La notizia si è affacciata nella mia mail, stamattina, sotto forma di comunicato stampa. Inizialmente pensavo ad uno spam della serie “vuoi un super pene” o “una topa portentosa”. Invece è tutto vero. Al Policlinico Umberto I di Roma – sì, quello i cui sotterranei sono stati “visitati” dall’Espresso – si è realizzata, in vitro, la prima ricostruzione al mondo di mucosa vaginale autologa, poi trapiantata in una donna di 28 anni affetta da agenesia vaginale. In sostanza, un trapianto di vagina. Il tutto è avvenuto nel laboratorio di biotecnologie cellulari. La paziente è stata sottoposta ad un prelievo di circa un centimetro quadrato di tessuto dal vestibolo vaginale e, successivamente, le cellule recuperate sono state coltivate in vitro per 15 giorni. “L’attecchimento del tessuto – spiega la nota -è stato del 99% a 7 giorni dall’intervento e ad un mese la paziente presentava una mucosa ed un canale vaginale normale”.

Fantascienza.

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