La morte ti fa bella.
July 25th, 2007

Questa foto di Enrique Metinides mi ha colpito. Protagonista una giornalista e scrittrice. Quel giorno stava andando ad una festa in onore della pubblicazione dell’ultimo libro. Era truccata e vestita elegantemente. Attraversando la strada, è stata investita e uccisa da due auto. Il trucco, la pettinatura, gli abiti non la fanno per niente sembrare morta.
Pruriti e concorrenti.
July 25th, 2007

Se c’è un personaggio che suscita in me pruriti istantanei - leggi: fastidio - quello è Teo Mammucari, con la sua aria da io-sono-più-intelligente-di-te. Più simpatico il concorrente in gilet rosso (farà un po’ caldino…?).

Rivera arriva al Gayvillage.
July 24th, 2007

Venerdì si torna al Gay Village, dove è prevista l’esibizione di Andrea Rivera. In verità, insieme a lui, ci saranno altri protagonisti della prossima stagione del Teatro Eliseo, che ha deciso di aprire le porte ai “giovani”. In particolare, sul palco allestito nel parco delle Cascate, all’Eur, saliranno anche Stefano Ricci e Gianni Forte, con il lavoro “Troia’s discount”, rivisitazione tutta contemporanea e suburbana di un episodio dell’Eneide. Rivera, invece, porterà i suoi monologhi e canzoni.
Vedremo come reagirà il pubblico del Gay Village (che, va detto, alle 21.30 non è mai particolarmente numeroso).
L’anonimo della settimana/ Pelle e profumo.
July 24th, 2007

Questione di pelle. Liscia, coi peli appena accennati, e le uniche increspature salienti sono quelle delle vene. Non riesco a capire se sia italiano o meno. Hai una bottiglietta di tè freddo in mano, che ormai deve essere diventato caldo. Prima di scendere, ti passo accanto. Sono curioso di sentire che profumo hai. E’ dolce e fresco.
Idiozie coraniche.
July 24th, 2007
“Gli uomini comandano le donne perché Dio li ha resi superiori, e perché spendono la loro ricchezza per mantenerle. Una donna brava è obbediente. Chi dovesse temere la loro disobbedienza, deve ammonirle, farle dormire in un altro letto e picchiarle. Se a quel punto obbediranno, non fare altro contro di loro”. Il Corano 4:34.
I romani snobbano i provini per l’Isola dei Famosi.
July 23rd, 2007

L’Isola dei Famosi apre le porte agli sconosciuti. Insieme ai soliti (ex)vip, in questa edizione ci saranno anche persone che in televisione non si sono mai viste prima. E a Roma, in viale Tor di Quinto (presso Mondo Fitness) si è consumata oggi la prima giornata di provini. Divertente. La notizia, per ora, è che i provini sono stati “snobbati” dai più: niente file (tipo per quelli di “Amici”), ma solo alcune decine di persone. Sarà stata colpa del caldo. Eppure si è iniziato alle 14 (per continuare fino a mezzanotte). C’è un ragazzo che si paragona a Walter Nudo per determinazione e per fascino a Lory del Santo (modelli invidiabili, non c’e’ che dire). Ma c’è anche chi passava lì per caso, o quasi. Dopo Roma le selezioni continueranno a Napoli e Milano.
40enni in salute/ Steve Sanders.
July 23rd, 2007

Classe 1964.

40enni in salute/ Johnny Depp.
July 23rd, 2007

Classe 1963.

Iraq/ Per un pugno di dollari.
July 23rd, 2007
Quindici dollari per mangiare una cavalletta viva.
AskRiver/ L’amore non corrisposto per il prof.
July 23rd, 2007

