Ancora uno scontro nella comunità omosessuale. Oggetto del contendere, le dichiarazioni rese da Fabrizio Marrazzo, presidente ArciGay Roma, a proposito del suicidio, avvenuto lunedì sera, di un ragazzo, che si era lanciato sotto la metro. Il ragazzo, come raccontato dagli amici, era gay. Tuttavia il collegamento tra il gesto e la condizione di omosessuale non è stato provato da nessuno. Marrazzo, invece, ha subito attaccato l’omofobia dilagante, ecc. ecc. Ieri ha dovuto fare marcia indietro: “Voglio porgere pubbliche scuse alla famiglia e a tutti i congiunti – ha detto - Non avevamo alcun elemento diretto che potesse suffragare la tesi secondo cui il drammatico gesto del ragazzo fosse da attribuire ad una sua supposta omosessualità se non le affermazioni di alcuni suoi amici“. Una marcia indietro che però non è bastata alla battagliera Imma Battaglia, dell’associazione “concorrente”, DìgayProject. “Sparare a zero sulla presunta omosessualità di qualcuno è un atto che non condividiamo, perché lede la dignità e la privacy dell’individuo, specialmente di un ragazzo che ha compiuto un gesto estremo“, ha affermato. E ancora: “ E’ doveroso un atteggiamento meno spregiudicato e disinvolto e di un maggior senso di responsabilità che un rappresentante come Fabrizio Marrazzo dovrebbe avere“.

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