Parigi/ Assistenti di volo a pezzi.
July 13th, 2007

Volo di ritorno sfortunato: un’ora e mezza di ritardo. Ma quello che più mi ha colpito è il tasso di stanchezza degli assistenti di volo Ryanair. Seduto in fila 1, ero davanti ad una ragazza con la quale ho potuto scambiare qualche parola. Quello per lei era il quinto volo della giornata. Era stanca, e non faceva niente per nasconderlo. Anzi, mentre il collega faceva i conti della merce venduta (una percentuale va ad ognuno di loro), lei si appoggiava ad un’altra assistente, chiudendo gli occhi. I suoi turni sono 6 giorni di lavoro, due di riposo, sei di lavoro e tre di riposo. Oggi ha volato: Roma-Germania-Roma-Parigi-Roma. Mattina-sera. Il nostro aereo ha percorso, in una giornata, otto tratte. Otto. “Se lavori qui, dopo due anni devi cambiare lavoro, perché scoppi”. E ancora: “Non ci fermiamo un attimo”. “La notte si torna sempre a dormire a casa…”. Non si fa troppi problemi a descrivere un lavoro che, evidentemente, non le piace. Anche i piloti, però, non devono passarsela bene. Quelli di questo volo, dopo essere atterrati, hanno dovuto preparare le pratiche per la tratta Parigi-Roma. Dall’atterraggio al decollo è passata mezz’ora. Sarà mica un po’ pochino?
La domanda é: di fronte ad un’emergenza, queste persone – piloti e assistenti di volo – riuscirerebbero ad essere lucidi e reattivi?






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