Il mio cane è vergine.

April 23rd, 2007

Non so se questo possa definirsi un appello. Fatto sta che il mio quadrupede 12enne, fedele e paziente compagno di vita, non ha mai assaporato le gioie del sesso canino. Sono due, in proposito, le teorie più diffuse.

1) Se non fa mai sesso, rischia di impazzire.

2) Dopo la prima volta, è alla costante ricerca del bis/tris, ecc. E, se non li ottiene, impazzisce.

Non conducendo una vita da parco – le uscite sono tutte cittadine, nella cementificata Prati – difficilmente mi capita di incontrare Labrador femmine. Tempo fa ho provato anche qualche sito di annunci per cani: tutti maschi e nessuna femminuccia.

Insomma, tutto come nel mondo umano.

Trenta morti negli ultimi tre mesi. Decapitati. Alcuni fatti a pezzetti. E, prima di essere uccisi, violentati. La comunità Glbt irachena lancia un allarme che, ovviamente, resterà inascoltato: “A Baghdad è in corso una vera e propria pulizia sessuale”. Accanto ad alcuni cadaveri sono stati trovati biglietti nei quali si recitava che “quella era la fine che sarebbe toccata ad ogni musulmano che disconoceva la sua religione”. Dal 2005 i casi di abusi nei confronti di gay sarebbero stati 230, di cui 64 omicidi.

Bestie.

Spaventata.

April 21st, 2007

Cosa succede se chi legge il meteo è gay e vede uno scarafaggio?

Come masturbare un elefante.

April 21st, 2007

Dopo la masturbazione del tricheco, è la volta dell’elefante.

Ipocrisie.

April 20th, 2007

Far vedere una persona che parla con un transessuale “non è adatto” ai lettori di “Oggi”.

Far vedere Berlusconi mano nella mano con cinque donzelline, che si siedono sulle sue ginocchia, invece, non turba nessuno.

Las Vegas boys.

April 19th, 2007

Il resto qui.

Sporgenze musicali.

April 19th, 2007

Drake Bell ha 20 anni e da poco ha pubblicato il suo primo cd, “It’s only time”. Ma le sue doti sembrano essere altre.

– La cena al Wynn sarebbe stata amara, se non mi fosse stata offerta. 160 dollari, per una serie di degustazioni italianeggianti, bevande escluse. La cantina di vini era imbarazzante (e detto da un astemio…).

– Più abbordabile quella al Caesars Palace. Ma qui ho ripiegato sull’hamburger, affogandolo in litri di coca-cola (diet).

– Non credo di aver mai visto uno spettacolo più coinvolgente di quello regalato dal Cirque du Soleil, al Bellagio. I 110 dollari erano strameritati. Peccato che non fosse tutto esaurito.

– Quant’è stucchevole Celine Dion – persino sui manifesti – in esibizione permanente a Vegas?

Las Vegas/ Gioco e donne.

April 18th, 2007

Scattare questa foto (sopra) è stato tanto difficile quanto immortalare la scorsa settimana Biagio Antonacci, a Milano, mentre baciava una ragazza molto giovane (e, purtroppo, la foto non l’ho fatta). Nei casino, ma soprattutto intorno ai tavoli da gioco, è vietato scattare foto. Ma grazie ai potenti mezzi riveriani, ecco il luogo della perdizione dove, giorno e notte, disperati spendevano non so quanti soldi. Io, per rispetto al mio rossissimo conto in banca, ho giocato alle slot machine una somma ridicola, in confronto alle fiches da centinaia di euro ammassate su ogni tavolo. Ma, oltre al gioco, quello che a Las Vegas non manca mai sono le donne. A pagamento. La loro pubblicità è ovunque. La scena più trash è stata quando, rientrando in hotel, ne ho trovata una nel mio corridoio, che passegiava su e giù, aspettando che qualcuno la invitasse in stanza.

Per la cronaca: stasera si riparte per l’Italia.

