Chi mi segue, sa che da un po’ di tempo ho iniziato a frequentare il mondo glitteroso e spammoso di Myspace. Quello che più mi ha colpito è il numero di volti potenzialmente spendibili, sia nella moda che nella pubblicità. Alcuni ragazzetti ne sono consapevoli, e usano il loro myspace per farsi notare o come biglietto da visita. Da oggi, e fino a quando mi sarò stancato, presenterò, di tanto in tanto, ragazzi con un viso da premiare.

Si comincia col 19enne Richie, di Belton, in Texas. A guardare le sue foto si capisce che: ama farsi fotografare, e soprattutto adora essere circondate dalle ragazze. Richie si definisce etero e fidanzato. Odia: i poliziotti, andare in chiesa, gli americani che non sanno parlare inglese, chi è in ritardo. Ama invece: le more, parlare in cam, guidare veloce.

Qui altre foto.

Criniera/2.

August 20th, 2007

Il re del riporto è giapponese.

Criniera.

August 20th, 2007

Magari mi sbaglio. Ma ieri sera sono rimasto colpito dai capelli di Lucio Dalla. Folti, sembravano nuovi di zecca.

Mirabilandia porno.

August 19th, 2007

Reduce da una gitarella a Mirabilandia, E. mi spedisce le foto di un singolare attrezzo trovato in vendita nel negozio del parco giochi. E’ una cintura di castità per uomini, con tanto di tacca anti-furto.

Sarà mica un po’ complicato spiegare ai bambini di passaggio gli usi di quel coso?

La putt… di Materazzi.

August 19th, 2007

Chi fa il giornalista sa che uno dei più grandi dilemmi riguarda le parolacce riferite da altri. Su questo tema ci sono due scuole di pensiero: trattandosi di un fatto di cronaca, si riportano testuali le parole, tutte; basta abbreviare la parola usando i puntini di sospensione.

Oggi è capitato con la vicenda di Materazzi e della testata di Zidane, trattata in maniera diversa dalle due corazzate dell’informazione. Repubblica.it (come Ansa.it) fa la scelta più giusta: in homepage e nel pezzo usa la parola “Puttana”. Corsera, invece, sembra essere imbarazzato: in homepage scrive “putt…”, mentre all’interno del pezzo usa tutta la parolaccia. Tgcom, invece, risolve glissando in homepage sulla frase incriminata: tutto è scritto nel pezzo.

Gucci e regoline.

August 18th, 2007

Gucci è caro. La mia scoperta dell’acqua calda è avvenuta in un noioso sabato pomeriggio, passato a fendere orde di giapponese spalmati nei vari Prada-Ferragamo-Hermes in via dei Condotti. Gucci è più defilato (è in una parallela), ma i giapponesi, ahimè, ci sono sempre. Su 4 uomini, due erano poco etero. Pazienza. Per il compleanno della mamma, una borsa. Penso fosse la più economica in assoluto. 399 euro. Un dramma.

Ho creato un nuovo link, che ho sistemato nella colonna di destra. Riguarda le “regole” di questo blog. Così, magari, si evitano incomprensioni inutili.

Istigazione a delinquere.

August 18th, 2007

Singolare pubblicità di un’agenzia di incontri, la Ashley Madison, a Los Angeles. Su un cartellone, l’invito a farsi una relazione extra-coniugale. Anche lo slogan dell’agenzia è ancor più sui generis: “Quando la monogamia diventa noiosa”.

Almeno sono sinceri.

pezzo1

“Mapisimo” è il nuovo gioco che mette in vendita il mondo, gratis. Usando le mappe di Google Earth, si dà la possibilità agli utenti di “occupare” qualsiasi pezzo di terra. L’unica regola è: chi prima arriva, è il proprietario. Basta scegliere un segmento, e metterci la propria bandierina: nessun’altro potrà rioccuparla. La terra è stata suddivisa in 510 miliardi di unità: ognuna ha le dimensioni di un campo da tennis. Per partecipare, ci si deve registrare e diventare un cittadino di Mapisimo. Ogni utente può richiedere il possesso di due aree: quelle aggiuntive si pagano. Per ogni amico indirizzato al sito, si potrà richiedere un’area in piu’.

 termini1

Io ho occupato un pezzo di piazza San Pietro e uno della stazione Termini.

savers

Womansavers.com è un sito che vuole “salvare” le donne dagli uomini che mentono e che non sono sinceri sui loro sentimenti. Come? Pubblicando il nome e la foto dei ragazzi incontrati, insieme al voto e un giudizio, spesso impietoso. “Questo tizio non si fa mai le analisi”, scrive una donna a proposito di Roger Gittens di Scardborough; Rick Kneese di Austin “è un bugiardo patologico, che racconta di essere divorziato pur non essendolo”; Mike Carofano “ha due figli e adora essere circondato da più donne”. Lo slogan del sito è: “Ricerca, prima di uscire con qualcuno”.

Mi piace l’approccio morbido degli americani alla privacy.

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“Chi” pubblica, per la prima volta, le foto del figlio adottivo di Maria de’ Filippi, senza alcuna censura. Altri giornali, in passato, avevano raccontato dell’adozione di Maria e Maurizio (avvenuta nel 2004, quando il ragazzo aveva 12 anni): in ogni servizio, però, su precisa richiesta della De’ Filippi, il volto veniva oscurato. Un piccolo accorgimento, per evitare al ragazzo “traumi”. Ora che praticamente tutti i suoi compagni sanno chi è, la sua prima uscita pubblica. Ecco le foto, tenerissime.

