A Simona, mamma malata.

October 24th, 2007

So che potrà sembrare sciocchino, ma io ogni volta che guardo Reparto Maternità mi commuovo. Non è una commozione fatta di lacrime. Ma di formicolio allo stomaco. Penso a come sarei in un corridoio d’ospedale ad aspettare l’apertura della porta con dietro quel cricetino umano sonnacchioso. Penso all’odore che hanno i neonati. Alla morbidezza delle loro braccia. Ai gemiti confusi.

Simona è una mamma-coraggio. E’ arrivata all’ospedale San Camillo insieme al marito, un ragazzo biondino, parlata romana. Vivono in un quartiere popolare, in una casa piena di cani e gatti. E’ serena, e le telecamere mostrano tutta la sua voglia di scoprire cosa ha nutrito per nove mesi. Simona ha la sclerosi multipla. Una malattia che, come spiegano i medici protagonisti della trasmissione, è destinata a degenerare. Ma, nonostante questo, ha sfidato una gravidanza. Ha sfidato i rischi che comportava, incluso quello di un peggioramento repentino delle sue condizioni. E alla fine ha partorito Nina. “Non sappiamo fino a quando sarà in grado di accudirla da sola - spiegava un medico del reparto - E’ una scelta, che ognuno può giudicare secondo la propria coscienza”.

Simona, non ti conosco, ma la tua dolcezza mi ha commosso.

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23 Responses to “A Simona, mamma malata.”

  1. mary-lou Says:

    la mia amica Elisa…questa è anche la storia di Elisa.
    Con una aggravante. Elisa oltre ad avere la SM e’ anche sorda dalla nascita. Leo ha 4 anni. Leonardo come Da Vinci.
    Leo che ha vissuto per me per un mese. Biondo e grande come un orsone…un gigante per la sua età.

    Difficile capire dove prendano il coraggio River queste ragazze. Io ad Elisa voglio il bene vero, quello che ha il coraggio del confronto. Quante volte l’ho cazziata perchè non si cura, quante volte l’ho rimproverata per la fatica che fa per avere una vita normale. ma dietro ad ogni cazziata c’è profonda stima e rispetto perchè questo è vero coraggio. Non lanciarsi da una rupe col parapendio, non fare bunjee jumping. Il coraggio di vivere sapendo che convivi con un mostro pronto a finirti. Ma che tu osi combattere.
    Se ti interessa capire cosa le spinge a questo passo ti faccio mandare una mail da lei.

  2. river Says:

    Volentieri. Ma credo che sia difficile capire a fondo…

  3. mary-lou Says:

    no, non ci riuscirai mai. Non lo capisco neanche io, madre “normodotata”. Voglio bene ai miei figli. Ho avuto 4 gravidanze, di cui una gemellare. Non credo mi si possa dire che sono anti-vita. Pero’ non credo rinuncerei a anni di vita, perchè questo fa una gravidanza ad una con SM, per un figlio. Io opterei per l’adozione. Ma in realtà lo dico da madre “normodotata” e con prole. Dovrei esserci. Posso solo cercare di capire.

  4. deva raqiba Says:

    mary mi hai fatto gelare il sangue nelle vene!

    sono l’elisa di cui si parla mamma di leonardo il mio leone!
    oggi non è serata ma se vuoi puoi contattarmi in privato river!

  5. Xandro86 Says:

    Tanto rispetto a chi soffre e soprattutto ha scelto di soffrire per far star bene qualcun’altro.
    Che bello vedere e leggere di persone cosi audaci e profonde. Il mondo non è fatto solo di gentaccia ;)
    Avete tutta la mia solidarietà ;)

  6. Alexwer Says:

    Complimenti a Simona … e auguri a te e al tuo bambino!

  7. Antonio Says:

    Tanto di cappello. Non so chi ringraziare per il fatto che in questo mondo esistano persone così. Forse è vero, meglio un giorno da leone che cento da pecora, probabilmente adesso questa donna vivrà i suoi giorni da leone, quantitativamente saranno, probabilmente, inferiori a quelli che avrebbe potuto vivere senza affrontare una gravidanza, ma qualitativamente varrano incommensurabilmente di più.

  8. arcere Says:

    sei una donna moto coraggiosa elisa, hai tutta la mia stima, e lo dico davvero.

    i bambini sono dolcissimi riv e a volte il fatto che almeno a me sia precluso l’essere padre..mi intristisce.

  9. Niki Says:

    che dire…
    River anche stavolta hai scosso le coscienze, declinando quella che non sempre è la “normalità”.
    Infondo poi questa parola cosa sta ad indicare???

    A tutti l’augurio che si possano realizzare le cose buone a cui ognuno aspira!

  10. caiman23 Says:

    un abbraccio fortissimo a simona ed elisa.

  11. mary-lou Says:

    io e elisa ci siamo conosciute proprio in una comunità virtuale. tanti anni fa. Ho ancora la foto che mi mando’ appena nato Leonardo. lei nel letto con questo ranocchietto rosso.
    Se esiste una persona che conosce me, nel bene e nel male, quella è lei.
    Vedere l’immagine di Simona, parlare di Elisa mi porta indietro di 15 anni e 34 giorni.
    Non credevo di essere nata con la vocazione della madre quindi ho fatto un percorso per me, non per mia figlia.
    per 9 mesi ho preparato il mio corpo a questa cosa. Con la mia amica del cuore (ostetrica) seguendo il metodo Leboyer. Ho pensato che se stavo bene io, sarebbe stata bene lei. Ma come spiegare quello che provi quando una nuova persona ti guarda dritto negli occhi, 2 secondi dopo aver visto la luce???
    io non credo in dio, ma per due volte, per poche frazioni di secondo, ci ho creduto.

