Verso Beirut/ Malpensa.

August 3rd, 2007

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Chi cavolo prende l’aereo delle 6.40, per Malpensa per di più? La risposta arriva mentre aspettiamo davanti al gate B1. Il volo è riempito, per metà, da assistenti di volo e comandanti in divisa. Non hanno una faccia sveglissima. Uno di loro chiede al collega se stia pensando di andarsene. Neanche io ed L. siamo freschi, anzi. Credo di essermi addormentato dopo le 2, con la sveglia che è suonata due ore dopo. Ultima acqua alle piante sul terrazzo, un’aspirapolverata generale alla casa (per la gioia dei vicini), doccia e via. La tassista è una tipa che lavora da appena due mesi. Insieme a lei, seduto davanti, c’è un collega. Tutto il tempo del viaggio verso Fiumicino parlerà in una specie di conference call con altri tassisti. Si vanta di correre, e lungo l’autostrada guida tutto il tempo con una mano sul volante e l’altra sul cellulare. Pazienza. Alitalia riesce anche a mandare in tilt i suoi computer alle 6 di mattina. Tutto in panne.

Milano Malpensa. Sole. Sono seduto nella saletta Alitalia Botticelli. E’ stracolma. L. sgranocchia patatine e noccioline (alle 8 di mattina), io sono connesso alla rete Wi-fi. Nove euro per 24 ore. Alle 9.50 si decolla per Beirut, dove il clima è tutt’altro che sereno. Il volo è pieno. Anche qui: chi vola in Libano? Il podologo, ieri, deve aver peggiorato la situazione del mio ditone. Non è riuscito ad estrarre tutta l’unghia incarnita; il risultato è un gonfiore simil-pomodoreggiante. 

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A dopo blog.

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