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Il ragazzo più invidiato dal popolo di “Amici”. Perché chi non vorrebbe avere Maria come mamma?

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ferrospace

E’ difficile fingere di non essere una star della musica pop. Aprirsi uno spazio su Myspace, metterci delle foto non scattate dal solito fotografo glamour, e appuntarci i propri pensieri. Tiziano Ferro se n’e’ accorto, a sue spese. Mesi fa - e River era stato il primo a dare la notizia - il cantante si era aperto uno spazio sulla popolare piattaforma. All’inizio inseriva scatti che difficilmente si sarebbero visti sulle solite riviste musicali e gossipare. Poi, però, sono arrivati i problemi. Intanto i commenti: vanno approvati dal moderatore, cioè da Ferro. Il che è praticamente impossibile: durante il tour estivo, il tempo per connettersi ad internet era esiguo. Stesso problema con le richieste di amicizia: decine al giorno. Col risultato che, dopo un mese di mancata connessione, Ferro si è ritrovato la casella mail piena con alcune centinaia di richieste. Qualche giorno fa aveve appuntato una breve postilla: “A causa della mia mancanza di puntualità, tendo ad inserire nello spazio amici esclusivamente conoscenti, non vi offendete per carità”. Allora, cosa fare? Deludere i suoi fan (alcuni già borbottavano: “Non mi vuole come amica”?) o chiudere tutto? Ferro ha optato per la seconda, anche perché uno dei suoi chiodi fissi è sempre stato il rapporto con i fan, da non deludere mai. Un rapporto ambiguo, visto che il cantante non ha ancora saputo accettare appieno le conseguenze della popolarità.

Tiziano, look at me! Say

Peccato. Ogni spazio sul web che si chiude, è un canale di comunicazione in meno.

P.s Per chi non lo sapesse ancora anche River ha un suo Myspace. E’ qui.

“Sono Succhiello, di Firenze e ho 24 anni. Premetto che sono un etero, ma in questi giorni mi sta salendo una strana voglia di succhiare qualche scettro ben fatto! Non ho esperienza e voglio solo proposte oral. Non sono mercenario, non ne cerco. C’è qualche bel maschio, gay o trav, che desidera farselo succhiare per bene da me? Non avendo esperienza posso essere istruito. Gradirei, al primo contatto, ricevere una descrizione di cosa vorreste farmi fare, ed almeno una foto del vostro gioiellino, è importante per la mia selezione. Aspetto proposte”.

Questione di polso.

August 16th, 2007

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Jake Gyllenhaal si lascia scappare il polso, mentre parla con quello che secondo alcuni sarebbe il suo fidanzato: il cuoco newjorchese Chris Fischer.

1998, accompagnatore a Londra.

August 15th, 2007

“Pronto, ho un lavoro per te. Ti va di partire per Londra? Due settimane?”. Detto così, nessuno avrebbe rifiutato. C’era, però, una postilla da non sottovalutare. Avrei, infatti, dovuto accompagnare un gruppo di ragazzi e ragazze, tra i 16 e i 19 anni di età, del Nord Italia. Era una vacanza-studio organizzata da un colosso italiano del settore, la Viva, che, a pochi giorni dalla partenza di questo gruppo, si era trovata senza un accompagnatore, causa malattia. Tramite un amico, così, mi arriva questa proposta. Che accetto, senza pensarci troppo. Vitto e alloggio pagati, in un college, oltre ad 800mila lire. Anno 1998, tre anni dopo il mio ritorno dall’America e in piena fase che-faccio-della-mia-vita. Il problema più grosso, sin dall’inizio, era la credibilità. Insomma: avevo 25 anni, in alcuni casi ero poco più che coetaneo di quella mandria di ragazzi i cui pori scoppiavano di ormoni e voglia di cazzeggiare. L’inizio fu pessimo, e rischiai, causa ingenuità/tontolaggine, di essere richiamato in patria. Successe, infatti, che uno dei ragazzi, sicuramente il più bello – un calciatore, 19 anni, biondo e coi muscoli che erano una sfida continua all’aderenza dei suoi jeans – mi chiedesse se fosse possibile condividere la stanza con la fidanzata, anche lei maggiorenne. Io non ci vidi niente di male, e ne parlai con la direttrice del college, una struttura di mattoni marroncini vomitati nel verde, a pochi chilometri da Londra. Lei - una trippona coi capelli nero-tinto - mi rispose con un sorriso, spiegandomi che quella non era la policy della scuola. Poche ore dopo, venni chiamato al telefono della direzione da uno dei mega-capi di Viva-Italia. Mi fece capire che avevo pisciato fuori dal vaso, e che stavano pensando se farmi tornare indietro. Io mi piccai – “scusi, ma queste cose quando me le spiegate?” – ma alla fine non successe niente. La vacanza andò bene, anche se io non riuscivo davvero a farmi considerare un supervisore. Una sera mi ritrovai in pigiama nella stanza di una delle ragazze, dove era stato organizzato un party (ero l’unico che non beveva alcolici, alla faccia dell’adolescenza). Quando a qualcuno non andava di andare a lezione, capivo e salutavo. La mia credibilità subì uno smacco considerevole durante il viaggio di ritorno, volo British Airways Londra-Roma. Le solite turbolenze, e io mi ritrovai mano nella mano con una ragazza del mio gruppo, tra le risatine dei compagni.

Fu una delle volte in cui iniziai a sentire il gap con una generazione verso la quale avrei continuato ad essere fortemente attratto per lungo tempo.