Scissor Sisters in mutande (e non solo).
March 14th, 2007

Tempo fa Jake Shears, eclettico frontman degli Scissor Sisters, aveva cantato in mutande.
Ora è anche nudo, nei camerini durante un cambio abito.
Los Angeles/ Arrivo.
March 14th, 2007

12 anni fa ero un ragazzo che cercava di scappare da una madre opprimente e possessiva e che vedeva in Los Angeles un mondo fuori dal mondo reale, dove, ogni giorno, si vive la stessa atmosfera che si prova sfogliando una rivista patinata di gossip. Una città dove mi sarei ritrovato nello stesso supermarket con Dustin Hoffman, o alla festa coi produttori o i registi di questo o quel film. La mia stanzetta, senza computer ma con tanti cd, era poca cosa rispetto all’oasi di libertà lontana 10mila chilometri da Roma. 12 anni fa mi svegliavo la mattina alle 5, per prendere il volo per Amsterdam della Klm delle 7, e, tre ore dopo, quello per Los Angeles. Lo avrei fatto per un anno e mezzo, su e giù, tre mesi là, due a Roma, altri tre lì. Il tutto per amore. Ma ancora oggi non so se a guidarmi fosse l’amore per B. o quello per me stesso. In fondo sono fuggito dalle responsabilità che uno studente universitario ha. Ho mollato gli studi. Gli amici. Ho messo la mia vita reale, quella che avrei dovuto riprendere in mano con fatica nei mesi successivi, in stand by. Sono fuggito, verso una città che mi sembrava un Eden dove tutto poteva essere detto e fatto. Continua.
Pacchi “aggiustati” ?
March 13th, 2007

Sono sempre più convinto che alcuni sportivi si sistemino tatticamente il pacco per mettere in mostra le loro doti.
Cuscino.
March 13th, 2007

Come si risolve il problema dell’ospite, quando non si ha un letto extra a disposizione? Con questo cuscino-divisorio, che garantisce una separazione minima tra le due persone.
Non mi convince. Meglio optare per la soluzione “ospite sul divano”.
Servizio fotografico.
March 13th, 2007
In questi video si racconta un servizio fotografico per la “Andrew Christian”, che vede protagonisti i modelli Anderson e Michael. Un giusto modo per compensare le nonne-porno.
River è in partenza, destinazione Los Angeles. I post ad argomento extra-Usa saranno opera di L.
13.335.
March 13th, 2007

Tutto m’aspettavo, fuorché i 13.335 visitatori unici di ieri e le 23.866 pagine viste.
Possibile che Amici tiri ancora così tanto?
Nonne porno.
March 12th, 2007


Non ci sono moltissimi aggettivi per definire il sito Horny Grand Mothers, dove anziane signore si esibiscono in rapporti di ogni genere. E, quando dico anziane, non intendo 60enni (che già mi farebbero schifo): tra le star c’è una tale Rose, che, con i suoi 102 anni, è la più anziana pornostar in circolazione.

La nonna è la nonna, e guai a chi me la tocca.
Post dinamico/ La finale “aggiustata”.
March 11th, 2007

Non saprei quale termine usare per definire una finale che è sembrata confezionata su misura per permettere a Federico, cantantessa arrogante e saccente, di vincere. Di vincere un programma in cui i risultati del televoto sono coperti dal più fitto riserbo, manco fossero una relazione del Sismi. Come mai, al termine di ogni sfida, non vengono comunicati i voti presi da questo o quel concorrente, ma solo delle percentuali? Strano, no? Ma la vera caduta nella credibilità di “Amici” è venuta durante la terza sfida, quella più bella, tra Federico e Karima. Arrivati alla quinta e ultima prova, dopo che Karima aveva vinto tutte quelle precedenti, c’è un colpo di scena che ha dello scandaloso. Maria dice: “Mi hanno comunicato che Federico ha rimontato su Karima”. Ma, cosa ben più grave, Chicco Sfondrini, subito dopo, dice: “Abbiamo deciso di aggiungere una sesta prova”. Ovviamente, così facendo, gli si è regalata la vittoria. Aggiungo un altro particolare: quella tra Federico e Karima è stata l’unica sfida con sei prove. L’unica. Nelle altre, dove evidentemente Federico era avanti coi voti, ne hanno fatte bastare cinque.
Perché l’associazione dei consumatori Codacons, che, in linea teorica, dovrebbe vigilare sul programma, non chiede di conoscere i voti esatti di ogni singola sfida e li comunica al pubblico? Perché il regolamento non viene registrato in uno studio notarile, in modo da non poter essere cambiato di ora in ora, e, soprattutto, in diretta, senza alcun preavviso per i concorrenti?
Misteri di “Amici”.
(Qui la river-cronaca della serata, nei suoi momenti salienti).
Aggiornamenti:
- Alle moltissime persone che mi chiedono cosa poter fare per protestare contro questa finale, suggerisco di rivolgersi al Codacons (osservatorio.cod@tiscalinet.it) oppure direttamente alla redazione di Amici. Il telefono è 06/7222348, il fax 06/72293685.
- Anche l’associazione dei consumatori Telefono Blu contesta la finale, sollevando molte perplessità sulla vittoria di Federico.
- E la redazione cosa dice sul Forum ufficiale? Un solo messaggio, per mettere a tacere ogni polemica. Eccolo: “il forum è aperto come voi avete desiderato per ospitare i vostri pareri sulla puntata di ieri, non per ricevere ripetuti insulti sulla regolarità della gara, episodio che si ripropone ogni anno alla conclusione del tutto: si può non condividere il risultato della gara ma altro è continuare a dubitare della regolarità della stessa“. Eh no: l’aggiustatina data quest’anno alla finale non ha eguali.
Piazza Farnese, bambini e speranze.
March 11th, 2007

