A cena.

August 21st, 2007

Cena a casa di G.., ieri, in via Salaria e qualche centinaio di numeri civici, in uno dei pochi punti in cui la strada, venendo dal Muro Torto, è contromano. Dieci minuti dieci per prenderla dal verso giusto. G. è un bello studente fuori sede, le cui origini meridionali nulla hanno a che vedere con la carnagione chiara, gli occhi azzurri e i capelli biondastri. Viene da un paesino vicino Napoli, e, nonostante i suoi 20 anni, è già al secondo anno di una (noiosa) facoltà matematica. Era da tanto tempo che non entravo in una casa di studenti universitari. Un mondo che mi è sempre dispiaciuto non aver frequentato, perché penso che si venga a creare un cameratismo unico, alla Pier Vittorio Tondelli di Pao Pao. Prima considerazione: chi affitta agli studenti dovrebbe vergognarsi. Intanto per i prezzi: per una singola, a Roma, si pagano anche 450 euro, con punte di 600. Nell’appartamento di G. si cerca di affittare una doppia a 700 euro. Per non parlare degli arredi, sempre al risparmio. Ah: tutto in nero, si intende, perché tanto le tasse, da noi, le pagano i soliti lavoratori dipendenti. La cena vede l’apporto creativo di tre persone: il primo, con autentici pomodori del Sud (portati in treno); il secondo, polpettine di carne con piselli; il caffè, preparato con macchinetta simile a quelle da bar. Il tutto sotto la vigilanza di un mocio Vileda piazzato accanto al tavolo. Il disordine nelle stanze dei ragazzi fa parte di una scenografia di vita vissuta tra un esame e una sbronza, con variazioni date dalle trombate su letto di Ikea (G. ne ha rotti due) e dalle chattate rimorchieggianti. Spulcio tra le bacheche con cartoline che raccontano il mondo, foto di fidanzati e amici, copie di biglietti e gadget. Apro gli armadi (per scoprire una mutanda ghepardata mai indossata, regalo di compleanno dell’amica del cuore) e leggo i libri (tantissimi sono stati fotocopiati): è lodevole che un 20enne riesca a leggere la Fallaci. Nel bagno, sopra al lavandino con i cinque spazzolini e tre dentifrici (ma non ne basta uno?), quella che è una delle poche regole tassative della casa, scritta a penna su un foglio di carta: “la pezza blu si usa per il lavandino, quella rosa per il water”.

Io parlo del mio lavoro da vecchio. Loro del prossimo esame di filologia germanica e di questo o quel prof. Uno scambio emotivo che, per una sera, mi fa accarezzare le corde di un passato simile nella sua pur profonda diversità.

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32 Responses to “A cena.”

  1. torrente Says:

    il post è bello, ma ha una pecca: li luogo comune (suvvia, proprio da te non me l’aspettavo)sulle tasse: io, come artigiano, ho il 65% di pressione fiscale e PAGO TUTTO.. e non sono nemmeno un caso raro.

  2. simo simo Says:

    commento stupido e banale ma lo faccio lo stesso, scrivi benissimo!io nn riesco mai a mettere due parole in croce!:) un baciotto river

  3. river Says:

    A quanto ne so, un sacco di gente che affitta a studenti, lo fa in nero.

    Non è un luogo comune. I lavoratori dipendenti le tasse le pagano, sempre. Lo stesso non si puo’ dire dei liberi professionisti.

  4. giuuu Says:

    post che rispecchia appieno la situazione degli studenti fuori sede: bellissima, nonostante il perenne disordine, la pulizia e l’igiene non sempre al top e i pranzi e le cene “arrangiate”. un’esperienza che invece uno studente che non può permettersi i costi elevatissimi non può fare. è il mio caso. ma mi sarebbe piaciuto molto.

  5. etero Says:

    condivido in pieno, anche a me sarebbe piaciuta quell’esperienza…certe volte penso a quanto sia più facile convivere con estranei a 20 anni. ora (che ne ho 30) mi infastidisce persino svegliarmi con una con cui ho xxxato la sera prima…stamo a invecchià riv

  6. vicolo Says:

    ha ragione simo simo, scrivi davvero bene. Bravo!

