AskRiver/ I problemi di un commerciante gay.
May 7th, 2007

“Ho un negozio, ed essere gay non mi sta aiutando. A guardarmi non ho particolarità che mi indicizzano come tale ma è stata una mia scelta non vivere nell’ombra. Il prezzo da pagare è molto caro, non avrei mai pensato che per vivere la propria vita…Forse se fossi stato etero o finto tale, le cose sarebbero andate molto meglio, sicuramente ora non sarei in crisi economica. Perché vivere nell’ombra? No, non ce la farei, eppure il prezzo è caro… giornate che non entra nessuno, giornate di magoni. Forse acquistare da me contagerebbe di gaismo?? Probabilmente è quello che pensa la gente Se solo vendessi di più… se solo vivessimo in un mondo senza pregiudizi e schieramenti!”
Non mi intendo di commercio. La mia esperienza diretta, per ora, è limitata al mondo del giornalismo. Un mondo dove gli unici gay tollerati sono quelli che si occupano di moda e frivolezze varie alla Donna Moderna. In una redazione, un gay dichiarato sarebbe continuamente soggetto di battutine e frecciatine. Nel tuo caso, la gaiezza sarebbe un valore aggiunto se facessi il parrucchiere. Perché, nell’immaginario collettivo, quello è un ruolo da gay. O il massaggiatore. O l’istruttore. A questo punto, cliché per cliché, ti direi di “allearti” con l’Arci-gay. Fatti inserire nella guida Spartacus. Comprati qualche bannerino – i costi sono davvero bassi – su siti a tema. Vai avanti. Un mio collega diceva sempre: se ti trovi davanti ad un muro e non riesci a buttarlo giù, giraci attorno.
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May 7th, 2007 at 12:16 pm
Da figlia di commercianti, posso dire che la crisi del commercio investe tutti, gay ed etero. Nella realtà in cui vivo, i negozi aprono e chiudono ad una velocità vorticosa. Nella stessa realtà almodovariana in cui vivo - un piccolo paese sardo disperso nell’entroterra - , i gay sono tanti e estremamente rispettati dalla comunità. A volte il mondo è proprio paradossale.
May 7th, 2007 at 12:23 pm
river, sono sconcertato.
da quanto scrivi, si possono dedurre due cose:
- che ti occupi di moda e frivolezze
- oppure che nel tuo ambiente di lavoro sei gay non dichiarato.
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per chi scrive: forse vive in un piccolo paese/città? forse l’andamento dei suoi affari dipende dal tipo di merce che vende? o da dove è posto il negozio? le ragioni potrebbero essere moltissime, non è molto chiaro
May 7th, 2007 at 12:24 pm
Basta poco a sconcertarti.
May 7th, 2007 at 12:47 pm
river, se tu fossi gay non dichiarato
ho ragione di credere che saremmo in molti ad essere sconcertati.
May 7th, 2007 at 2:04 pm
Beh ma ognuno è libero di fare le proprie scelte, se river è dichiarato o no credo siano problemi che riguardano solo lui. come dice crystijna il commercio è già incasinato di suo e aggiungere altri fattori comè essere gay magari in una piccola città certamente non aiuta. prima o poi le cose cambieranno
May 7th, 2007 at 2:12 pm
mmm, l’impressione (coi pochi dati che ho) è che sia un po’ l’analoga lamentela di un altro progetto imprenditoriale, quello della Gay TV… che, per opinione mia, poco ha a che vedere con l’ostracismo e la “persecuzione” nei confronti degli omosessuali, molto,invece, con le scelte strategiche ed economico-finanziarie del management.
Inoltre, la nicchia del mercato che rappresenta gli omosessuali è una delle più floride: double income no kids => maggior propensione al consumo (ragionando in maniera superficiale eh…).
May 7th, 2007 at 3:09 pm
Anch’io ho la medesima opinione di Oscar, probabilmente allo stesso modo superficiale…ma in vita mia non ho mai visto un buon progetto commerciale decadere neanche per situazioni molto gravi, come omicidi, arresti per droga..
chissà in quale campo opera questo ragazzo…
chissà se ha l’assoluta certezza che l’ostracismo venga proprio dalla sua omosessualità..che poi,se la discriminante dei suoi affari fosse il suo essere gay, possibile che non ci siano altrettanti gay che invece nel suo negozio si trovino bene?
di sicuro percepire l’aria della disfatta appena si entra in un negozio è una cosa molto sgradevole, sarebbe meglio tirarsi su anche per l’immagine dell’attività..
(Coraggio River, un po’ di limonata e passa tutto)
May 7th, 2007 at 3:39 pm
secondo me non si deve fare confusione tra un progetto con marchio gay (”Gay tv”), che personalmente condivido poco, e il singolo negozio di un commerciante gay..E’ pazzesco che lui debba pagare per questo…sarà che vivo nel centro di Roma, e che nei negozi di abbigliamento è quasi una rarità trovare commessi e negozianti etero, anzi ti guardano volentieri cambiarti nel camerino
May 7th, 2007 at 4:36 pm
aiuto !!! foto porcelle e basta !!! basta con le rubriche ” Cara Nonna papera ti scrivo “piu’ che giornalista mi sembra un giornalaio !!!!!