“Ho 24 anni e sono gay. Nessuno lo sa della mia famiglia; solo due amiche. Premetto che stando alle parole altrui, sono un bel ragazzo, piaccio sia dentro che fuori. Ho ragazze e ragazzi che mi vorrebbero, sono modesto e sincero, ma le ragazze proprio zero, ragazzi mi si avvicinano solo checche, nulla contro per carità, ma le isteriche non le reggo. Mi innamoro sempre di uomini errati. Maturi e importanti. Ora soffro per uno solo che è fidanzato con una lei. Credo conviva con lei. Ha 36 anni. Non so se la differenza di eta’ significhi qualcosa. Io vivo di cuore, sensazioni, vibrazioni nell’essere. Lui mi ha dato modo di capirlo, ma il fatto è che io ero suo alunno all’universita’. Lui assistente e io studente. Durante il corso universitario ci sono stati sguardi, ammiccamenti, occhiate… e poi mi sentì che commentavo il suo popo’ con un’amica e da lì diciamo si è mostrato piu’ aperto. Poi è capitato che ho lavorato all’università e da allora è come se avesse preso le distanze…Cerco di non pensarlo, ma non mi riesce. Sto male a tratti. Io vorrei anche parlare di me ad altre persone, ma non so, non avendo una relazione che mi dia forza, sto male. Ho paura di dire di me anche ad un’altra amica/o. In casa non voglio dire ancora nulla, non ha senso. C’è gente che sospetta, di certo, sono un bel ragazzo ma come si dice il classico: “tutti lo vogliono ma nessuno lo prende”. Sarò anche io esigente, ma in ogni caso mi innamoro sempre di chi non si innamora mai. Come devo fare a capire chi ci sta? Devo evitare adesso il professore?. Con lui ho dato l’esame e non ho nulla a che vedere adesso, solo che devo dare la tesi con un suo stretto collaboratore. A volte sono troppo preso dal mio essere che non me ne rendo conto se uno ci prova o meno. Mi blocco o penso ad altro inconsapevolmente”. Filippo.
Partiamo dal professore: è una persona corretta. Sulla mia pelle ho imparato che non bisogna mai mischiare lavoro e amore/sesso. Succedono sempre casini. Laureati e, al limite, solo allora torna alla carica. Quanto alle altre persone che ti circondano: mai sentito parlare di gaydar? Quella lucetta che si illumina quando percepiamo che qualcuno è gay? Ecco, stai certo che se qualcuno proverà interesse per te, lo capirai. Allo stesso modo, se la cosa sarà reciproca, qualcuno che ti dovesse piacere si farà avanti. Non cercare con ossessione “segnali”, “messaggi”. Vivi alla giornata. E, soprattutto, guardati intorno: chi non merita di sapere che sei gay, non è un amico che valga la pena di tenere. Fingere in casa può essere un passo necessario, magari solo fino a quando non andrai a vivere per conto tuo: ma fingere con gli amici è un inutile atto di auto-flagellazione. Un ultimo consiglio: rispetta le “checche”, perché forse soffrono quanto soffri te.
Vanity-osità/ Subdola omofobia latente.
July 22nd, 2007

Spulcio solo oggi l’ultimo numero di Vanity (quello con la copertina luccicante dedicata a Lapo), e resto colpito dall’invervista a un tale Fabio Quagliarella. Il calciatore, che la prossima stagione giocherà con l’Udinese, regala una perla di omofobia latente che neanche il miglior Renato Zero sarebbe stato capace di sfornare.
Ha amici gay?
Assolutamente no.
Mai sentito di calciatori gay?
Mai.
Per caso è mai stato corteggiato?
Mai, per carità.
Ecco, la sua maschiosità ostentata è tutta in quegli “assolutamente” e “per carità”. Paletti piazzati là tanto per chiarire che lui coi gay neanche ci prenderebbe un caffè. E che un complimento da un uomo è apprezzato tanto quanto una lettura di spessore. Sempre che legga qualcosa di colore diverso dalla Gazzetta dello Sport.
Fnac arriva a Roma.
July 22nd, 2007

La Fnac, catena francese specializzata nella vendita di prodotti culturali e tecnologici, arriva anche a Roma, dopo Milano, Genova, Torino, Verona e Napoli. Me ne aveva già parlato, l’anno scorso, un politico, e, nei mesi passati, un collega che si era candidato a fare il portavoce della sede romana tramite un sito di annunci di lavoro. L’ufficio marketing ha spedito a me, ed altri giornalisti, una tessera, valida tre anni, per uno sconto del 10% sui loro prodotti. Ci andrò (si inaugura il 25 luglio). Peccato non sia proprio dietro l’angolo: al centro commerciale Porta di Roma, zona Ikea.
Buondì. Stamattina sveglio dalle 6.30. Fuso orario ancora sballato.
Ingiustizie stradali.
July 21st, 2007
All’aeroporto di Fiumicino i vigili urbani, giustamente, fischiettano e spalettano per evitare la sosta selvaggia, davanti all’ingresso degli arrivi e delle partenze. Così, ad L. che mi è venuto a prendere, non è rimasto da fare altro che aspettarmi in auto.

Uscendo, però, mi ritrovo davanti a quest’auto della municipale, piazzata sulle strisce bianche. Sarò banale, demagogico e scontato: ma non dovrebbero essere i primi a parcheggiare correttamente?
Pedinando il modello.
July 21st, 2007


Incrocio la tuo bionda chioma arruffata (risultato, credo, dei colori di qualche parrucchiere) mentre giochi a carte con un’amica ad una tavola calda di schifezze fritte. Scalo tecnico, di mezz’ora. Infradito (in questo caso azzecatissime, insieme al look da surfista), uno zaino, pantaloncini corti scuri, camminata scoglionata. Sorridi spesso. Ti seguo fino al tuo gate.