Forse dovrei parlare dei pallosissimi, demagogici e ridondanti interventi dei politici che ieri hanno cercato di raccattare qualche consenso in più. Hanno parlato, troppo, senza una linea unitaria: c’era chi voleva i Dico, chi voleva altro, chi non aveva le idee chiare. E il palco di piazza Farnese era lo specchio delle divisioni che da sempre lacerano quello che si vorrebbe chiamare movimento omosessuale: l’Arci Gay da una parte, le associazioni come il Mario Mieli e il Dìgayproject dall’altra. Le stesse associazioni che, fino a poco tempo fa, quasi non volevano mettersi d’accordo sulla sede nazionale del Gay Pride (alla fine, tra Roma e Bologna, l’ha spuntata la prima). Per questo, mentre loro urlavano slogan ipocriti, io guardavo la gente. I cani. I bambini.
Ecco, la cosa più bella di ieri erano le mamme e i papà. Come Enrico Ghezzi, la mente di blob, con pupa in spalla. O le tante coppie eterosessuali che camminavano sorridenti, consci che quella dei Dico non è solo una battaglia dei froci. Guardavo i giovani e i bambini e pensavo - speravo? - che un giorno sapranno spazzare via quell’omofobia latente che ancora striscia sotto la pelle di una generazione bigotta, e che si nasconde dietro a volgari pretesti politico-religiosi.
Nassiriya.
March 10th, 2007

Vedere una fiction senza pubblicità, alla presenza dei protagonisti, fa uno strano effetto. In ogni caso Nassiriya non m’è piaciuto. Con L. lo abbiamo definito un pastone melodrammatico, in cui alla storia principale e nota, se ne aggiungono altre minori, del tutto superflue. Per non parlare del momento topico dell’attentato alla base dei nostri militari: l’esplosione viene mostrata attraverso il frigorifero e gli oggetti che svolazzano per aria.
Note di costume: Raoul Bova sembra sempre la persona sbagliata nel posto sbagliato. Cristina Chiabotto, la più paparazzata, si è scelta molto bene il fidanzato, l’attore Fabio Fulco. Il personaggio più inquietante era Fabrizio Trecca (il medico conduttore, alto 1 metro e qualche spicciolo), che girava tra i presenti in cerca di mani da stringere. Rita Dalla Chiesa, con un accompagnatore, sguardo cupo prima, durante e dopo la proiezione; sorridenti Michele Placido e Orso Maria Guerrini, con occhiali da sole (nell’Auditorium). Non sono riuscito a incrociare Libero de Rienzo, che secondo me è stato l’interprete più bravo.
Il programma odierno prevede: ore 13 toeletta per il cane; ore 15 piazza Farnese (col cane? ancora non ho deciso).
In gita.
March 9th, 2007

Strana gita deve essere stata. Porello, un sigaro mozzato.
P.s. Sto andando all’anteprima di “Nassiriya“, all’auditorium della Conciliazione, con Raoul Bova. Tanto per non passare il solito venerdì sera.
A domani blog.
Panini-vagina.
March 9th, 2007

Passi il fatto che questo negozio, specializzato nella vendita di bagel, si chiami “Rivercity”. Ma questa pubblicità è davvero idiota: “I nostri bagels sono come vagine. Si possono non amare?”.
Peggio dell’etero pride.
Telefonate moleste.
March 9th, 2007
La nuova frontiera del direct marketing sono le chiamate sul cellulare. Non ti trovano a casa, perché lavori o, magari, non hai un telefono fisso? Ti vengono a prendere direttamente sul cellulare. Li riconosci perché il numero è anonimo. Altro segno distintivo: parlano veloce e iniziano subito con l’offrirti un regalo. Un regalo? Col cazzo. Solo alla fine della telefonata, dopo averti elencato le innumerevoli qualità del prodotto che ti vogliono vendere, ti diranno che devi pagare.
La prima chiamata della giornata mi arriva da una signorina sulla trentina, accento del sud. Parla così veloce che me la immagino sputacchiare sulla cornetta del telefono. Mi attacca un pippone assurdo sulla rivista “La Destra”. Mai letta. ”Ci scrivono tutte persone di destra, raccontano i fatti con un’ottica di destra, parlano di argomenti cari alla destra”. Vabbè, potevo anche immaginarmelo da solo. Dopo averne elencato tutti i pregi – e mentre io ho fatto pipì, senza tirare lo sciacquone – arriviamo all’offerta. Siccome sono stato selezionato – da chi? – mi offrono un abbonamento annuale a 80 euro. “Mi scusi, ma non mi interessa”, dico io. Lei ci resta male: “Ma come? Non ha sentito tutte le cose che le ho detto?”. Poverina, quasi mi faceva pena. Clic.
Seconda chiamata della mattinata. Al bar, prima del cappuccino. “Buongiorno, siamo di Sky” (cazzata, perché chi ti chiama sono società che lavorano “per conto di”). “Lei è stato selezionato (ancora???) per usufruire di 4 mesi di abbonamento al pacchetto cinema e sport, a partire da stasera”. E poi via a spiegarmi i programmi, le prime visioni, eccetera. Il conto arriva presto però: il tutto a 70 euro invece che a …. Ecco la sola. “Mi spiace, non mi interessa”. “Ma neanche se aggiungessimo il calcio ad un prezzo di listino inferiore?”. “No”. Finisco la colazione.
La cosa drammatica è che se penso al ragazzo e alla ragazza che campano con la percentuale di ogni pacchetto venduto, mi sento un po’ in colpa.
Divertimento israeliano.
March 9th, 2007
Tre simpatici ragazzi israeliani si esibiscono senza freni.






