Milano/ Un Pride per pochi.
June 24th, 2007

Ieri i gay sono tornati a sfilare in strada, stavolta a Milano, nella Christopher Street Parade. Cinquantamila persone, secondo gli organizzatori, tremila per la Questura. So che questo giudizio potrà non piacere, ma sono contrario alla frammentazione delle sfilate. Ogni anno, in Italia, c’è una distinzione tra un Pride nazionale e uno locale, cittadino. Il risultato sono vari micro-cortei che nulla hanno a che vedere con quello accaduto a Roma il 16 giugno. Un movimento omosessuale che vuole lanciare messaggi forti, in grado di tenere testa a eventi come il Family Day, deve essere compatto, unitario. Perché in caso contrario, una sfilata con poche migliaia di persone si conquisterà solo un piccolo box sulle pagine dei giornali. E sarà un’occasione per far credere alla gente che le problematiche dei gay interessano quattro gatti in maschera.

Detto ciò, ringrazio Luigi e Fatima per il servizio fotografico realizzato. Avevo chiesto loro di concentrarsi soprattutto sui genitori aperti. Qui le loro foto.
Tags: gay pride, milano






June 24th, 2007 at 2:17 pm
River hai perfettamente ragione, meglio fare un solo Pride, che tanti in diverse città!
Tu lo saprai meglio di me, ma alla fine il Pride di Roma, non ha avuto molto seguito sui giornali e sui tg. Sbaglio? Spero di si:)
June 24th, 2007 at 2:38 pm
Beh in teoria forse hai ragione … ma non tutti possono raggiungere un unica destinazione… e queste persone che non possono spostarsi perche non dovrebbero dimostrare nella propria città!?!
June 24th, 2007 at 2:44 pm
il pride di roma non ha avuto il seguito del family day probabilmente ma c’era tantissima gente.. forse più del family day. la manifestazione di milano invece era in ricordo di quello che può essere considerato il primo pride della storia a new york. la questura dice 3.000 persone, gli organizzatori dicono 50.000, e lo speaker del corteo diceva 100.000.. credo che il numero esatto stia nel mezzo.
June 24th, 2007 at 4:29 pm
ma è sparito il mio post? :/
June 24th, 2007 at 5:19 pm
Concordo! Gli ultimi due Pride Nazionali nella capitale (2000 e 2007) sono stati entrambi un successo, bisognerebbe limitarci ad un unico grande sforzo! Pero’ è anche vero che realtà locali come Bari, Padova, Torino gli scorsi anni ne hanno tratto grande beneficio.
Forse bisognerebbe fare il Pride a giugno nella capitale e un secondo evento locale itinerante in un’altra stagione. Perché sovrapporre eventi simili nelle stesse settimane per poi rimanere silenti il resto dell’anno?
June 24th, 2007 at 5:40 pm
Del Pride romano si è parlato molto. Non come il Family day, ma più di ogni altro. Eravamo al livello del Pride del 2000.
June 24th, 2007 at 6:15 pm
vabbè riassumo in breve.
ho visto le immagini del pride di rm in tv. sarei voluto scendere ma nn potevo. quello che non mi piaceva è che ci fossero troppe piume di struzzo, troppe paillettes, troppi carri da carnevale e pochi “gay anonimi”.
quello di milano era fatto di gente “normale”, passatemi il termine. c’erano anche i carri e le paillettes ma erano la giusta cornice non invasiva di un giorno di festa.
saluti
June 24th, 2007 at 6:46 pm
Non so se il commento di prima è in approvazione o è stato cancellato.
Io avevo deciso di non esserci perchè la penso esattametne come River. Ma alla fine ho pensato che Milano avesse bisogno di un segnale dopo le recenti tendenze omofobiche. Quindi ci sono andato, ma non è stato nulla in confronto a Roma!
June 24th, 2007 at 6:50 pm
Come ho detto più volte, il filtro antispam cancella, talvolta, per errore alcuni commenti.
Colpa di Akismet. C’ggia’ fa’?
June 24th, 2007 at 7:02 pm
