Ancora uno scontro nella comunità omosessuale. Oggetto del contendere, le dichiarazioni rese da Fabrizio Marrazzo, presidente ArciGay Roma, a proposito del suicidio, avvenuto lunedì sera, di un ragazzo, che si era lanciato sotto la metro. Il ragazzo, come raccontato dagli amici, era gay. Tuttavia il collegamento tra il gesto e la condizione di omosessuale non è stato provato da nessuno. Marrazzo, invece, ha subito attaccato l’omofobia dilagante, ecc. ecc. Ieri ha dovuto fare marcia indietro: “Voglio porgere pubbliche scuse alla famiglia e a tutti i congiunti - ha detto - Non avevamo alcun elemento diretto che potesse suffragare la tesi secondo cui il drammatico gesto del ragazzo fosse da attribuire ad una sua supposta omosessualità se non le affermazioni di alcuni suoi amici“. Una marcia indietro che però non è bastata alla battagliera Imma Battaglia, dell’associazione “concorrente”, DìgayProject. “Sparare a zero sulla presunta omosessualità di qualcuno è un atto che non condividiamo, perché lede la dignità e la privacy dell’individuo, specialmente di un ragazzo che ha compiuto un gesto estremo“, ha affermato. E ancora: “ E’ doveroso un atteggiamento meno spregiudicato e disinvolto e di un maggior senso di responsabilità che un rappresentante come Fabrizio Marrazzo dovrebbe avere“.

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44 Responses to “Ragazzo suicida/Dìgayproject contro Arcigay.”

  1. java Says:

    ma che palle ste lotte per dire “quelli son razzisti”, “noi siamo discriminati!!!” e basta!!!!
    Mi viene da dire che le associazioni che dovrebbero rappresentarci (???)) sono inutili se si sfrutta qualsiasi appiglio per suffragare la comunità gay. Un po’come dire invece di proporre qualcosa lamentiamoci e basta…

  2. arcere Says:

    che paaallaaaa e smettessero una volta buona di fare le prime donne…o le martiri…
    prima di essere gay era un ragazzo, un individuo una persona.. e dovremmo solo stare zitti.

  3. Andrea Says:

    Buonasera (o meglio qui a Brescia è già sera!!) ho appena scoperto il tuo blog da una ricerca, a dir la verità, abbastanza stupida. Comunque complimenti è davvero interessante e perspicace, penso proprio di iniziare a leggerlo!
    Ciao!

  4. mary-lou Says:

    quoto arcere. Era una persona. Che ora è morta. Stop.

  5. O. Says:

    a caldo, mi viene da condividere quella richiesta di “maggior senso di responsabilità”.

  6. Mr. kio Says:

    E’ vero, a chi importa se era gay o meno? La cosa che rimane è che per l’ennesima volta un ragazzo preferisce abbreviare la sua esistenza con un gesto estremo. E’ male qualsiasi metodi di speculazione sull’argomento.

  7. mary-lou Says:

    A me verrebbe invece da chiedermi perchè siamo sempre piu’ soli nonostante si sia sempre di piu’.
    La popolazione aumenta e, paradossalmente, aumenta il senso di solitudine. Non ci si parla piu’, non ci si confronta piu’. Io a volte sono una vera stronza, rispondo a cazzo e scateno polemiche, ma di fondo mi piace farlo perchè mi piace che rispondiate. Mi piace avere un confronto con voi, anche se violento e negativo. Stiamo comunque comunicandoci le nostre opinioni. E comunicando ci si sente meno soli.
    E se ci si sente meno soli forse, dico forse, i vari Claudio e Monica e Bruno non avrebbero bisogno di morire.

  8. Eddie Says:

    Sono davvero demoralizzato… Chi ci dovrebbe rappresentare ha nuovamente dimostrato che l’unica cosa che fa andare avanti il mondo sono i giochi di potere e di politica. E che di Claudio, del dolore della sua famiglia e dei suoi amici non gliene frega un cazzaccio nulla..
    Complimenti!

  9. Alexwer Says:

    Ma è mai possibile che stanno sempre a litigare!!

  10. Cassandra Says:

    Guarda guarda che cosa ho trovato in giro, ambasciatòr non porta pene.

