Stagista-chic: Scambia l’ufficio per una passerella dove sfilare con l’ultima gonna di Cavalli o la borsa di Gucci regalatele dal fidanzato, che poi la viene a prendere con la Bmw Z3. E’ firmata dalla testa ai piedi. Il suo inserimento è difficile, soprattutto quando il look delle assunte è made in Coin.

Stagista-arrivista: Se tu gli chiedi di lavorare 8 ore al giorno, te ne lavora almeno 10. Si offre di venire a coprire qualche collega malato, e di tappare i buchi aperti da qualsiasi altro dipendente. Ovviamente non è là per continuare a lavorare gratis a vita: idealmente, terminato lo stage, si aspetta un inserimento immediato, e neanche ad un livello salariale base. La domanda fatidica è sempre la stessa: “Ci sono prospettive?”.

Stagista-nun-me-va: Qualcuno deve avergli detto che uno stage arricchisce il curriculum. Ma a lui proprio non va, e così lo trovi nella saletta fumatori una decina di volte al giorno, al bar a prendere un caffè, a chiacchierare col collega davanti alla porta del bagno. Non è malvagio, ma non c’ha proprio voglia di fare niente.

Stagista-di-coccio: C’è chi è portato per fare il giornalista. Chi per fare il medico. Chi nessuno dei due. Ecco: questo tipo di stagista ha sbagliato posto. Non riesce a scrivere due righe due senza essere ridondante o senza infarcirle di errori concettuali.

Stagista-asociale: La dimensione sociale, al lavoro, conta. Perché quelle otto ore bisogna pur farle passare in maniera meno pesante possibile. Ma lui/lei ha la testa fissa sul pc, o sul cellulare, o sull’ultimo numero di Panorama. E, quando si ride tutti insieme, il suo viso non tradisce emozione alcuna.

Stagista-di-professione: Non è al suo primo stage, e anzi il dramma è che ne ha sostenuti diversi, tutti con esito negativo: niente assunzione o contratto. E’ tra lo sconsolato e il rassegnato, ma nonostante tutto continua ad insistere.

Stagista-anarchico: Non tollera l’autorità, di nessun tipo. Certo, alla fine si “piega”, ma te lo fa comunque pesare.

Stagista-super-cool: E’ laureato col massimo dei voti, ha pure fatto un master, è giovanissimo, presenta alcuni tratti dello stagista-arrivista. E’ molto preparato, ma pretende di esserlo anche su temi che ha iniziato a masticare da poco. E vuole sempre l’ultima parola.

Stagista-sindacalista: Otto ore sono troppe, “io rispetto quelle indicate dal sindacato”, “non faccio fotocopie perché non mi compete”, “qui non si rispetta la dignità del lavoratore”, ecc.

Stagista-schiavo: Non dice mai di no. Ma proprio mai. Ti va a prendere un caffè al bar o un giornale all’edicola, e, anzi, non sopporta starsene senza fare niente. Quando sta con le mani in mano, si propone lui stesso di fare questa o quella cosa.

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28 Responses to “La fenomenologia dello/a stagista.”

  1. Andrea Says:

    Tu quali di questi stagisti hai incontrato?

  2. river Says:

    Li ho incontrati davvero tutti. Da qui la fenomenologia.

    Io ero una specie di arrivista-soft.

  3. Emanuela Says:

    Io sono stata una stagista fortunata: ho prolungato lo stage a sei mesi e dopo due mesi di pausa mi hanno richiamato, ora lavoro ancora per loro! Ricordo ancora l’emozione delle prime cose fatte: il G8 di Genova, un derby della Lanterna by night…ah, che tempi!

  4. O. Says:

    io ero tra l’arrivista e il super cool, ‘na via de mezzo… paura, che brutto… vabbè, è andata.
    oddio river, lo so che non dovrei commentare il Twitter, ma non puoi immaginare come son tentato!!! c’ho le ditina qui che pulsano, fremono… resisto!!
    (spero)
    :)

  5. Endymion Says:

    River..come sempre formidabile nelle tue descrizioni!mi mancavano le tue fenomenologie!!

  6. Marcello Says:

    ╔╗╔═╦╗
    ║╚╣║║╚╗
    ╚═╩═╩═╝

  7. ciaoerne Says:

    chi e’ di solito che viene assunto?
    o dipende dal tipo di lavoro?

  8. Ilaria Says:

    Ho sul groppone 6+6 mesi di stage in una casa editrice (dopo i quali ho fatto ciao ciao con la manina e mi sono messa a fare la free-lance, tanto il contratto non me l’avrebbero fatto lo stesso); e, tra me e i miei ex colleghi, più o meno riconosco tutte le tipologie. Tutte azzeccatissime, complimenti. Personalmente mi situerei tra il super-cool e il sindacalista.

  9. river Says:

    Marcello, bel disegnino :)

    Un anno è decisamente troppo.

    Io me la sono cavati con tre mesi, ma in piena estate. Poi sono passato alla vita da freelance.

    Dopo un po’, vale la pena squagliarsela.

  10. etero Says:

    “ero” stagista schiavo :-(
    ora mi sono messo in proprio tiè

  11. river Says:

    Una via di mezzo tra lo schiavo e l’arrivista.

    Certo, se ha un bell’aspetto non guasta. Uno dei miei ex stagisti ora fa l’attore.

  12. Aиgєι ¢яу X_O Says:

    io non ho fatto lo stagista ma durante il servizio civile sono stato obiettore schiavo(fotocopie,caffe’,porta documenti al comune).

  13. river Says:

    Io pure ho fatto l’obiettore.

