Sono un apostata.

September 24th, 2007

Confesso una cosa: prima di ricevere la mail di Oscar non sapevo bene cosa significasse il termine apostata.

Dal sito dell’Unione degli Atei: “Lo ‘sbattezzo’ si chiama apostasìa. Esistono tuttavia delle differenze: l’apostasia, stando al Codice di diritto canonico, è ‘il ripudio totale della fede cristiana’ e non ha bisogno di essere formalizzato; lo ‘sbattezzo’, invece, è proprio la formalizzazione, in ottemperanza alla legge italiana, dell’abbandono della Chiesa cattolica“.

Come funziona: si manda una letterina, con raccomandata, al proprio parroco, chiedendo di essere cancellati dagli elenchi (neanche sapevo esistessero…) dei fedeli della chiesa cattolica apostolica. Quando la pratica è stata conclusa, si riceve una letterina, che ufficializza il tutto. Qui la missiva ricevuta da Oscar, con l’indicazione delle conseguenze che la sua richiesta comporta.

Perché si fa? “Non sono più cattolico da diverso tempo – spiega Oscar – quindi non vedo perchè la Chiesa Cattolica Apostolica Romana mi debba contare tra le sue fila. Inoltre, la chiesa riceve dei trasferimenti dallo Stato Italiano anche sulla base del numero dei suoi Fedeli. Siccome pago le tasse, quindi sono anche soldi miei, a loro la mia parte preferirei non andasse“.

Devo ringraziare i miei genitori, che hanno scelto di non farmi battezzare. Penso sia la cosa più giusta: poter liberamente scegliere, una volta raggiunta la maggiore età. Libero di essere un apostata.

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