Mirella accenna alla sua storia in un commento. Mi colpisce. Le scrivo una mail, chiedendole di ripercorrere la violenza subita, da piccola. E’ un racconto forte, violento, a tratti stomachevole. Oggi Mirella è una donna “normale”, con una famiglia, due bambine. Ma con un ricordo che non riuscirà mai a cancellare. Eccolo.

Per mia sfortuna, il mio menarca è arrivato a 9 anni, quindi potrai capire il mio disagio ad avere seni grossi e assorbenti nello zaino per andare a scuola (ero in quarta elementare!). Vivevo a Napoli, in un comprensorio molto bello e signorile, con tanto di parco giochi per i bambini, dove passavo ore a giocare con le mie amiche. Premetto che, sotto ogni edificio, c’erano i box auto. Un giorno, non lo dimenticherò mai, di inizio giugno, scuole terminate, nel primo pomeriggio, andai a chiamare una mia amica, che viveva all’edificio accanto al mio, ma eravamo confinanti con i balconi delle nostre camerette. Mia madre stava andando a lavorare ed io scesi con lei. Mi fece la solita raccomandazione “Non andare per nessun motivo ai box auto”: quella zona era prevalentemente buia e aveva paura che qualche macchina, uscendo o entrando, avrebbe potuto investirmi. In ogni caso, andai a citofonare alla mia amichetta, che non poteva scendere ancora e mi misi ad aspettare nell’atrio del mio palazzo, seduta sulle scale. Arrivò quest’uomo (se si può chiamare così), mi salutò, era appena tornato dal suo posto di lavoro … in un primo momento mi chiese se i miei erano in casa, vedendomi a quell’ora già in giro. Mio padre aveva il turno di pomeriggio (era un dirigente delle FS) e mia madre era appena uscita (aveva un negozio di alta moda e le arrivava la fornitura). Quindi, nella mia ingenuità, lo misi al corrente del fatto che dentro casa c’era soltanto mia nonna (materna) e mio fratello (maggiore di 3 anni). Mi chiese di accompagnarlo a vedere, ai box auto, il suo nuovo motorino e mi sembrò una cosa carina, visto che ho sempre amato le due ruote; oltretutto vivevamo sullo stesso pianerottolo, tante cene e feste passate insieme …non ci sarebbe stato nulla di male, andare lì con un adulto conoscente. Andai con lui, anche perchè l’attesa lì nell’atrio mi annoiava a morte! Arrivati al box, entrammo, ma non mi sarei mai aspettata che avesse chiuso la porta dietro di noi. Mi disse di montare sul motorino … io ci salii. Da dietro, cominciò a mettermi una mano alla schiena, sotto alla maglia che indossavo, e cominciò lentamente ad accarezzarmi … poi, sempre da dietro, cominciò a palparmi il seno … io ero rigida, imbarazzata, non sapevo che fare, mi sentivo bollente dalla paura, ma non mi voltavo per niente, non lovolevo guardare. Poi fu la volta del bacino: tirò fuori il pene e cominciò a strusciarlo sul mio fondo schiena, fino ad abbassarmi i pantaloncini e le mutande. A quel punto mi disse di scendere dal motorino e di stare in piedi, piegata col busto in avanti. Me lo infilò, bagnandolo con la saliva, ma una volta penetrato, dopo qualche botta, svenni dal dolore. Appena mi ripresi, vidi che non ce l’aveva più dritto abbastanza e sperai che fosse finito, invece si masturbò e poi mi venne sulla mano. Mi dette un fazzoletto per pulirmi e mi disse che questo era normale tra persone che volevano bene anche alle altre bambine, oltre che ai propri figli. Secondo te, river, esiste un commento a questa cosa? Sicuramente i miei mi avrebbero supportato, ma questo lo affermo oggi che sono madre di due splendide figlie. Da bambina, però, ho sempre pensato che avevo disobbedito alle raccomandazioni che mia madre mi faceva di continuo. Questo “segreto” lo raccontai alla mia amica che mi ha totalmente allontanato. L’unica persona che mi ha capito e mi ha ascoltata un’infinità di volte è stato un ragazzo gay, con il quale è nata una grandissima amicizia.

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42 Responses to “Io, Mirella, stuprata a 9 anni da un amico di famiglia.”

  1. Gipris Says:

    Credo che nessuna parola sia necessaria per commentare una cosa simile… Solidarietà e rispetto per questa ragazza e per tutte le Mirelle del mondo, vanno di pari passo al silenzio in questo caso.

