Molti politici – non tutti – pretendono di conoscere in anticipo il testo di un’intervista che loro, magnanimamente, concedono. Accade spesso nel caso di vicende delicate: tipo Rosy Bindi che parla di finocchi o Giuliano Amato che parla dei clandestini. O quando, su un tema di scottante attualità, si vuole fare chiarezza (evitando di scivolare su una buccia di banana). Succede anche in materia economica, in particolare quando a parlare è Tommaso Padoa Schioppa. Si narra – la fonte non si rivela per cortesia – che recentemente il ministro avesse concordato un’intervista con un canale televisivo nazionale. Si narra che il giornalista avesse inviato via fax una lista di domande. Si narra che, a telecamera accesa, il giornalista abbia cambiato le carte in tavola. Al termine dell’intervista, urla dello staff del ministro (che, invece, ha esibito una calma esemplare), telefonate alla direzione del network, minacce del tipo “con voi non parleremo mai più”, ecc. Alla fine tutti amici come prima.

Ma le interviste dispettosamente vere le fanno solo Le Iene?

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15 Responses to “Interviste/ Domande impreviste.”

  1. ronin Says:

    Ahinoi quanto mi sa di quotidiano questo aneddoto.
    Basta vedere alle conferenze stampa l’aria sedata che hanno tutti i giornalisti. Non è possibile che su 50 non ce ne sia uno che non ha una domanda furba o fastidiosa.
    Il vero problema è quello dei direttori di testata, che accettano certi patti per salvarsi il culo, costantemente e anche in prospettiva.
    Credo.
    Riv tu che sei del mestiere che ne dici?

  2. river Says:

    Dico che si deve essere liberi di chiedere tutto.

    Ma questo non avviene. Mai.

  3. xandro86 Says:

    Perchè esistono giornalisti oltre Santoro e qualche altro comunista in Italia?

  4. Gan Says:

    Xandro, ci sarebbe Travaglio, che comunista non è.

  5. xandro86 Says:

    GAN ti chiedo scusa xkè non sono stato chiaro…
    quando parlo di “comunisti” intendo tutti coloro che non hanno una visione berlusconiana della politica.. ;)

  6. ronin Says:

    Ci sono, ci sono.
    Confusi in un mare di merda.

  7. Estathe Says:

    Come già citato da Gan, c’è ancora Marco Travaglio che si può definire uno degli ultimi giornalisti.
    Insieme alla Milena Gabanelli di Report.

    Altri pochi ne vedo, anzi, ne leggo.

    E anche solo dalla semplice gavetta che sto facendo io, ne vedo già di conferenze stampa dove nessuno fa domande scomode.

    Quando ero andata all’incontro proprio con Travaglio, per la presentazione del suo nuovo libro, il mio direttore aveva specificato: “E’ una persona di parte lui, dirà cose molto forti, tu cerca di sorvolare sui fatti e scrivi molto riguardo il contorno, dov’era, quanta gente c’era, se sono state fatte molte domande, ecc”

    Sperò però un giorno di poter essere considerata una “giornalista scomoda” :)

  8. Pepello Says:

    @Estathe: certo che sentire che Travaglio sia considerato di parte solo perché racconta dei fatti (anche se le opinioni di tanto in tanto ci sono, ma almeno parla dei fatti, dagli altri non ne ho ancora sentito uno che sia uno O_o) mi fa troppo incazzare. E i giornalisti, poi, perché non muovono un dito? Cosa li trattiene? Vuoi che ti faccia solo domande comode? E io ti faccio le suole in un’intervista al peperoncino, con tanto di resoconto sulla tua pretesa davvero democratica e onesta. Io non sono del mestiere, ma sarebbe davvero così difficile? Quali rischi comporterebbe mai? Possono mai licenziare tutti i giornalisti che dicessero semplicemente dei fatti?

  9. Pepello Says:

    Ah, si: ovviamente il post di prima non è più solo rivolto ad Estathe ^_^

  10. sonia Says:

    Il problema è ovviamente..comunicazione-politica.. che sia tv, stampa o ogni altro mezzo di informazione… anche internet ora lo è.. :P l’informazione o la disinformazione fanno la differenza su cosa e come governare, ma soprattutto chi.
    Buona serata

  11. Victor Ward Says:

    Le iene che fanno interviste dispettose? Certo, ma stanno ben attente dal non toccare il loro padrone.
    C’è qualcuno che definisce i programmi di giornalismo (quello vero) “processi in diretta”, “trasmissioni trappola”, “trasmissioni trabocchetto”, che bisogna dare delle garanzie (GARANZIE!) agli intervistati. Capito? se non dai garanzie sei un ILLIBERALE, sei un comunista estremista massimalista.
    I giornalisti, specie quelli televisivi, a questo punto possono essere soppressi, è il politico che si fa le domande e si dà le risposte. E la tv svelerebbe tutto il suo volto, un mezzo di propaganda e di controllo.
    Si critica la Corea del Nord o qualche altra dittatura ma è solo per invidia e senso di inferiorità, se qualcuno glielo lasciasse fare non aspetterebbero un secondo per tramutare anche l’Italia in una dittatura.

  12. BUDELLODITOMA' Says:

    MA UN GIORNALISMO APOLITICO NO EH?

  13. pg Says:

    Tanto per essere qualuquisti sulla situazione dell’informazione in Italia, mi piacerebbe sapere come sono organizzate le interviste ai politici all’estero, in particolare negli USA. Che questi vogliano le domande in anticipo e’ ridicolo.
    In secundis, Travaglio e’ notoriamente di destra e se vota a sinistra e’ solo perche’ gran parte della destra italiana e’ piu’ che impresentabile.

  14. Estathe Says:

    Infatti Travaglio è un vero Giornalista (con la g maiuscola). Non tiene le parti di un partito, ma parla di FATTI. Ultimamente il mestieri di giornalista infatti, si è ridotto a semplice comunicatore (a volte anche non in italiano corretto) di OPINIONI. Che sono tutta un’altra cosa.

    PEr questo lo ammiro e lo leggo.

    Ed è anche vero che lui stesso ha detto che se non ci saranno comabiamenti radicali con nuove proposte o nuove persone alle prossime elezioni renderà la scheda nulla.
    (non la lascerà in bianco, perchè, sue parole “poi altrimenti la riempono come vogliono loro”)

  15. Dean Martin Says:

    beppe grillo è un altro senza peli sulla lingua…ma quando parla di auto e velocità non ci capisce proprio un cazzo.

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