  12. lillarello Says:

    Ci vorrebbero molte Simone in questo Mondo…bellissimo post river..

  13. ronin Says:

    Sono una delle persone credo più egoiste che frequentano questo blog, ma credetemi se vi dico che davanti a un figliolino sparisce tutto; mia moglie lo sa: per lei non morirei, ma per il pupo sì, credo senza pensarci un attimo, piangendo e disperandomi ma lo farei.
    E’ da lì che viene la forza di fare certe cose, più che dagli occhietti che non vedono una fava appena nati, dal bisogno di aiuto che hanno i pupi.
    E che dovrebbe essere quello che tiene insieme gli esseri umani, l’aiuto.
    Non cito esplicitamente i casi di cui si parla qui perché sarebbe troppo facile, dico solo che le mamme in difficoltà sono le migliori persone del mondo.

  14. simonchio Says:

    => “cricetino umano sonnacchioso”
    che espressione tenerosa…

    anzi, che post teneroso…

  15. Anonymous Says:

    bellissimo post

  16. Fabio Says:

    wow… quante belle parole

  17. mary-lou Says:

    @ronin

    beh come pezzo di merda dell’anno ci si piglia il primo posto in condivisione :D

    IT
    Io nei bambini non vedo l’infante, non ci riesco. Infatti il mio rapporto coi piccolissimi è di mera curiosità. Sono amebe, non danno un cazzo. Quindi li vivo egoisticamente. Traggo da loro. Mi incuriosiscono, li analizzo, li studio. Nel complesso mi soddisfano, perchè soddisfano la parte primitiva di me che ama il cucciolo. Mi piace la soddisfazione che traggo nell’alimentarli, nel lavarli, nel cambiarli.
    Dopo l’anno il discorso cambia totalmente. Diventano esseri ricambianti. Tu dai e loro ricambiano. Un sorriso, la manina, la lallazione, il primo tentativo di movimento. A quel punto lo scambio è equo. E’ qua nasce il problema. Perchè a quel punto mi scatta il lumicino della curiosità. Chi è questa persona? cosa piace a questa persona? ma sopratutto…chi diventera’ questa persona?
    E questa cosa mi frega perchè lo faccio con TUTTI i bambini. Quindi vivo l’infanzia come un bene collettivo non individuale. Loro, che ci piaccia o meno, sono il nostro futuro. Quando saremo vecchi saranno loro a reggere le redini. Cio che diventera’ un bambino, qualunque bambino è di mia, tua, nostra assoluta pertinenza.
    Se un bambino cresce nella miseria diventerà un adulto bisognoso, rancoroso, cattivo. Se un bambino cresce nella bambagia, in un ambiente che gli da tutto, sara’ un adulto incapace, inetto, non adeguato.
    Sono l’unico vero bene di valore che l’umanità possiede.
    Ogni vola cvhe succede qualcosa ad un bambino ognuno di noi perde un pezzetto di futuro.

  18. ronin Says:

    @mary-lou: pensa che per me “stronzo” è un complimento!
    A parte questo finalmente un argomento su cui siamo completamente d’accordo.
    Ma non spingiamoci troppo in là, viste le divergenze del passato, potremmo trovare subito il contorno ehehehe.

    IT
    straquoto Mary-lou.

  19. LUCA05 Says:

    rispetto x lasituazione e la scelta,ma nn condivido…non arrivo a capire… io nn rischierei in nessun caso la vita della persona che amo per una che ancora nn c’e'…… e secondariamente nn so se capisco la scelta di mettere al mondo un figlio per poi mancargli e farlo soffrire…pero’….non lo so…sono confuso

  20. mary-lou Says:

    LUCA05

    Non lo puoi sapere davvero. Io ero la e spingevo, accovacciata a terra e neanche capivo cosa fare, poi un attimo dopo la Patrizia mi da questa cosa unta e vilacea con occhi enormi da Manga giapponese e che ti devo dire??? Non è stato amore. Amore non è la parola giusta. E’ stato semplicemente la luce. Ma non perchè era mia. Proprio perchè non era mia. Era una persona che mi veniva affidata. Una persona che io avrei dovuto aiutare a crescere e guidare nel percorso della vita. Non credo in Dio, sono una sana agnostica, ma quando qualcuno ti porge una vita in braccio..che sia tua o che sia di altri, che sia per sempre o per un minuto soltanto…beh! uno spiraglio alla Fede ci sta.

  21. deva raqiba Says:

    non credo che sia capibile fino in fondo la mia scelta specie da chi non vive la mia situazione
    però son partita dal punto che io prima che disabile o andicappata sono donna e come tale sento e ragiono
    quanto al fatto che potrei morire se ragioni solo da questo punto di vista non si faranno mai figli
    chi mi dice che io donna sana non avrò un incidente
    un cancro o qualsiasi altra catastrofe?

  22. francy Says:

    quante volte ci lamentiamo per vuoti esistenziali fisiologici, senza avere problemi effettivi…
    come se fosse la fine del mondo?

    Francy

  23. alida Says:

    salve,sono capitata qui per caso.è facile scegliere di essere mamme sapendo di non a vere problemi…………..la donna di cui si parlaè una doanna che ha coraggio.per lei stima e considerazioni al positivo.

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