  2. BUDELLODITOMA' Says:

    TAGLIARGLI IL PISELLO A QUELLA BESTIA NO EH?!DICO COSI’PERCHE’SONO CONTRO LA PENA DI MORTE MA A FAVORE DELLA TORTURA DEI PEZZI DI MERDA COME QUESTI. SAREBBE DA RINCHIUDERE LUI IN UN BOX E POI SORBOTTARLO BEN BENE DI CEFFATE FINCHE’ NON SI SVIENE LUI.

  3. L.L. Says:

    Ti siamo solidali Mirella, per quel che è stato. Ora sembra tu viva felicemente e di questo siamo felici anche noi. Purtroppo i tuoi casi nn sono così isolati come si può pensare.

  4. crystijna Says:

    Ma perchè amici, conoscenti, nuovi fidanzati e persino genitori allontanano sempre, sistematicamente, chi subisce queste situazioni? cos’è che ripudia?cosa non si è in grado di affrontare?cosa veramente da tanto fastidio tanto da non provare alcuna remora nell’abbandonare qualcuno alla propria sofferenza?

  5. ronin Says:

    @crystijna: ho sempre la stessa reazione anche io. Perché mai allontanare una persona che ha bisogno di un abbraccio? Mah.

    In compenso vorrei troppo “spiegare” a modo mio come la penso a uno di questi piselli facili.
    Spero che Mirella abbia oggi una vita serena così come sembra emergere fra le righe.

  6. mirella Says:

    Grazie a river per aver dedicato questo post a me e a tante persone, che percorrono questi episodi raccapriccianti nel corso di una fase così delicata e candida della vita, come l’infanzia.
    Come ho detto nella mail che ho inviato a river, non esiste un commento x una persona simile.
    Grazie veramente di cuore a tutti voi, ma sarebbe più coerente che tutte le “brave persone”, invece di schierarsi contro orientamenti sessuali diversi (che di rispetto verso gli altri ne hanno da vendere), ognuna, nel proprio piccolo, facesse qualcosa x salvaguardare l’infanzia che, una volta sporcata in certi modi, non non si ripristina proprio più … e a quanto mi risulta, non sono certamente i gay ad alimentare determinate “pratiche”!
    Ciao a tutti e ancora grazie.
    Mirella

  7. fabrizio Says:

    Brava Mirella, hai reagito con le “palle” mettendo su una deliziosa famiglia anche se son certo delle tue sofferenze oramai passate. orgoglioso di essere napoletano come te!

  8. mirella Says:

    X Crystijna:
    Secondo quanto ne ho capito io (forse troppo poco!!!) certe persone reagiscono così xchè probabilmente ti vedono sporca, o magari pensano che in qualche modo potresti coinvolgerli … chissà … certo è che talvolta è molto più comodo fare solidarietà inviando un sms da 1 Euro per la missione arcobaleno, piuttosto che porgere una mano, un sorriso, una parola di conforto ad una persona bisognosa: vuoi mettere la comodità di stare comodamente seduto in poltrona, senza nessuno che ti pianga sulla spalla, però guadagnando un posto in paradiso ?(N.B. ovviamente non rivolgo assolutamente questa contestazione a coloro che, anche attraverso il cell, cercano di fare del bene in qualche modo, ma persone come le ho descritte io, ne esistono veramente tante!!!)

  9. eheheh Says:

    http://www.molleindustria.it/games/pretofilia.swf

  10. cesarezowie Says:

    NOn ci sono parole…

  11. crystijna Says:

    Mirella, hai ragione: un giorno, dopo un’ennesima reazione del genere ho reagito violentemente con urla e insulti, riferiti all’ennesimo ragazzo di turno che mi lasciava con i miei fantasmi. Si era paralizzato come tutti gli altri, aveva cambiato discorso. Ma c’ho guadagnato l’esser giudicata una pazza.Un altro è arrivato addirittura ad insultarmi perchè non dovevo dirgli certe cose. In casa invece l’argomento è tabù. Penso che loro non siano meno colpevoli di chi compie la violenza. Banale ma così.

  12. Dean Martin Says:

    Non ci sono parole. Ma la vendetta non cade mai in prescrizione…

  13. Sonia Says:

    La differenza la fanno le persone..le loro menti.. ovunque e sempre… è così facile non guardare..non capire..non parlare..ed è così difficle ammettere che siamo essere umani a volte così “schifosi” da difendere le cose più impure e ingiuste…vedi la Chiesa e il problema della pedofilia.. infatti mi fa pensare molto, la reazione differente allo stesso problema, ma provenienti da “fonti” diverse.
    Buona serata Riv:* e a tutti.