River usa con convincimento Youtube, perché è completo, divertente, spontaneo e facile da embeddare. Da qualche tempo, però, ha notato che la piattaforma per la visione di video è soggetta a crash tutt’altro che brevi. Il risultato? Il post appare bianco, per ore e ore. Alcuni blog, che usano quasi esclusivamente video, diventano quindi illeggibili. Per questo, molti blogger americani si appoggiano a Daily Motion o altre piattaforme emergenti.

Il post vale come avvertimento per quanti non riescono a vedere i video :-)

Las Vegas/ Nel deserto.

April 18th, 2007

Benvenuti negli aridi surroundings di Las Vegas. Dove, se si rompe l’auto, non c’è colonnina Sos che regga. Dove l’unica cosa animata che incontri sono ragazzi e ragazze, divisa bianca e rossa, del fast food (hamburger e patatine: 4 dollari!).

E, soprattutto, dove ho comprato – nel classico centro commerciale in the middle of nowhere – tre paia di Levi’s a 120 euro.

Horror satirico gay.

April 17th, 2007

Tempo fa River aveva pubblicato l’annuncio per un casting relativo ad un horror gay. Il regista ci ha scritto, per comunicare che il film è pronto e si intitola: “Sette + una”. Il trailer è originale, non c’è che dire.

L’originalità, da queste parti, è qualcosa che non trova riscontri oggettivi nella realtà. Negli hotel, copia di qualcosa che esiste altrove. Nei ristoranti, messicano, italiano, francese e, solo raramente americano ma con influenze straniere per nulla velate. Persino il seno delle donne – locali – sembra spesso un’imitazione, a volte grottesca, del busto di qualche pornostar da filmetto di serie C. Solo gli stranieri, quelli che a Las Vegas non ci abitano, regalano un affresco di umanità variopinta e tipicamente americana. Laddove per stranieri si intendono anche gli americani, di New York, di Boston, del Texas. Perché questa città sembra essere un’isola senza nazionalità e con costumi prestati dall’immaginario colletivo maschio. La donna, a pagamento, deve servire l’uomo. A letto, si intende, grazie ai numerosi servizi a chiamati a disposizione del sesso forte (ogni concierge ha la lista di ragazze a disposizione per la serata). I soldi si spendono, dopo averli guadagnati lavorando duro. Dovrei dire si buttano, e anzi non riesco a spiegarmi come faccia una persona a sorridere dopo aver dilapidato 10mila dollari in una notte. I casinò non si spengono mai, neanche quando, alle sette di mattina scendo per fare colazione. Cammino come un alieno tra le luci colorate del Frontier e le fontane che sparano acqua a suon di musica al Bellagio, oppure le gondole veneziane e la torre Eiffel, mentre omini sudamericani distribuiscono i volantini di prostitute che promettono di farti sognare a partire da 20 dollari – tariffa base. Il kitsch striscia ovunque, anche nella spilletta con le lucette rosse lampeggianti in bella vista sulla giacca del sindaco, Oscar Goodman, un omone rugoso che, di suo, è già un personaggio lasvegasino e che, quando vede una ragazza, ha ancora la forza di lanciarle un’occhiata di viscido apprezzamento. Non c’è un’unica attrazione da vedere, simbolo della città, un museo, un palazzo, un centro: Las Vegas è una sequenza di luci e gente in preda ad un delirio da luna park del sesso e del gioco, spalmate come una marmellata luccicante e appiccicosa su una striscia di cemento di un paio di chilometri, quello che si chiama Strip. Basta allontanarsi di qualche centinaio di metri, per trovare case abbandonate, qualche supermarket e, più frequentemente, il deserto. Quello in cui, nei film, si fora una gomma o finisce la benzina. E’ una città che vive dal venerdì al sabato, e dove oggi mi sento su giostra chiusa per ferie.

Qui un viaggio fotografico camminando per lo Strip di Las Vegas.