  11. torrente Says:

    quoto in pieno arcere!!
    @ Mary-lou: se ci si sente soli nei confronti di se stessi, se quello che siamo e viviamo stride con il nostro essere più profondo,e non si riesce a volersi un po’ di bene…allora siamo soli, e gli altri intorno a volte non bastano. Tu dialoghi e ti confronti perchè riesci a volerti bene. e questo ti permette anche di guardare oltre gli schemi, i pregiudizi, le etichette..

    salve tacchi a spillo! ;)

  12. snapshot83 Says:

    Oggi più che mai siamo tornati all’odio raziale,all’intolleranza più inasprita…
    e anche se sono sempre contrario a scelte estreme di questo livello, non lo biasimo questo povero ragazzo, spettatore debole di una vita che non ha scelto.
    Mi auguro che almeno lassù riesca a perdonare la gente che blatera senza cognizione di causa.
    mi auguro soprattutto che riesca almeno lì a trovare la sua serenità.
    Le polemiche mettiamole da pare dinanzi ad una vita in meno.
    Far politica in questo modo ed accusarsi l’un l’altro è davvero squallido…

  13. Sid Says:

    ma perchè debbono sempre litigare anche tra di loro?
    che tristezza questo mondo

  14. mary-lou Says:

    Torrente lo sai, mi conosci..problemi a volermi bene non ne ho. Pero’ sola mi capita di sentirmici. Eccome. Allora cerco qualcuno con cui condividere la mia solitudine.
    Quello che non perdono alla varia umanità (se tale la vuoi chiamare) è di non andare oltre quello che traspare dal fuori. Quello che non sopporto è di vedere solo quello che fa comodo. Quello che odio è pensare che una morte venga strumentalizzata a scopi “politici”.
    Le persone, se ci fosse un mondo equo e civile, non avrebbero bisogno di Arcigay o di Arcietero o Arciscopoconchimipare. Sarebbero solo persone e basta, non parte di ingranaggi che servono a questo o quel movimento.
    Un ragazzo di 22 anni che muore è un ragazzo di 22 anni che muore. Non è di parte. E’ parte. Di tutti noi.

    Io quando mi confronto con chiunque di voi, ho come ultimo pensiero, ma proprio ultimo, l’”orientamento” sessuale. Se sei triste, se sei solo, se sei disperato lo sei indipendentemente da chi trombi. E’ capitato che ci si scrivesse in momenti tosti io e te. Ecco l’unica cosa che mi interessa. Sapere che in un momento buio ci si sostiene a vicenda.

  15. Andrea Says:

    Ah River, ma vaffanculo te e la tua camicia Kelvin Klein! Fai tanto il sensibile frustrato che si imbottisce di psicofarmaci (per carità, leggerissimi! Sì, sì, i dipendenti da psicofarmaci dicono sempre così) e poi non fai altro che spiattellarci i tuoi supercostosi capi firmati. Mi sembri uno di quei personaggi burini finto chic che interpretava Christian De Sica negli anni ottanta. Anzi no, sei una versione gay mal riuscita di Costantino Vitagliano. E sono stato anche troppo buono.

  16. river Says:

    Imbecille micropenizzato, questo non è un post su river. Commenta lo scontro, non la mia vita.

  17. andrealogorrea Says:

    c.v.d.

  18. andrealogorrea Says:

    noooo river ti amo:”micropenizzato”.lo uso spessissimo,credo sia la piaga del futuro (e dell’attuale)

  19. David90 Says:

    Un ragazzo che ha scelto di togliersi la vita…solo questo…che importanza ha ADESSO che fosse gay, etero, cattolico, buddista, italiano, ecc.ecc. …
    Un ragazzo che ha deciso che sarebbe stato meglio togliendosi la vita…non dovrebbe far scatenare futili litigi tra rappresentanti che non rappresentano…ma semplicemente dovrebbe far riflettere e far pensare…insegnare all’importanza e, al contempo alla difficoltà della vita…
    Al loro posto non avrei mai e poi mai polemizzato su cosa dire e non dire e come rapprensentarlo…Avrei solo reso onore alla memoria di un ragazzo…una persona…un essere umano…
    Ciao Claudio…

  20. lollo Says:

    nn vedo come si ‘leda alla dignità’ di qualcuno dichiarandolo gay.

