Oscillazioni metro-politane.

August 23rd, 2007

Il corpo oscilla lentamente, prima a sinistra, finendo contro le due barre in alluminio; poi si flette in avanti, come una pianta troppo pesante, che però non riesce a spezzarsi. Non cade mai, rispettando una sequenza non scritta di movimenti senza senso. E’ la classica condizione di chi si è appena fatto di eroina e che ho imparato a conoscere dai tempi delle superiori, quando incontravo i tossici sotto casa di F. tra i cespugli e gli alberi che costeggiano la linea ferroviaria. Sono seduto in metro, tornando da una giornata di ordinaria afa, con l’aria condizionata che sembra essersene andata in ferie, e i tassisti (due) che preferiscono guidare coattamente col braccio appoggiato al finestrino abbassato. L’uomo ha 40 anni, ma forse sono 30 e la droga gliene ha affibbiati d’ufficio dieci in più. Gli occhi sono socchiusi. Occupa l’ultimo posto di una fila da 4, completamente vuota. La gente, di fronte a quei movimenti ondeggianti, ha preferito alzarsi e rifugiarsi nella sicurezza fisica offerta dalla prevedibilità di un vicino di posto più rassicurante. Chi lo guarda, con pietà. Chi con schifo. Chi lo ignora. E chi poi ci scrive sopra un post nel suo blog. Penso che a quest’ora sia arrivato al capolinea, buttato giù dal conducente. O forse è riuscito a scendere da solo, perché l’eroina dopo un po’ si è confusa nel tuo sangue e ti torna a concedere qualche sprazzo di lucidità. Quanto basta per trovarti la dose successiva.

Isolato nel suo mondo vive una lenta deriva verso l’auto-annientamento. E io lo guardo.

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21 Responses to “Oscillazioni metro-politane.”

  1. torrente Says:

    questo post mi apre una serie di finestre che mi porterebbero a scivere un fiume di commenti, ma non voglio essere invadente.
    In primis tutti i ricordi degli anni nei quali ho fato volontariato in una residenza assistita per il recupero dei tossicodipendenti.
    ma preferisco soffermarmi sul fatto che tu abbia fissato questo incontro in un post.
    Mi riporta ad una volta in cui, Fuori dalla Stazione Termini, vidi un uomo (uso di proposito il termine uomo, non barbone) che cercava qualcosa da mangiare in un mucchio enorme di immondizia, letteralmente una montagna maleodorante di piatti di plastica sporchi che copriva il cassonetto.
    avrebbe potuto essere mio padre. Già in treno, tornando a casa, cominciai a disegnare, e nei giorni successivi mi misi di impegno a dipingere un quadro che raffigurava quella scena, un quadro che mia miglie non riesce a guardare perchè le trasmette troppa tristezza, lo feci perchè per quell’uomo non avevo fatto nulla, ma almeno non volevo domenticare certe cose.
    E tu, perchè l’hai postato?

  2. ConsorzioManzetti Says:

    io direi legalizziamo le stanze del buco… molto spesso i tossici confinati ai margini delle periferie diventano pericolosi per se stessi e per gli altri…

  3. giuuu Says:

    che tristezza!

  4. TeoLove Says:

    Christiane F.
    Un Libro sconvolgente che ha lasciato un segno.

    River ?
    Un Post diverso da tutti gli altri.

    La droga è qualcosa di infinitamente subdolo.Si infila tra noi giovani, tra noi piccoli, e si presenta come una cosa “figa”. Naturalmente molti le si avvicinano. Alcuni la snobbano. Altri la cominciano a conoscere e poi non se ne separano più finchè lei un giorno li pugnalerà alle spalle. E loro rimarrano lì, probabilmente stesi per terra o su qualche panchina desolata, immobili uccisi da quella che ritenevano la loro salvezza, ciò di cui avevano bisogno per dimenticare tutti i problemi e le complicazioni della vita…

    Purtroppo così va il mondo. L’uomo ha sempre cercato fin dall’antichità qualcosa che alleviasse il suo “tedium vitae” e penso che di gente a rota sul treno la continueremo a trovare….
    Bisogna avere forza…. Sempre

  5. GIOELE Says:

    ma dai!
    come siete tragici….aveva solo mangiato troppi fagioli!
    e fare le puzzette in metro non è molto chic.
    anke io avrei reagito come lui :D

  6. tempestaelettrica Says:

    Già…Sarà che ho letto i ragazzi dello zoo di berlino a 14 e mi scagazzai addosso per le storie di prostituzione e di miseria…ma non ho mai avuto/sentito la spinta di assumere droghe…Sono abbastanza alienata di mio

  7. BUDELLODITUMA' Says:

    CHE AMAREZZA

  8. will Says:

    nn so se certe persone meritano addirittura un post. nn so neanche se mi fa pena o schifo! certe scelte di vita nn le sopporto!

  9. Anonymous Says:

    will, chi l’ha detto che sia una scelta??
    già da più di 10 anni sono spariti i tossici “di protesta”, tipo sessantottini per capirsi, uno dei problemi più grossi nel recupero delle tossicodipendenze è proprio questo. mentre prima nelle persone che si bucavano “per scelta sociale” trovavi comunque una volontà , delle motivazioni su cui far leva per il recupero, ora questo tipo di persone non esiste quasi più, e se una persona non ha motivazioni, non fa scelte, ma subisce più o meno apaticamente, è molto più difficile aiutarla.