  14. cris Says:

    gia mi spaice un sacco per te.. anche se a me è capitato di assistere involontariamnte ad una scena simile…. ma per fortuna o per sfortuna ero troppo piccolo per capire che stava accadendo e me ne andai senza soccorere l’ altra persona.. so di aver sbagliato ma avevo poco piu di 11 anni.. ed ero indifeso.. anche se nn me lo perdonero mai!

  15. caiman23 Says:

    sono con te, nel mio piccolo ti capisco.
    M.

  16. lele Says:

    Secondo il rapporto sulla sicurezza 2006 del Ministero dell’interno, reso pubblico qualche giorno fa “6 milioni 743mila, pari al 31,9% della classe d’età considerata, le donne tra i 16 e i 70 anni, hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita”. E’ un dato agghiacciante. In Spagna il tema della violenza sulle donne e del contrasto alla cultura machista sono sempre all’ordine del giorno nei media e nella politica. In Itelia c’è un silenzio intollerabile su questi temi.

  17. Cri Says:

    avevo meno di 6 anni quando sono stata molestata da un amico di famiglia. Quando a 30 anni passati sono riuscita a confessarlo a mia madre lei mi ha dato la colpa per non averglielo detto subito. Non ne abbiamo più parlato e lei fa finta di non sapere niente. Ora ho il dubbio che fece finta di non sapere niente anche allora. Mia figlia ha 10 anni, non la tengo chiusa in casa fa una vita normale di bambina di quella età, ma vivo nel terrore di non avere gli occhi abbastanza aperti

  18. Iaia Says:

    …tagliargli il pisello a striscioline sottili e dirgli che è una cosa normale da farsi a chi ama tanto i bambini anche nn suoi…..

    …mammamia, se solo dicessi che farei a gente così….
    (diciamo che l’idea di mia sorella Mary-lou del guanto di carta vetrata è ancora poco..)

  19. Fabietto Says:

    Ci sono tante storie simili, pochi hanno il coraggio di parlare, ancora meno la forza di rifarsi una vita. Sono buchi neri del passato che far finta di dimenticare sembra possa servire, a lenire il dolore, eppure non basterà. Ma denunciare, aprire la bocca e urlare al mondo, è difficile. Le ho prese da mio padre per anni e anni; ma denunciarlo è rimasto impensabile. E anche adesso chissà quanti sono in silenzio.

  20. Dean Martin Says:

    il guanto di carta vetrata è un’idea carina, propongo due varianti…
    …fil di ferro intorno al pene, da arroventare così da cuocere l’affarino come una salsiccia…
    …oppure la buona vecchia colla attack nel buco, sempre del pene…
    …oppure ancora, veloce e affidabile, un buon vecchio spazzolone da cesso nel culo su e giù qualche volta!

  21. tempesta elettrica Says:

    Mirella,per quanto sia possibile che non risulti stupido o troppo melenso, ti mando un abbraccio fortissimo.Sei stat forte a condividere un’esperienza simile,si stata forte nel farti una famiglia tutta tua che ti dia l’amore che meriti.Non posso dirti che ti capisco,perchè una cosa del genere se non la si vive,non la si può comprendere appieno…Però ti auguro tutte le cose più belle di questa vita e all’uomo che ti ha fatto questo,che possa marcire all’inferno qui sulla terra e in un’altra vita.Gente del genere,non merita di vivere sulla stessa terra e respirare la nostra stessa aria.

  22. giampietro Says:

    Condanno la pena di morte in quanto una società che uccide (per punire) non è in grado di giudacare chi uccide (per crimine).
    Sono credente (credo in Cristo, non in gente che mi viene a dire: “Hey, vesto di rosso, ho un buffo cappello e parlo con Dio”) e credo che chiunque meriti perdono.
    Gesù ha perdonato il truffatore, l’adultera, il ladro e l’assassino che sono morti con lui.

    L’incarnazione del bene sulla terra ha però detto queste parole: “guai a chi oserà scandalizzare uno solo di questi fanciulli, meglio per lui che non fosse mai nato, meglio per lui che si fosse legato una pietra da macina al collo e si fosse buttato negli abissi”.

    Mi pare esplicativa la cosa, no?