  21. artax Says:

    andatevi a leggere l’orripilante commento di giuliano federico su gay.tv

    http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?i=4913

    il suo “pensiero” (lo metto tra virgolette perchè mi rifiuto di credere che una mente umana pensante possa scrivere idiozie simili) sta nel box grigio.
    gli utenti si sono scagliati in massa contro questo soggetto molto molto montato che si crede portavoce di chicchessia.

    per conto mio, posso solo provare umano dispiacere per la morte di un ragazzo di 22 anni… comunque lo si voglia vedere, è sempre un dramma.

  22. river Says:

    Il commento di Giuliano contiene alcune verità. Scomode e difficili da accettare.

  23. mary-lou Says:

    river concordo con te. Ormai tu dovresti aver capito come la penso. Sai bene che l’unico giudizio che ascolto è il tuo. Scomodissime, difficilissime ma verità di fatto alcune delle frasi che ho letto.

  24. mary-lou Says:

    @artax
    Il commento di Giuliano Federico era da leggersi in un contesto che va oltre la storia personale di Claudio e va letto in questo modo. Era una visione di fatto di come esista un tabù mostruoso da parte delle famiglie per tante, troppe situazioni.
    Se sei un genitore hai dei precisi obblighi nei confronti dei tuoi figli (io credo FERMAMENTE di avere doveri nei confronti di chi HO DECISO IO di mettere al mondo e non viceversa) e anche che arriva un momento in cui la persona che hai guidato deve poter fare le SUE scelte. Anche se per te sono difficili o impossibili da capire.
    Vergognarsi di un figlio è assurdo. Vergognarsi di un figlio gay è assurdo. Un figlio va amato, accettato, sostenuto. Anche perchè NOI abbiamo contribuito a crescerlo cosi come è.

  25. torrente Says:

    @ artax e Mary-lou: io da padre, mi sono convinto che le mie figlie, prima amcora di essere le mie figlie, siano Persone.
    La responsabilità verso di loro si sviluppa su più piani: da un lato quello che cerchi di trasmettere loro rispettando le loro unicità, ascoltando il LORO modo di essere, dall’altro sei portato ad interrogarti e a fare i conti con te stesso e con il tuo essere stato figlio.

    Un mio compagno delle superiori volle fare outing con sua madre, convinto di trovare comprensione, fidandosi, il risultato fu fallimentare e devastante per F. fallimentare per i suoi genitori che tra l’altro nel giro di 2 anni l’hanno visto morire.

    @ mary-lou: ne abbiamo già parlato,sai cosa ho passato, la solitudine,l’insostenibilità di se stessi è disperante. La solitudine di chi cerca la propria strada, oltre i parametri comuni, fuori dagli schemi, senza etichette, è dolorosa, ma costruttiva.
    il confronto con gli altri, è allora necessario come l’acqua, aiuta a sostenere il peso di vivere così, la vita intera e fino in fondo.

    riporto una frase dal libro “Il vangelo secondo mio fratello” di Cristiano Sementa:
    “..ho sfogato i miei dolori camminando fuori delle città, con il cuore ad un metro e mezzo dall’asfalto (…) arando istintivamente l’incertezza per seminare cambiamenti. Amo i tentativi, i castelli in aria, la serenità. A questi giorni maculati di contraddizioni e di ore rubate alle notti a volte do un nome “fallimenti” a volte un cognome “esperienze”.

    buongiorno a tutti.

  26. Baylor Says:

    Onestamente mi fanno vomitare entrambe le dichiarazioni…

    “Sparare a zero sulla presunta omosessualità di qualcuno è un atto che non condividiamo, perché lede la dignità e la privacy dell’individuo”…

    ..passi il discorso privacy che mi pare corretto…ma ipotizzare,anche se per fini sbagliati,l’orientamento sessuale o amoroso di una persona,sarebbe lederne la dignità?Cazzo,siamo tornati a quando si pensava che era una malattia o un peccato mortale?Ma stiamo scherzando?E detto dal presidente di un’associazione gay!

    L’uscitona di Marrazzo invece l’avevo letta giusta ieri in un trafiletto di quattro righe in fondo ad una pagina imboscata di “Repubblica”…

    …dire che questo sarebbe stato un segnale che l’omofobia stia aumentando è puro vittismo,e non lo sopporto.
    L’Italia,lo sappiamo,non è un paese prettamente aperto da questo punto di vista,ma piano piano mi sembra che ci siano sempre più persone che si sentono la forza di fare outing,almeno con se stessi,e questo vuol dire che piano piano si sta creando un ambiente più favorevole…certo,magari ci vorranno secoli perchè passino i discorso “fare sesso” e/o “amare” senza dover specificare chi o cosa,perchè sarà considerata una persona punto e basta,ma Marrazzo mi sembra,e con lui tutto l’associazionismo di settore,che tenti di fare si che i gay soffrano della “Sindrome da Calimero”!