  10. torrente Says:

    scusate, il commento qui sopra è mio, Torrente.

  11. will74 Says:

    Scusate ma proprio non ci sto. Scusate ma non trovo NULLA per poter anche solo vagamente giustificare quella che E’ UNA SCELTA, perché NESSUNO ti punta una pistola alla testa per farti drogare. Chi mi conosce sa quanto io possa essere accomodante e tollerante, ma sulla droga non ce n’è: chi si droga se l’è cercata. Poi diventa una necessità, ma parte come VOLONTA’, come ricerca di sballo, di evasione. E manca poi la volontà di smettere. Problemi a casa, di cuore, al lavoro o quant’altro? E chi non li ha? Io sbatto la testa tutti i santi (..) giorni contro i miei problemi ma non mi drogo; posso riempire il fazzoletto di lacrime nel silenzio della notte ma creandomi un problema non troverò mai la soluzione. Vogliamo citare chi, fatto di “il diavolo sa cosa” (una droga vale l’altra!!), si mette alla guida e falcia le persone o provoca incidenti uccidendo ignari innocenti? Mi spiace. Non tollero. Chi è colpa del suo male pianga se stesso.

  12. O. Says:

    dico una banalità, ma è proprio questo che penso (non mi capita spesso pensare cose non banali, perdonatemi): mi mette tristezza e mi spiace veramente vedere un giovane buttarsi via così.
    Lo so, ci sarebbero tante cose da dire.. ma qui mi pare non si possa andare olte i 700 gr. ;)

  13. O. Says:

    e del resto non mi va di andare oltre, eh… no, tanto per esser chiari… :)

  14. will Says:

    grazie per chi mi appoggia sul fatto della “scelta”.
    continuo a pensare che questi fatti accadano per scelta proprio, magari dovuta a debolezza. Se caratterialmente siamo forti riusciamo a scegliere la strada giusta anche davanti a tante difficoltà che ti pone la vita.
    Lo dico perchè ne ho passate tante anche io e se mi fossi lasciato andare probabilmente nn so dove sarei ora, se in cielo o in terra.

  15. torrente Says:

    anche io se mi fossi lasciato andare non sarei qui, uno dei miei migliori amici non c’è più, ho rispetto anche per chi è più debole di me.

  16. river Says:

    Fabio, grazie del commento.

  17. Bimba Says:

    prima di giudicare, mi chiedo il motivo, il perchè di queste persone, spinte a cercare aiuto in un vortice di cui la fine spesso è la morte..
    penso che non sia una scelta ne una protesta, credo sia un CHIEDERE AIUTO a un mondo che spesso ci corre davanti e per stargli dietro, per trovare la forza di affrontarlo c’è chi si rifugia in maschere, forze create da un grosso punto nero della nostra generazione La droga, sono stata vicino a quelle persone.. fin da piccola.. e quando capisci te le tieni lontane!

  18. Anonymous Says:

    è un chiedere aiuto non dichiarato, in modo incosapevole..

  19. will74 Says:

    Qui entriamo nella filosofia profonda rasentando il patetico/ridicolo…adesso mi direte anche che chi si alcolizza lo fa perchè ha la necessità inconscia di curare il freddo ai piedi…

  20. O. Says:

    è troppo banale giudicare le scelte di una persona quando si ignora l’ordito che sta dietro quelle scelte. Ignorarlo consapevolmente, invece, secondo me è da sciocchi. Tutti pensiamo di aver vissuto dolori immensi e sofferenze inumane, da cui ci siamo liberati da soli… salvo poi guardarci un po’ attorno e vedere che siamo banalmente in compagnia di milioni di persone.
    Io mi sento fortunato, nella vita ho avuto una famiglia forte e degli amici con le palle, che mi sono stati vicini quando sono stato “debole”. Non lo so dove sarei potuto finire, quel futuro non l’ho mai visto.
    Mia madre ha avuto una famiglia devastante e amicizie da dimenticare: quand’era giovane, e sicuramente sarà stata “debole” pure lei, ha dovuto inventarsi quella forza che non le dava nessuno dall’esterno. Probabilmente è più forte di me. Ma anche questo non lo so e non è dato saperlo.
    E’ dato sapere, invece, che in natura vince il più forte… sei un amante della natura, will? :)

  21. will74 Says:

    O.: il mio concetto è molto semplice: ritengo che nulla possa giustificare la SCELTA di una vita con la droga.
    Dietro può esserci quel che ti pare, mi spiace ma la sostanza resta la medesima. Ti assicuro che io non sono una persona, come citi tu, “forte” e della mia famiglia è meglio non parlare, ma ho un cervello e faccio le mie scelte; non parliamo di “a me piace il cioccolato fondente e a te al latte”, ma di scelte che portano a conseguenze -lo sappiamo tutti- che vanno dal “banale incidente stradale” (pensa se fossero stati i tuoi ad essere falciati da una donna “fumata”) alla morte. Ben venga chi ne vuole uscire e chi vuole aiutare in tal senso, ma io la vedo così: non giustifico, non scuso e non mi faccio intenerire, perchè uno dei mali peggiori del nostro paese è l’impunità data da un’eccessiva indulgenza di leggi e giudici. Inconsciamente siamo tutti consapevoli che delinquere, a vari livelli, è spesso una passeggiata…

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