Alla fine sono passati al contrattacco. Due esponenti di An, che già avevano criticato nei giorni scorsi la campagna del Gayvillage, hanno comunicato di aver coperto a Roma gli orsacchiotti “simbolo” della pubblicità, con la scritta “vergogna”. Perché, dicono loro, “i manifesti sono ben visibili nelle strade d’accesso a villa Borghese e intorno al Bioparco, luoghi per eccellenza frequentati dai più piccoli, alla faccia dei diritti dei minori”.

Forse si sarà capito, ma la vicenda degli orsacchiotti mi appassiona tantissimo (bravi comunque i pubblicitari, che, magari, non immaginavano queste polemiche).

Una domanda: “Vergogna” de che?

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