Quando leggo le dichiarazioni dei vertici delle Ferrovie dello Stato sulla necessità di aumentare ancora i biglietti ferroviari, mi verrebbe voglia di invitarli nei cessi dell’Eurostar Firenze-Roma delle 18.43. Prima classe (ma sarebbe grave in qualsiasi altro luogo), intasati di carta, con l’urina o altri liquidi che colano in terra. Il tutto alla modica cifra di 47 euro: 94 euro andata e ritorno. E ‘sti cazzi che le nostre tariffe sono le più basse d’Europa.

Toccata e fuga fiorentina, a trovare un amico. Visito una specie di casa studentesca, con all’ingresso i tornelli che hanno montato nelle stazioni della metropolitana di Roma (trattano gli studenti come viaggiatori o viceversa?). Solita confusione, accenti soprattutto meridionali, anche se incrocio tanti stranieri (la stazione ferroviaria è stata invasa da un plotone di americani). In un taxi decorato con un topolino che neanche le fan di Zac Efron si comprerebbero, non vedo nemmeno un lavavetri. Leggo però, in viale Morgagni, molti cartelli di protesta contro la nuova tranvia: per costruirla si dovrebbero abbattere decine di alberi. Gli ambientalisti o pseudo-tali sono ovunque. Persino Beppe Grillo è sceso in campo.

 

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