La giornata postarola odierna sarà monotematica, e dedicata a quel contenitore di cazzate glitterose che è Myspace. Chi mi segue sa che anche io ho la mia paginetta. Qualche foto e video, ma niente di più. Nel mio caso è un altro modo per dire di esserci: un po’ come il cane che marca il territorio facendoci la pipi’ intorno.

Myspace non è solo ragazzine coi primi scompensi ormonali, vip e fan club. E’ anche una valvola di sfogo per chi la voce non ce l’ha più, o ce l’ha solo part time. Come il pubblico di Amici, orfano del microfono, che la regina Maria e i suoi autori distribuiscono quando e come vogliono. Scopro allora il profilo di Simone Sitta, 21enne di Latina, violoncellista. Quello coi capelli lunghi e parecchio antipatico (la versione maschile di Fabiana). L’auto descrizione è sempre la parte migliore dei profili: “Sono ogni piu’ vostro recondito incubo divenuto realtà”, esordisce modestamente Sitta, che poi aggiunge, a proposito delle persone che vorrebbe conoscere: “Mi definiscono un’ esteta; non ho prototipi ben definiti una persona mi deve colpire… e chi lo dice che non lo possa fare”. Tra gli eroi inserisce “se stesso”.

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