May 7th, 2007 at 5:25 pm
MA SCUUUUUUSAAAAA , VENDE FRIGORIFERI IN ALSKA !!! E QUESTO IL PROBLEMA
May 7th, 2007 at 5:50 pm
Povero…
May 7th, 2007 at 5:54 pm
guarda che le foto porcelle le trovi ovunque, perchè non ti stai a quello che propone river? se un post non ti piace mica lo devi commentare per forza…
May 7th, 2007 at 6:20 pm
io sono decisamente fortunato: la mia redazione è abbastanza gayfriendly e io sono tranquillamente dichiarato…e non mi occupo di moda o frivolezze (anche se il mio mito rimangono lina sotis e marina como)
May 7th, 2007 at 7:15 pm
secondo me il suggerimento di cercare di agganciare una clientela gay è valido. non è un semplice luogo comune che i gay siano considerati una categoria di mercato rilevante…..Zapatero non è fratello di Madre Teresa, quello che ha fatto lo ha fatto in gran parte per attrarre denaro in Spagna, e mi pare con buoni esiti…
May 7th, 2007 at 8:48 pm
si ma se il negozio è in una piccola città non sempre i clienti sono dichiarati…potrebbe incontrare ancora più difficoltà e subire atti di vandalismo e quant’altro…il problema è che quando lavori per un altro puoi anche sorvolare sugli orientamenti sessuali, quando il proprietario non solo sei tu, ma ci metti anche la faccia tutto il giorno, fare certe scelte può far solo peggiorare la situazione… io non so che tipo di attività commerciale abbia, però io direi di non cambiare niente per i primi tempi, magari puntare su prezzi più bassi rispetto alla concorrenza e fare un pò di pubblicità; io mi informerei sulle parti del mercato non ancora coperte e quando il cliente viene perchè il prezzo è basso accanto allo scaffale del saldo metto anche qualcosa di nuovo…se è qualcosa che serve al cliente non la prima, non la seconda, la terza lo compra… ma sono tutte ipotesi, si discute sul niente, faresti meglio a parlare col commercialista…hai un commercialista, vero?
May 7th, 2007 at 10:35 pm
Mi associo ad Oscar, bisognerebbe fare una valutazione a livello meramente economico confrontandosi con la concorrenza prima di dare la colpa all’essere gay, anche se probabilmente la cosa fa la sua parte.
Nn capisco il problema di Alex…è forse un reato non essere dichiarati?
May 7th, 2007 at 11:24 pm
Secondo me rischia di non prendere in considerazione altre vere pecche della sua attività crogiolandosi in questa falsa spiegazione che in fondo incolpa gli altri di essere “omofobi”.
May 8th, 2007 at 11:35 am
Ma scusa,ma noi che cacchio stiamo scrivendo da due giorni???Il tuo parere è stato estremamente determinante ai fini della discussione. Sei di una stupidità atroce, datti all’uncinetto. Frequenta un blog di Forza Nuova, lì vi troverete per ugual numero di neuroni
May 8th, 2007 at 1:17 pm
Ahahahahah…dai, scrivi scemenze ( ma quale cuore a sinistra e portafoglio a destra? magari fossi così..credo sia il vero modo per essere vincente nella società attuale..purtroppo non ci riesco), però sei simpatico…io non sono ne frocia, nè di sinistra, nè di destra..e dunque?
May 8th, 2007 at 2:17 pm
Ho letto nei commenti precedenti chi citava gay.tv. Indubbiamente la rete ha una programmazione alquanto discutibile e gli ascolti sono bassi, ma il problema del rapporto sessualità e comemrcio è a mio parere assai + controversa: in francia per esempio la stessa ALITALIA compra spazi pubblicitari per sè proponendo weekend per coppie gay e rivolgendosi ad un target omosessuale, cosa che invece non fa in italia. Questo è indice di quanto il bigottismo in italia perversi tanto che preferisce rinunciare ad una fetta di mercato per non essere ritenuta gay-friendly e rischiare di eprdere clienti..
May 8th, 2007 at 2:53 pm
River, ma tu sei gay?
May 8th, 2007 at 3:37 pm
Io e il mio compagno abbiamo due negozi in una città medio piccola nella cintura torinese e non abbiamo mai avuto problemi anche se “tutti sanno”. Il problema è, come ha scritto saggiamente qualcuno, che c’è una crisi economica non indifferente. Secondo me il tuo orientamento sessuale non c’entra proprio nulla.
May 9th, 2007 at 4:56 pm
voglio dire qs cosa su gay.tv: ok, la guardo, tipi simpatici e finti bisex, ma cosa ha dato di nuovo al paesaggio della televisione italiana?il reality con cecchipaone in mezzo a uno zoo di buffoni?qualche bella sigletta e imitazioni di altri programmi. è il mezzo televisivo ke sta morendo, ed è paradossale perchè tutti gli autori sono gay quindi le idee non dovrebbero mancare.cmq grazie xkè almeno qui possiamo dibattere liberamente senza che qlc la butti in politica o dica che il vaticano ha telefonato a tutti i parroci perchè dicano a tutte le aziende di non sponsorizzare gay.tv! NOn ha funzionato perchè è bruttina e perchè i gay che contano non hanno il coraggio di esporsi.come tutti i locali e le iniziative gay era cmq un affare x qlc, non un “progresso della comunità”.Anzi ho piacere per meneguzzi, che andava a letto con non so chi là dentro, e per il moroso di stefano gabbana che non ha più il suo giocattolo.