  7. etero Says:

    beh, non so dove stai tu Prada ma a Roma le zone studentesche non mi sembrano né brutte né fatiscenti (Africano, Trieste, S. Lorenzo, Piazza Bologna)

  8. ciccio Says:

    ho vissuto una situazione analoga. lo scorso week end è venuto a casa del mio fidanzato un suo amico. qui il profilo: 24 enne neo laureato etero esteticamente mozzafiato. ebbene, tralasciando l’aspetto fisico, quello che più mi ha fatto pensare è che a trentanni le cose che racconta un 24 enne le hai gia sentite, le hai gia vissute, ma quando le riascolti, da un altro, è come fare un tuffo nel passato. dopo tutta la giornata, una volta a letto con il mio maschietto gli ho detto: “certo che è proprio un’altra vita…” eh già… la luce del comodino si è spenta. al posto del telefonino scassato oggi c’è un palmare che continua a squillare, la ricreazione è stata sostituita dal caffè con il collega, l’interrogazione con una pallosissima riunione.. ma ci sono cose, oggi, a cui non rinuncerei mai…. eh già un altro momento della vita..

  9. carlo Says:

    bel post
    mi ha fatto ritornare indietro nel tempo.anche io studente fuori sede.
    io e mia moglie (anche lei studentessa fuori sede ) ci chiediamo : nostra figlia se frequenterà l’università cittadina si perderà qualcosa? il distacco dalla famiglia non è una bella spinta alla crescita? non che chi viva in famiglia l’esperienza universitaria, preparatoria alla propria vita futura, sia “meno” pronto…ma il cordone ombelicale italiano è così resistente e coriaceo….
    grazie river, un flash back di 20/25 anni è un bel viaggio. ;)

    p.s. credo che la tua scrittura negli ultimi tempi sia ritornata brillante e piacevole come da un pò di tempo non mi sembrava.(parere assolutamente personale )
    thanks.

  10. blokx Says:

    OnTopic: mi unisco al filone di gente che sottolinea le tue qualità di scrittore, e aggiungo che se metà dei giornalisti italiani avessero un uso della lingua minimamente vicino al tuo, sarebbe già un passo avanti.

    OffTopic: qualcuno mi spiega dove trovare quei cacchio di banner piccoli che Riv tiene sulla destra?

  11. river Says:

    Quei banner si trovano nelle varie directory cui è iscritto il blog… e grazie delle belle parole, anche se mi imbarazzano molto.

  12. simo simo Says:

    be che gli affitti degli studenti sono alti è un dato di fatto, pero mettiamo anche che tutti cercano casa a due passi dall universita e da studente di economia quale sono ricordo a tutti che piu la domanda cresce ,a aprita di alloggi ,piu il prezzo sale, io vivo in famigli , in periferia per poco nn sto fuori il raccordo e per andare all universita ci impiego un oretta e mezza tra autobus e metro ( due) se gli studenti si spostassero in queste zone con quello che pagano per una stanza prenderebebro un monolocale o anche qualcosa di piu.. a tutti paice vivere al centro me incluso!!!

  13. paquito Says:

    per quanto ne so io da qualche anno la finanza chiede agli studenti fuori sede notizie sulla loro sistemazione universitaria. sull’efficacia non so dire, ma questo è un altro discorso.

  14. fert Says:

    Avete già scritto quasi tutto…posso solo aggiungermi anch’ io al coro dei BRAVO, BRAVO per il modo di scrivere del capo! ;-)

  15. tempestaelettrica Says:

    da studentessa universitaria posso dirti che dalle mie parti si affittano anche le case popolari in nero ai fuori sede …e “Un uomo” della fallaci è stato il mio libro preferito tra quelli letti a 16 anni ;)bella descrizione river!

  16. tempestaelettrica Says:

    intendevo dire:a me non sono risultati così pallosi e difficili i suoi primi libri…certo eh che per alcuni della mia età già leggere un libro è un’ardua impresa;)

  17. Precipitevolissimevolmente Says:

    wow
    da quanto tempo non c’erano questi commenti su situazioni, su persone…

    sembrano tanto i tuoi vecchi resoconti degli incontri in chat…

  18. Matidio Says:

    Vorrei leggerne di piu’. Racconti scritti meno in fretta fra un viaggio o l’altro, forse in meno nella somma totale ma piu’ rilevanti e degno di essere letti con attenzione, meno ispirati da altri blog ma piu’ dallo proprio spirito d’osservazione ed il dono dell’immedesimarsi. Storielle scritte in uno stile scorrevole e piacevole. Come questa qua. Complimenti.

  19. Marco Says:

    Mi unisco ai complimenti degli altri lettori, ma vorrei porti altre domande. Alla fine, con questo G. c’hai scopato? Non sarà troppo giovane per te? E poi… quel commento sui letti Ikea, ha lo scopo (nemmeno tanto nascosto) di farcelo immaginare uno stallone?

  20. Bellissimo Says:

    In genere, almeno a Roma, le persone che affittano camere, a nero, sono lavoratori dipendenti o pensionati. Ho cambiato tre case e tutte quante avevano questa tipologia di “padrone”. Altro che rispettosi della legge! Guardate gli insegnanti pubblici, non fanno un cazz.., hanno mesi di ferie pagate e poi danno lezioni private senza dichiarare nulla al fisco.