  27. Baylor Says:

    Detto quanto sopra,il commento importante lo faccio a parte,che non mi va di mischiarlo con certe beghe…

    Non c’è più una PERSONA…non c’è altro da dire…perchè se ne deve sottolineare una qualsiasi particolarità?Perchè questa perenne voglia di inasellare le perone?Perchè far sempre diventare ogni evento una sorta di statistica?

    …odio queste cose…come odio che uno debba dire sono questo o quest’altro…e non sono una persona,vivo e amo.Perchè i si sente più sicuri tutti sapendo di far parte di una categoria o comunità?

  28. Andrea9292 Says:

    Ah river ci tengo a precisare che io non sono l’andrea che ti ha fatto quel tanto “gentile” commento (da cui peraltro mi discosto). D’ora in poi cambio il mio nick in andrea9292

  29. pg Says:

    Non sono d’accordo con chi dice che e’ morta una persona “e basta”, con chi sostiene che fosse superfluo parlare dell’omosessualita’ di questo ragazzo. (tralasciando che niente per ora prova che questo suicidio sia legato all’omosessualita’ stessa e che quindi l’intervento del presidente di Arcigay non ci stava per nulla) Senza scomodare le statistiche, non si puo’ negare l’evidenza che gli omosessuali siano una categoria a rischio. La vita e’ difficile per tutti, pero’, ecco, per i gay, specie giovani, e’ un po’ piu’ difficile che per altri. Penso che prevenire i suicidii per la non autoaccettazione o il sentirsi rifiutati in quanto gay sarebbe relativamente semplice, ancorche’ sul lungo periodo, se si cominciasse a fare informazione a partire dalle scuole medie — possibile che, dieci anni fa, a educazione sessuale, per altro corso tenuto da un medico e da una SUORA psicologa, non una parola nemmeno sull’esistenza dei gay? — proprio come si fa informazione contro il razzismo. Una campagna antiomofobia senza se e senza ma. Naturalmente in Italia, stato confessionale, questo non accadra’ mai. Fioroni dixit: “Se mandassi Arcigay nelle scuole, sai la protesta delle associazioni genitori?”. Come dire, se dico che il razzismo e’ una stronzata, sai le proteste del Ku Klux Klan? Certo, i genitori preferiscono nascondere, magari si cagano tutti sotto che potrebbe essere il loro, quello venuto male. E’ inutile, non si ha il coraggio di agire in questa direzione, l’antiomofobia non e’ connaturata nell’ideologia delle nostre istituzioni come e’ l’antirazzismo, anzi. E cosi’, che la Famiglia e lo Stato continuino a portare sul groppone queste morti per cui non si e’ fatto non dico l’impossibile, ma nemmeno il possibile.

  30. d82 Says:

    è successo anche a me. alle medie 11 anni fa. educazione sessuale. poi anche alle superiori.. dei finocchi (che dir si voglia) neanche l’ombra.. eccheccacchio! se il problema non esiste loro (genitori compresi che davvero tremano al solo pensiero : io mi sono sentito dire piu di una volta meglio prete che frocio!!! e per i miei i preti sono una categoria da manicomio!) siamo tutti piu felici nel nostro stato pro-famiglie cattoliche (anche se solo di facciata ;))

  31. arcere Says:

    io invece nonsono daccordo.. certo essere gay è difficile ed è difficile essere accettati..e accettarsi,ma la cosa principale è l’essere persona individuo pensante e capace di amare. è quello che si è suicidato, non le sue preferenze sessuali, perchè queste (almeno per me) sono solo una parte di noi. ciò che mi sconvolge è che questo ragazzo non se l’è sentita di andare avanti e di combattere..lo capisco, alcune volte anche a me è capitato di pensarci.. che sotto un immenso (sempre per me) dolore o delusione mi passasse per al testa un idea così radicale. Ho detto basta in quanto non penso che si debba stare li a parlare. mi fa male l’attuazione di un pensiero che è passato anche a em.. mi fa male perchè certe volte nella mia vita, avrei potuto.. insomma.. ci sarei potuto stare io al suo posto…anche per motivi futili..
    Non c’entra nulla la famiglia.. non centra nulla o quasi lo stato..è una cosa che ti viene da dentro..è il reagire al dolore e al male che hai e che a volte può prenderti all’improvviso.. a volte chi è affianco a te manco se ne accorge, lo puoi mascherare…
    ora basta parlare, ho espresso il mio punto.. mi fa solo male che non abbia trovato la forza di reagire..di andare avanti..dentro di se.. può accadere.. e questo porta al silenzio e a pensare di più.
    pensiamo….

