime 24 ore è l’incontro con V. Niente di romantico o chissà cos’altro, ma semplicemente una gradevole coincidenza. Lui lavorava come cameriere nella cena alla quale ero invitato. Lo avevo notato subito perché era parecchio impacciato: si capiva che con vini e posate non aveva tutta questa dimistichezza. Capelli lisci e neri, alto, camminata un po’ dinoccolata. Ieri, in aeroporto, me lo vedo spuntare dietro al bancone dell’Air France. Mi riconosce subito (sarà perché l’ho fissato durante la cena?). Ci presentiamo, ha la stretta di mano forte. Mi racconta la sua storia. Viene da un paesino della toscana, dove gestisce insieme alla famiglia una delle gelaterie più famose del centro-Italia (così dice). A Los Angeles vive la sua fidanzata, che studia recitazione. Ma anche il fratello, campione ventenne di nuoto con la Usc. Di tanto in tanto li va a trovare. V. è solare, simpatico, energetico e, soprattutto, mi incanta per la sua inconfondibile parlata toscana. Durante il volo dormiamo entrambi, nonostante le turbolenze (davvero strano, per me, riuscire a chiudere occhio in quelle condizioni). Ci salutiamo, prima dell’atterraggio, e scriviamo i nostri numeri dietro alle bustine che si dovrebbero usare per vomitare. Un abbraccio, “passami a trovare quando vieni in Toscana”. Ci andrò, con L.

Qui volti da Los Angeles. Malinconicamente.

Los Angeles/ Vacanzando.

March 18th, 2007

Si torna. L’ultima giornata, libera. La prima cosa che ho fatto è stato tornare a Santa Monica. Questa foto è il mio nuovo background sul desktop.

Qui altri scatti.

A presto, in Italia.

B. abita in una vietta silenziosa dalle case basse e rosate, nella zona di West Hollywood. Il nostro incontro non avviene nel migliore dei modi. Dopo un paio di rinvii, mi comunica che stamattina ha un appuntamento di lavoro per un servizio fotografico e che mi potrà dedicare non molto tempo. Sarei tentato di mandarlo a quel paese ma, poi, in fondo, sono curioso di vedere dove vive. Decido di mettere da parte l’orgoglio ferito. Continua.