si, anche secondo me hai ragione, river. Il Pride dovrebbe essere uno, in diverse città ogni anno. Così avrebbero la percezione reale di chi e quanti siamo.
che dire… il provincialismo vince anche lì.
:-/
June 24th, 2007 at 7:04 pm
veramente non è colpa di akismet.
il commento di witty è nel post dei gemelli “tizi” e “ano”, quello di dutturi in quello con le foto… ragà ma il caldo vi fa così male?
river ci sono tre ipotesi: numero a) è tornato elle
; numero b) stai lavorando troppo è giunto il momento di una meritata sosta in un centro benessere; numero c) hai bisogno di un’assistente (da notare l’apostrofo, senno elle si ingelosisce)
vabbè torno a ripetere…in bocca al lupo a me
June 24th, 2007 at 7:07 pm
In effetti sto lavorando tanto.
E’ che qui la domanda “mi hai cancellato il commento” si ripete di frequente.
June 24th, 2007 at 8:19 pm
concordo pienamente river!
La divisione di tutti questi cortei nn giova alla causa. è vero pure ke non tutti possono prendere il treno e viaggiare… qndi… forse anke loro in qke modo debbono far sentire la loro voce… xò certo… un unico pride mega galattico sarebbe preferibile!
June 24th, 2007 at 9:29 pm
Dici una grande verita’,vale per tutte le forze e tutte le manifestazioni: troppa frammentazione e credo dietro a tutto questo troppi “giochini” politici e similari…ma e’ lo sport nazionale quindi tutti si adeguano!
Triste ma e’ cosi’.
Ciao e buon inizio settimana Giano
June 24th, 2007 at 10:17 pm
@simonchio
ma da quando a), b) e c) sono numeri?! lol
@river
se sei passato a wordpress 2.1, auguri..
altrimenti il form comment ha semplicemente sbroccato!
succede.. backup del database, reset generale, rinstallazione di wp e via, come nuovo!
June 24th, 2007 at 10:21 pm
Sono passato al 2.2.
Domani faccio l’aggiornamento al 2.2.1.
Vedremo che succede.
June 25th, 2007 at 9:31 am
E’ bello un unico pride ma non tutti possono spostarsi per andare e perosnalmente son stato davvero contento di partecipare a quello di milano seppure in versione ridotta. Se si volesse fare però il vero Pride bisognerebbe mettersi in una data prestabilita tutti una stessa maglietta. Non è il numero di individui anonimi che fa la differenza ma le facce di chi ti è accanto ogni giorno!
June 25th, 2007 at 12:35 pm
Ha ragione River, di pride se ne deve fare uno solo. Si possono concentrare più forze insieme, ha più senso.
Io vivo a Milano e sono andato al pride romano ma non a quello milanese. A roma ogni gesto ha un senso politico, c’è un movimento omogeneo che rivendica forte i suoi diritti. Ai gay milanesi non si può nemmeno nominare la politica, è un taboo. A molti non interessa, altri invece votano AN o Lega e poi li trovi la sera per locali a farsi la qualsiasi o ad essere pieni di amici (e amanti) travestiti. Welcome to Milan.
June 25th, 2007 at 3:09 pm
Io direi che prima o poi toccherà anche rendersi conto che una sfilata può anche essere oceanica, con dei contenuti, organizzata bene… e bellamente ignorata da tutti.
Il Pride romano è stato un successo?
Io direi che sarebbe stato un successo se ne avessero parlato fuori dall’ambiente GLBT. Così non è stato. Quantomeno non oltre il solito battibecco riservato a qualsiasi cosa, dalle mutande di Corona alle babbucce Prada del Papa.
Bisogna cambiare formula, ci vuole educazione, bisogna filtrare tra la gente, parlarne nei corridoi degli uffici, al supermercato, il corteo non serve a un cazzo.
Scusate la mancanza di ipocrisia.
June 25th, 2007 at 3:41 pm
@ f
a,b,c, sono numeri secondo la personalissima interpretazione di toni tammaro, ma se sei di palemmo o vicinanze non puoi saperlo;
@ ronin
quoto dalla prima all’ultima lettera