  32. Baylor Says:

    Dissento da Pg.
    Insomma…non stiamo a fare un discrso generalista su cose che si sanno e sono vere…di come più che combattere l’omosessualità,la gente voglia ignorarla nella vita di tutti i giorni facendo finta che non esista,che sia come l’uomo nero o il babau (cosa che reputo ben peggiore di un’aperta omofobia).
    Si sa che tutti gli adolescenti,e tutte le persone che passano periodi traumatici o stressanti o che hanno una psiche più fragile e/o che gli si è resa fragile a causa del suo intorno,sono soggetti a rischio,e che,vista la chiusura mentale verso l’omosessualità,un a persone appartenente alle suddette categorie e in più gay,sia più a rischio…ma non possiamo star qua ogni volta a farne un trattato o a ripeterlo in continuazione…perchè questa ormai è mera realtà purtroppo,ma continuare a metterla davanti a tutto diventa anche mera retorica…qua è successa una tragedia,qua non c’è nulla di retorico o discorsivo,e non capisco perchè quando una persona muore gli si debba andare a vedere anche il minimo pelo di culo,mancandogli,tra l’altro,estremamente di rispetto.
    E’ morta una persona santo Dio…è morto un ragazzo…c’è una luce in meno a questo mondo!Perchè alimentarci sopra focolai di cose che si sanno che sono così e che non si possono ne si devono combattere usando questi mezzi,ma altri e altrove?
    iniziamo a sentirci noi tutti,ognuno con la propria sessualità,il proprio credo,il proprio colore,i propri cazzi,prima ancora che uguali o diversi,persone!Individui unici all’interno di una moltitudine di individui unici,dove nessuno è veramente più o meno di nessun altro.
    (OT:River…so che tu leggi tutti i commenti…se trovi qualche incongruenza su di me e il mio essere,non farti idee…ne parlerò,ma non è questo il luogo e il momento).

  33. pg Says:

    Prima si e’ persona, poi si e’ gay. Sono d’accordo. Allo stesso modo prima si e’ persona, poi si e’ nero, poi si e’ ebreo, eccetera. Pero’ il Ku Klux Klan si opponeva a i neri in quanto neri e non in quanto persone, i nazisti si opponevano agli ebrei in quanto ebrei e non in quanto persone, eccetera. Purtroppo, mentre si e’ generalmente d’accordo, almeno a parole, a combattere le discriminazioni basate sul colore della pelle o sulla religione, non si e’ altrettanto d’accordo a combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Non si puo’ fare finta di niente.

  34. mary-lou Says:

    quanti commenti lunghi.
    Una cosa buona Claudio l’ha scatenata. La voglia di parlare, di esprimere i propri pensieri piu’ profondi. Credo che bisognerebbe dargliene atto e ringraziarlo. Perchè nel suo estremo gesto ha aiutato, in questo piccolo contesto, parecchia gente a parlare.
    Mai come in questo contesto non è importante come la si pensa ma esprimere cio che si pensa. Toglierci le paure e le “pruderie”. Per 10 che non capiscono una mazza, 1 cerca di capire. va bene, si inizia da quell’uno. Purchè non ci si senta soli. Purchè non si ricorra all’ultimo salto.

