Attentato a Beirut.

September 19th, 2007

Lo so. Non è bello da pensare. Ma a vedere un’autobomba esplodere a Beirut mi è dispiaciuto non essere lì (non ad L., che sta ancora maledicendo la nostra vacanza libanese).

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18 Responses to “Attentato a Beirut.”

  1. Fabio Says:

    e perchè L. starebbe maledicendo quella vacanza?

  2. mr Says:

    river guarda il lato positivo: probabilmente avremmo scoperto chi sei. non penso ci siano molti giornalisti italiani sul posto in genere ;)

  3. simonchio Says:

    beh, tra serpenti, possibili attenati per le elezioni, clima politico rovente, ritardi con aerei, ritorni con virus intestinali…

    River ma un bel villaggio su un’isoletta greca per il prossimo anno?

    No, river, non farlo, perchè stai girando la testa all’indietro, tirando in dentro gli occhi e cacciando bava verde dalla bocca come la bambina dell’esorcista?
    Stavo scherzando :-)

  4. crystijna Says:

    …strano che, con un’affermazione così,non sia ancora scoppiata la polemica…

  5. mr Says:

    crystijna perchè? è un giornalista, ovvio che vorrebbe essere sul luogo dove si svolge la notizia.
    non ha mica detto di voler essere là per vedere morti e sangue ;)

  6. blokx Says:

    la crystijna! ma ciao!!

    ops..scusate ._.

  7. mark Says:

    così ci esplodevi anche tu?… meglio essere in italia..

  8. Xandro86 Says:

    L. ha ragione….

  9. andreas Says:

    L.ha ragione
    R.ha ragione
    river sei un giornalista,e questi desideri sono normali,soprattutto se nel racconto che ne hanno fatto i media,ti è sembrato mancasse quel qualcosa che ha ti fatto sentire poco partecipe,benchè il fatto si fosse svolto in luoghi a te noti.
    Ad L.nessuno credo possa dare torto,ed io che nn vado nemmeno sulle montagne russe,figurati.
    Come dirsi:”No,nn voglio che tu parta”,oppure:”No,nn vado per farti stare tranquillo”?alla fine si cerca quasi sempre il proprio interesse,ci si separa momentaneamente;gli’L della situazione staranno per qualche giorno col patema d’animo,mentre ai river spetta il sacrosanto obbligo di tranquillizzarli fino alla nausea.
    E poi scusatemi,se questi problemi mi sembrano tanto più grandi di me,e tanto lontani,ma con davanti un cornetto caldo,e un bicchiere di latte freddo,alle ore 03.47 posso dirmi in pace con il mondo.

  10. mic Says:

    Beh, senza troppa polemica è proprio questo tipo di commento river che mi rende la razza dei giornalisti così estranea.. sembra che ci sia più gusto del macabro e del feticcio nella tua affermazione che desiderio di poter dire al mondo quali atrocità si compiono ogni giorno.
    bonagiornata

  11. crystijna Says:

    Caro Mr, ma dai, River è un giornalista?
    …ironizzavo solo sul fatto che spesso certe deformazioni professionali di questo tipo non vengano comprese da chi non fa questo mestiere…

  12. somis Says:

    da quasi-futuro-giornalista, penso che se ci fosse più gente come river i giornalisti non sarebbero così malvisti dalla gente (vedi la folla munita di microfono e registratore che assale i familiari delle vittime di qualsiasi tragedia) e i nostri tg/giornali farebbero un po’ più Informazione, con tutti gli annessi e i connessi (leggi: non parlerebbero solo di paris hilton).

    @mic: non mi sembra che river abbia detto “voglio vedere i cadaveri e il sangue”, no?

  13. crystijna Says:

    Somis, se già parti così, non hai capito una mazza di giornalismo: il giornalista è un pezzo di merda, che DEVE intervistare i familiari delle vittime perché DEVE capire la notizia: io ho passato giornate intere in camera mortuaria, solo per aspettare i parenti delle vittime, per chiedere loro la foto. A volte anche per stargli vicino e volergli un po’ di bene. Ma anche odiandoli profondamente o fregandomene assai del loro dolore.
    Il tuo intervento è pieno di demagogia: anche River parla spesso e volentieri di cazzate, del divo stupido del momento, di gossip e anche di Paris Hilton.Hai toppato.
    Premi rewind.

  14. river Says:

    Pezzo di merda?

    Io non mi sento così. Mi sento uno che racconta la vita.

  15. somis Says:

    è vero, river parla anche di cazzate, di paris hilton e di gossip. ma sa anche parlare di argomenti più seri (lo dimostra questo post), e sicuramente non li tratta allo stesso modo. o, almeno, sa bene che in questo post c’è un argomento leggero, in quello c’è un argomento serio.
    per quanto riguarda il pezzo di merda, io penso che al lettore/ascoltatore/telespettatore non interessi proprio niente di vedere/ascoltare/leggere le parole di un parente straziato dal dolore, anche perchè le domande (e le risposte) sono sempre le stesse. domande del tipo: “come si sente?” sono completamente inutili in certe situazioni. e vedere la folla di giornalisti che assale gente che vorrebbe solo piangere in pace mi provoca sempre un misto di rabbia e pena. detto questo, io non ho mai avuto esperienze del genere, quindi mi fa piacere avere le testimonianze di chi giornalista lo è per davvero.
    p.s. river, bella la definizione “mi sento uno che racconta la vita” ;)

  16. simonchio Says:

    Mah, secondo me cry per pezzo di merda intendeva uno che va sulla notizia senza falsi moralismi e con una punta di cinismo che gli permette di estraniarsi un pò dalle emozioni “umane” per cercare di catturare l’essenza della notizia, senza farsi sconvolgere dal dolore che annebbia e rende parziale il resoconto.
    Po esse cry, oppure non ho capito niente manco io?

    Cmq se le notizie di gossip vengono date un motivo ci sarà, no?
    Io personalmente non mi sono perso una puntata di “le mie prigioni” di Paris su tg.com. E lo ammetto anche senza vergogna! Che risate!

  17. crystijna Says:

    Avrei dovuto virgolettare, intendevo esattamente ciò che poi ha spiegato Simonchio. Ultimamente ho molte difficoltà nel far capire ciò che intendo io, attraverso ciò che intendono gli altri. Chiedo venia.
    Ad ogni modo, intendevo dire, in soldoni, che il giornalismo “da sciacalli”, spesso è giornalismo, e pure buono, anche perché, appunto “racconta la vita”(e la morte).

  18. a31257104 Says:

    A volte penso che tu non sia provocatore ma semplicemente celebroleso

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