    Ma quando ho litigato coi capi, li ho denunciati al distretto militare. Ne è conseguita ispezione, e clima abbastanza pesante. Però è stato divertente :)

  14. Aиgєι ¢яу X_O Says:

    Perche’ hai litigato?

  15. rufree Says:

    Che figata le fenomenologie di River.
    Quanti ricordi…io sono stato uno stagista arrivista/schiavo…ma ne è valsa la pena!

    Vorrei aggiungere una categoria:
    STAGISTA EMOTIVO/A
    ha un bisogno disperato di approvazione, quando le fai firmare una e-mail deve madare un sms al fidanzato per raccontargli l’evento. Mendica il saluto del boss e per non sbagliare chiama tutti “dottore”. Di tanto in tanto devi far passare qualche sua idea balzana per evitare che si demotivi troppo.

  16. xxx Says:

    con grande rammarico mi spiace dire che il blog di river non è piu lo stesso..prima si pubblicavano foto di vip nudi ..e ora? solamente cazzate… trovo che sia molto ma molto piu brutto ora

  17. f Says:

    @xxx
    trolla altrove, grazie

  18. river Says:

    Per le pippe davanti ai vip nudi dovrai trovare altro.

    I nudi mi hanno annoiato.

  19. Siegfried81 Says:

    Ciao River
    da molto non leggo le tue pagine.. in ogni caso ne approfitto per segnalare all’attenzione della community che in un locale (un chiosco a riva di cui è sfuggito a me ed al mio ragazzo il nome), sul lago “Minore” di Monticchio, nel Vulture in provincia di Potenza, viene esposto un cartello che dice: “La pista da ballo è riservata esclusivamente a coppie composte da uomo e donna” (letteralmente! ! !).
    Sieg

  20. river Says:

    O gesù.

    Hai qualche testimonianza? Una foto (chiedo troppo, lo so).

    Se è vero, merita un approfondimento.

  21. river Says:

    Siegfrid,

    ho fatto delle ricerche. Sul lago piccolo di Monticchio c’è una discoteca-pizzeria (è l’unica) che si chiama Chiosco 2000.

    Ci ho appena parlato al telefono. Ma ovviamente non sono riuscito a tirar fuori niente. Se ti dò il telefono, riesci a capire se erano loro?

  22. Dean Martin Says:

    Anch’io ho fatto il servizio civile: splendida esperienza che dovrebbero fare molte persone.
    umanamente in particolare ancora siamo una squadra…anche se di amici!

    Spero di non fare alcuno stage!

  23. Gatto Nero Says:

    C’è una unica, piccola cosa assurda in questa carrellata, e riguarda una frasetta detta sullo stagista arrivista.
    “Ci sono prospettive?”. Non dovrebbe neanche chiederlo. Ci DEVONO essere prospettive ( prospettiva = se sei bravo, t’assumo; o se hai imparato, ti assumo ).
    Invece, come in praticamente tutte le redazioni, non c’è ALCUNA prospettiva (a meno che tu non sia enormemente bravo o abbia degli appigli altolocati. E no, non mi venite a dire che non è così…).

    C’avete sfiancato (plurale dei giornalisti professionisti che gestiscono le assunzioni), c’avete demoralizzato.
    Nella “redazione” dove lavoro, testata non registrata fra l’altro, abbiamo fatto un piccolo calcolo: ho davanti OTTO mesi di stage, poi almeno uno o due anni di contratto a progetto (se mi va bene).
    Ho già fatto sei mesi di stage all’ANSA (oh, e chi si loda si imbroda, ma se ti lodano gli altri?) più due mesi in una redazione telegiornalistica.
    Forse arrivato ai miei trent’anni potrei avere un’assunzione decente. Forse.

    Ecco, magari aggiungi al bestiario un altro tipo di stagista, così mi ci posso identificare: lo stagista che s’è rotto il cazzo.
    Lo stage dovrebbe insegnarti il mestiere, invece in questi mesi ho finito solo per disimpararlo.

  24. The Best Says:

    Per molti datori di lavoro, lo stagista è solo una forza lavoro in piu, sotto o per niente remunerata.
    Che poi, gli venga insegnato qualcosa o no, bhe, è un altro discorso…..
    (ragionamento di un quasiasi imprenditore o ente pubblico. Non vi sono differenze)

  25. Dean Martin Says:

    l’ente pubblico assume per concorso, per cui lo stage è per forza fine a se stesso.

    piuttosto urliamo che se semo rotti il cazzo!

    Bisogna essere umili e rendersi conto di non sapere niente in confronto ai veterani di alcuni mestieri, però anche consapevoli dei propri mezzi e quindi mandare sonoramente a cacare gli sfruttatori col sorriso!

  26. Anonymous Says:

    ahah!!!river hai ragione..io sono tra lo chic e l’arrivista..e non ha la z3 ma la z4!!!:P:P

  27. simonchio Says:

    river, peccato, ti sei perso un futuro stagista arrivista-schiavo (me).
    Chissà quale brillante ed affascinante manager godrà dei miei servigi…

  28. rwidam Says:

    posso aggiungere un’altra tipologia?
    lo stagista stratega
    mi spiego: il tipo in questione è una specie di giano bifronte.
    Arrivista zerbino solo in presenza di chi reputa in grado di assumerlo o di elargirgli altri favori (ma attenzione, lui/lei è di fatto sempre l’ultima ruota del carro), diventa improvvisamente inerte o inabile al lavoro se in presenza di individui che il soggetto non ritiene in grado di essergli utili. Siffatta specie è condannata ad essere sputtanata alla prima occasione, visto che, benché ultimo arrivato, si ritiene più furbo/a degli altri.

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