Dedico questo post alla bellezza che sprigiona dal tuo sorriso.


India e considerazioni.
July 21st, 2007
Il volo di rientro si divide in due fasi. Prima e dopo l’India. Tutte le volte che ci sono passato sopra ho avuto pessime esperienze. A quanto pare i cieli indiani sono poco raccomandabili. Anche stavolta, il comandante aveva annunciato poco dopo il decollo che ci sarebbe stata “qualche turbolenza”. A un certo punto, però, le cose si fanno serie. Mentre gli assistenti se ne stanno in giro per i corridoi, il comandante dice: “Stiamo per attraversa una zona di maltempo. Gli assistenti di volo si mettano seduti”. Cinque secondi dopo il panico. Mai provata una turbolenza così violenta. Siamo stati sbattuti su e giù, a destra e sinistra per venti interminabili secondi. Ero così spaventato che non avevo un goccio di saliva in bocca. Il tempo di riprendermi, e mi sono sparato sei ore di sonno consecutivo.
Mi rileggo i commenti di questa settimana. Intanto sono rimasto impressionato dai contatti: nonostante il periodo estivo, ieri ho superato i 5000 visitatori unici. Ma quello che mi trova ormai saturo è il tasso di contestazione di alcuni utenti. Non è possibile che se parlo di un bambino che mi ha fatto umanamente sciogliere, si arrivi a tirare in ballo la deontologia professionale (de-che?). Mi si ritiene responsabile della caduta delle foglie dagli alberi di Pechino e si pretendono spiegazioni in merito (e io che ne so?). Vengo considerato uno che, per riempiersi le giornate, crea una rubrica riempiendola di lettere inventate. Come se il mio fine ultimo fosse la popolarità. Se l’avessi voluta, avrei iniziato ad andare ospite nelle trasmissioni in cui mi hanno invitato preferendo piuttosto (a differenza di altri blogger) la dimensione più umilmente anonima.
Il mio mood, nei confronti di questo blog, sta cambiando.
Intanto, ciao.
Cina/ Adieu.
July 20th, 2007


La saletta Vip dell’aeroporto di Pechino è uno stanzone pieno di piccoli divani - appiccicosi, caldi e di un colore indefinibile - e dove l’unica cosa presentabile è il buffet (frutta, biscotti e merendine varie). Del resto sono arrivato due ore prima della partenza: in qualche modo dovrò anche tenermi occupato. Controllo la mia email ad uno dei pc sistemati lungo la parete occupata, quasi tutta, da portatili. Il blog mi ha tenuto compagnia, rappresentando, al pari del cellulare, un legame affettivo (più o meno virtuale) con quello che ho lasciato a casa. Pechino, la Cina, non mi mancherà. Non provo quella sensazione di vuoto, che si prova tutte le volte che saluti un Paese nuovo. C’è un muro impenetrabile, fatto di cultura, lingua e usanze, così diverse e lontane da noi, da accrescere un senso di altro-inconciliabile. Ma il bello del viaggiare è questo. Vedere quanto la nostra prospettiva sul mondo sia piccina e quanto sia sciocco pretendere che quel piatto di pasta-asciutta-al-pomodoro debba essere una sorta di “punto di partenza” della cultura (gastronomica). Ci sono tanti punti di partenza, e ogni volta siamo costretti a mettere in discussione quella nostra noiosa e miope visione italianocentrica del mondo.
In aeroporto mi diverto ad osservare l’infermiera che lavora in farmacia. Mi ricorda i film zozzi di Alvaro Vitali. Riesco anche a tornare nello stesso Starbucks dove ero stato l’anno scorso. E’ strano riconoscere qualcosa di familiare a Pechino.


Ciao blog, a presto.
Rapimento.
July 20th, 2007

Mi ha fatto venire voglia di nascondermelo nella valigia.
Cina/ Last day.
July 20th, 2007

L’ultimo giorno è sempre ‘na pecionata. Le ultime (e uniche) cose da comprare, le cartoline da spedire (mica facile trovare, in ordine: - cartolina; francobollo; buca delle lettere), check-out (che non combacia mai con l’orario di partenza). Così visito freneticamente: lo splendido quartiere delle gallerie d’arte 798 (nonostante qualche schifezza di arte contemporanea) e l’università (immersa nel verde, con tanto di laghetti: foto sopra). E’ la Pechino più giovane e internazionale, quella dove trovi i ragazzi che frequentano corsi di italiano e cercano di fare bella figura; ma dove incontri anche artisti italiani, che sono venuti qui per esibire i loro lavori.
Qui le ultime foto. Sono di corsa. Domani si torna a casa. Il mio cane inizia a mancarmi (come starà?). Anche L., ovviamente.