  23. Pippo Says:

    Mi unisco a ciò che è stato detto da altri, sia riguardo alla mancanza di parole per commentare un comportamento del genere sia riguardo all’incomprensibilità del comportamento di alcune persone, cioè quelle che, quando viene loro richiesto un aiuto o un abbraccio, voltano le spalle e spariscono.
    Mirella sono contento che ora tu sia riuscita a costruirti una vita serena nonostrante questo ricordo che incombe.

    Personalmente consiglio di impalarli come facevano i Turchi…ma anche il guanto di carta vetrata non farebbe male a certa gente.

  24. Moroconocchiali Says:

    gran bel blogghettino, questo qua. Ora lo linko. E anche gran bei ragazzi, quelli che si vedono nelle foto del blogghettino medesimo. complimenti.

  25. The Best Says:

    Brava Mirella, davvero complimenti!
    Non ci sono parole che possano esprimere un gesto cosi meschino.
    Escluderei la pena di morte, ma d’accordissimo per i lavori forzati!

  26. gabriele Says:

    é un’esperienza forte quella che hai vissuto, chi non ti ha aiutato è perchè (second me) non ne vuole sapere nulla, appunto, per non affrontare il problema.. Come se non bastasse c’è chi si sente pure colpevole di “aver lasciato l’altro fare qualcosa oppure di averlo sitigato”…
    In stazione un tipo aveva cominciato a mettermi le mani addosso, non era violento ma invasivo e fastidioso… Non è successo nulla perchè ho alzato la voce e me ne sono andato, ma ancora desso mi dico scemo perchè gli ho permesso di avvicinarsi (ha visto che stavo disegnando e m’ha chiesto di vedere…)

    Posso capire che esista la paura di chi non vuole affrontare, dando un supporto morale, chi ha subito violenze, ma non accetto che succeda, dev essere più forte la voglia di aiutare non quella di fuggire!

  27. gabriele Says:

    hai una famiglia a cui vuoi bene… insegna alle tue figlie a non farsi prevaricare da nessuno: questo credo sia il dovere di ogni genitore; non quello di chiudere i figli in campane di vetro o di lasciarli allo sbando. Cresciamo dei figli responsabili e che riescano a ribellarsi di fronte a certi mostri, combattiamo la violenza affrontandola, non nascondendola (come accade in certe sfere clericali, o tenendo le bocche cucite)!

  28. dutturi Says:

    per anni ho pensato che fossi gay per delle molestie subite da bambino (non violenze, molestie). ritenevo che ammettere di essere gay fosse dar ragione a chi mi aveva fatto del male, a chi, credevo, mi aveva tolto la possibilità di scegliere.
    Per qualche ragione malata, io “ero le molestie”.

    dopo un lungo percorso, sono riuscito a vedermi distaccato da quegli episodi. c’è voluta molta fatica.

    è stata dura.

  29. darkeyes88 Says:

    river il mondo è marcio……..anche a me 13 anni fa,un membro della mia famiglia mi mise le mani nei pantaloni ……………io mi incazzo come una bestia perche la gente pur di nn ammettere la cruda realtà ,va criticando gay e via dicendo,lasciando che questo schifo si spenga all interno di quattro mura.ho imparato ad odiare…il mondo generalmente parlando va odiato…è stato l odio che mi ha dato la forza…cmq leggendo l articolo e i post …….quanta gente ha subito violenze e molestie…………è pietrificante..notte river

  30. zenzero Says:

    Purtroppo è vero, di storie così ce ne sono tantissime, ma sono sempre troppo pochi gli esempi di chi riesce ad affrontare queste esperienze senza provare vergogna. E sono proprio queste le cose che ti portano a odiare il mondo. Non credo che il mondo sia ancora completamente marcio, ma solo che tanta cattiveria gratuita fa scomparire dietro un’enorme nube nera tutto quello che di buono ci può essere. L’odio è un sentimento assolutamente legittimo, e in casi come questi non si può fare a meno di provarne, e tanto… Un abbraccio forte a te, Mirella, e a tutti quelli che nella vita hanno subito un’ingiustizia così grande, e che ne sono rimasti segnati per sempre. ‘Notte a tutti

  31. N!ck Says:

    insegna alle tue bambine per prime cosa c’è di marcio in questo mondo, proteggile come solo una madre che ha passato una cosa del genere può fare e apri loro gli occhi sulle presunte “verità” di cui è pieno questo mondo, che spesso celano solo le crepe di una società in rovina e in decadenza.