  21. Bellissimo Says:

    River, mi raccomando: metti sempre il preservativo…

  22. river Says:

    G. è un mio tenero amico, niente di più.

    Ultimamente ho più voglia di scrivere, di usare questo spazio per pensare. Passerà? Non lo so.

  23. fert Says:

    Beato G.!! Speriamo sia consapevole della fortuna che ha!!!

  24. manuel Says:

    a me river piace anche, anzi soprattutto, quando posta materiale trash, e quando è più superficiale. in genere chi studia dopo il diploma mi sta sul cazzo, mi sembra che non lavorerà mai, mi sembra il solito tipo che se la tira, che si fa mantenere da mami e papi; sono pochi gli studenti/lavoratori, e sono quelli che solitamente si rompono il culo per arrivare al proprio sogno. io che faccio? momentaneamente mi accontento, chi vivrà vedrà.

    bella l’idea di chiudersi nel ciesso di case di amici o anche sconosciuti, fotografare e postare. ^_^

  25. alex Says:

    Cia sono uno studente universitario furi sede.
    Per mia esperienza personale meglio…. il nero !!!
    Di solito i contratti li fanno i padroni di casa che si affidano ad un’agenzia immobiliare :ti trovi a pagare una mensilità all’agenzia , due mensilità(a volte tre) di caparra e la mensilità del mese corrente …considerando che una camera decente in una zona vicina all’uni costa almeno 450 euro arriviamo a 1800,00 euro ….LA GENTE STA DI FUORI !!!

    p.s. Vorrei comunicare l’odio e l’invidia che provo per la mia amica Cinzia che ha trovato casa a p.zza di Spagna a 350 (camera singola!)…….Grande ODIO

  26. Precipitevolissimevolmente Says:

    amico “tenero”
    aggettivo per nulla chiaro…
    G poteva essere un buon amico, un caro amico, un amico di vecchia data…
    ma tenero…
    su river dicci la verità :PPP

  27. torrente Says:

    river: tanti lavoratori dipendenti fanno un secondo lavoro completamente a nero, lo sai…ma questo è un po’ off topic e non mi voglio dilungare.

    i.t.: a me è mancata questo tipo di esperienza, perchè l’università l’ho fatta nella città dove abitavo. l’ho potuta vivere solo di riflesso grazie ad un mio amico che aveva casa per conto suo, una casa grande e tutta per sè, un posto e una condizione che francamente gli invidiavo.
    ero più o meno sempre lì, ma non era la stessa cosa che viverci.
    uno dei miei migliori amici ha 21 anni meno di me, potrebbe essere anche mio figlio, mi ha fatto ritrovare la capacità di ridere e scherzare con quel modo giocoso e un po’ surreale di quell’età, e la cosa bella è che ho scoperto di esserne ancora capace, con in più tutta la maturità di adesso.
    No, non mi sento vecchio, e adesso mi sono ricordato River, che una volta mi hai chiesto quanti anni avessi, perchè, mi dicesti, “scrivevo da giovane”.
    Sarà stata l’impresione di quella sera, ma “vecchio” non lo sei nemmeno tu.

  28. pg Says:

    I miei post preferiti.
    Aggiungo che anche noi abbiamo un dentifricio a testa, per fortuna visto che gli altri spremono il tubetto dal mezzo anziche’ dal fondo. E nella mia (ancora per poco) citta’ del cavolo, una singola costa, per dire, 180 euro con contratto. (almeno quello…)

  29. liber Says:

    non solo hanno tre tubetti di dentifricio, ma anche tre shampoo… e tutti Fructis!

  30. Supersimo Says:

    Tanto per fare il secchioncello della situazione…
    A 21 anni anch’io ho già letto la Fallaci….
    xD

  31. Pizzicotto Says:

    Alla fine te l’ha data?

  32. simonchio Says:

    Ti stupisci del fatto che a 20 anni legga la Fallaci?
    Io mi stupisco del fatto che tu ti stupisca…
    Avessi detto La Recherche, Guerra e Pace o Finnegans Wake sarei stato pure d’accordo…
    Ma pamphlet del genere (seppur di spessore)…
    Povera Italietta.

    A proposito, anche io sono in nero. E, tra tutti quelli che ho conosciuto all’università solo una ragazza aveva il contratto. Il piccolo inghippo è che ha il contratto come unica inquilina dell’appartamento, che magicamente però affitta in nero ad altre per coprire tutte le spese. Ingegnosa, no?

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