Vicini serpenti.

May 25th, 2007

Coi i miei vicini di casa interagisco meno che con i cani e i gatti della zona. Non ho mai creduto alla scampanellata della serie “mi presta un po’ di sale/pepe/zucchero”. E poi: dove si mette un po’ di sale? In una busta di plastica? Sul cucchiaio, facendo attenzione a non rovesciarlo tra la cucina e l’ingresso? Considero i vicini una presenza imposta dalle regole dell’edilizia metropolitana, inevitabile come la puzza di pesce al mercato. Gli unici con cui ho avuto un rapporto, nel palazzo in cui vivo ora, sono una coppia di sordo-muti. Mi fanno tenerezza, perché ogni tanto una funzionaria ministeriale trippona e anglosassone attacca cartelli minatori sulla porta dell’ascensore, invitando la gente a non sbattere le porte. Ovviamente è riferito a loro.

I vicini sono come i parenti che quando possono infilano il naso in casa, per vedere che televisore ti puoi permettere, se pulisci abbastanza i mobili o se hai qualche vibratore nascosto nel cassetto.

Per questo la “festa dei vicini”, in programma domani a Roma, mi fa rabbrividire. L’invito è quello di organizzare feste, cene, apertivi, cui invitare i propri vicini. Una sorta di riunione di condominio festosa.

Aberrante.

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