  32. strong boy Says:

    We are VERY satisfy with all the service we have received. I believe that next year we will come back to Xinjiang of China. I hope I will be able to use your services again.

  33. torrente Says:

    avevo 11 anni, io a piedi e questo in motorino, ero così spaventato che feci la cosa più sbagliata: scappai attraverso il parco delle cascine, dopo qualche giorno lo incontro ancora da un’altra parte e di nuovo lui che cerca di rincorrermi, ma quella volta ero in bici e scappai via come il vento.
    Il perdono non esiste o quantomeno non ha molto senso, se il male l’hai fatto, quell’atto resta, puoi solo cercare di non farlo ancora; quando il male l’hai subìto, puoi elaborarlo, in qualche modo superarlo, usarlo come si usa la merda di cavallo: un concime per far crescere meglio l’orto, ma comunque quel fatto resta.

  34. alebino Says:

    che rabbia…
    :*

  35. Dean Martin Says:

    per fortuna il tempo è galantuomo e ci aiuta a superare anche le cose più brutte.

    Mirella ha costruito una famiglia in cui troverà sempre tutto l’amore e il sostegno di cui potrà mai avere bisogno…

    …ma se proprio proprio si volesse togliere il dente…
    due martellate alle palle gliele potrebbe pure dare…
    perchè si va avanti si, ma non si dimentica!

    MAI!

  36. mary-lou Says:

    leggendo queste righe non ho mai pensato a quel grandissimo figlio di zokkola…

    ho solo e soltanto sentito il peso di quel senso di colpa che una violenza porta con se.
    Se leggete con attenzione il racconto di mirella, ancora oggi, quello che traspare sono i sensi di colpa
    “potrai capire il mio disagio ad avere seni grossi e assorbenti nello zaino “,
    ” Mi fece la solita raccomandazione “Non andare per nessun motivo ai box auto””,
    “Quindi, nella mia ingenuità, lo misi al corrente del fatto che dentro casa c’era soltanto mia nonna (materna) e mio fratello (maggiore di 3 anni)”
    “non ci sarebbe stato nulla di male, andare lì con un adulto conoscente”,
    “poi, sempre da dietro, cominciò a palparmi il seno … io ero rigida, imbarazzata, non sapevo che fare”

    Quando divento una iena parlando di pedofilia e stupro non attaccatemi a priori, ma rifatevi scorrere queste frasi nella testa. Adulta e madre oggi Mirella scrive come se ancora ora credesse che sia stata colpa sua. E anche se il Padreterno in persona le dicesse di no, lei continuara’ in un angolo del cervello a pensare….se avessi obbedito, se non fossi stata cosi’ ingenua, se mi fossi ribellata.
    La violenza non ferisce solo il corpo. Il corpo è una macchina che si riprende velocemnte, la violenza uccide l’anima. E quella non guarisce mai.

  37. Italian Psycho Says:

    Complimenti al coraggio della ragazza-donna che, in un modo o nell’altro, è riuscita comunque ad andare avanti….

    Per il vicino di casa provo solo tanto tanto ribrezzo…

  38. Dado Says:

    Mi dispiace davvero.

  39. music Says:

    anche io ho subito no strupro . . . nn mi va di raccontarlo . . so sl che oggi , a distanza di 10 anni dall’accaduto nn riesco ad avere storie lunghe perchè emotivamente sono molto instabile e soffro di attacchi di panico . . vorrei tanto nn esistere . . mi vergogno tanto .. .

  40. Franco Says:

    Spero che il tizio sia morto tra atroci sofferenze…

  41. Anonymous Says:

    credo che da picoola mi sia caèpitata una cosa simile cioe nnricordo cs e successo esattamente cs e successo eppure nn ero piccolissima avevo 10 o 11 anni so solo una cosa che nn ne ho parlato cn nessuno…secondo voi questo e sato un motivo della mia dimenticanza?

  42. anonimous man Says:

    Io sono un uomo, e mi vergogno che un alieno del genere possa essere definito uomo come me. Ho una fidandazata che è stata a sua volta vittima di uno dei mostri come questo, e ogni giorno penso che se mi capitasse d’incontrare uno di questi esseri mi macchierei ben volentieri le mani di sangue. Non sono Dio per decidere chi deve vivere o no, ma mi azzardo a dire che questi alieni devono elimanati assolutamente. Per favore non definiteli uomini…

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