  35. java Says:

    pù di qualche volta mi sarebbe venuto da dire ai miei, se fosse mai venuto fuori il discorso del “sei anormale”, un bel “siete voi che mi avete cresciuto così”. Si sono anormale perchè sono fuori dalla loro norma, non certo dal contesto più ampio che la loro testa non gli fa vedere.
    L’accusa che mi ha poi rivolto mia mamma è stata quella che qualcun’altro mi abbia fatto “il lavaggio de cervello” convincendomi chissà di che cosa. Su questo posso dire loro che non sono stati capaci di darmi autonomia e coscienza. Però la scelta di essere libero di vivere quello che sento m’ha dato libertà. La colpa della famiglia è che non dà ai figli lo spazio per esprimersi e sentirsi tranquilli nel contesto familiare. Non solo nell’accettarsi come gay ma nel parlare dei mille altri problemi che può avere un adolescente. Ecco che l’essere gay diventa un motivo in più perchè la famiglia si lamenti che col figlio non c’è comunicazione (e pretende che il figlio si apra con loro su questo argomento…) Il discorso ritorna sempre lì, come Mary-Lou diceva, manca comunicazione. La famiglia non comunica coi figli e i figli si chiudono e trovano sfogo,certe volte, nei modi e nei luoghi più pericolosi. Per questo è colpevole la famiglia. Essere genitori non è scopare, mettere al mondo un figlio e stop. Va ben oltre.

  36. David90 Says:

    Sono d’accordo con Baylor…

    @Pg: Ok in Italia + che in altri paesi c’è una sorta di velo sugli argomenti come omosessualità…ok che bisognerebbe creare - ignoranza…partendo dalle scuole e non solo…ok che bisognerebbe considerarsi (prima che considerare gli altri) persone UNICHE…in un mondo di “unici”…
    Va bn ma la morte di un ragazzo non va a giustificare la messa in scena (perchè a mio parere non è altro) di un’associazionea per farsi propaganda…Questo ragazzo ha avuto PAURA e mi sembra ignobile usare questo suo gesto, estremo, usandolo come un oggetto, e considerandolo tale, invece che PERSONA per mettere in scena un problema male affrontato…male interpretato da parte di queste associazioni che non ci rappresentano per niente, anzi rovinano la nostra, già delicata, situazione…Ma appunto non è questo il modo di parlarne…non è di certo usando la morte di una PERSONA che si affrontano gli argomenti,e portando la morte di questo ragazzo come dimostrazione di una tesi mal formata…
    Non è così che si fa…

  37. Baylor Says:

    Non sono sempre d’accordo con i tuoi interventi mary-lou,anche se spesso li reputo interessanti…qui penso tu abbia detto una cosa sacrosanta!
    Condivido in toto.
    Per 10 che non capiscono o hanno paura di farlo,uno che cerca di capire è un tesoro inestimabile…
    Prima o poi,così si arriverà a parlare di amore…senza nessun altro aggettivo appresso.E di persone che si amano o che amano,senza il caso di dover specificare chi.
    Prima o poi la benzina della discrimanzione,sul fuoco della psiche già fragile,non esisterà più…e un motivo in meno per quell’ultimo salto è più importante,per me,di qualsiasi altra scoperta scientifica che miri ad allungare la vita…

  38. Baylor Says:

    @Pg:…ma questo è un altro discorso…certo che l’omofobia o l’indifferenza si combatte solo col viso scoperto e parlando e facendo capire…paradossalmente,e faccio un esempio del cazzo,i neonazisti o i neofascisti proliferano nelle generazioni odierne perchè nessuno a tramandato i racconti dei nostri nonni e bisnonni ora che loro non ci sono quasi più.Erano quei racconti a far capire alla gente che non l’aveva vissuto quanto il tutto fosse sbagliato,e sono quindi d’accordo,che parlare,spiegare,raccontare,alzare la voce,uscire allo scoperto,capire e far capire,sia il modo migliore per arrivare ad una tolleranza e a d una fusione completa futura (sull’onda,per esempio,del movimento femminista…quello che gay stan passando oggi e hanno passato prima,ripercorre fedelmente quello che le donne si è pensato fino a non molto tempo fa,religioni varie in testa)…ma questo è tutt’altro discorso però!
    Non è così che si fa!Non si usano queste cose in maniera retorica e/o politica come stanno facendo le associazioni,come se stessero parlando di un numero o di un pezzo di carne!Se proprio proprio pensano posa servire parlarne,non debbono sventolare l’omosessualità di questo ragazzo e poi attaccare l’omofobia…basterebbe raccontare la sua storia…
    Perchè cazzo non è un pezzo di carta,ma,e mi scoccia ripetermi,una persona…
    Lasciamolo in pace e piangiamolo,oppure raccontiamo di lui…non usiamolo come vessillo o esempio da cui partire per un discorso che,ripeto ancora,è già chiaro come sia.

  39. pg Says:

    David90: in effetti il mio commento era una risposta ad altri commenti, e non un commento sulla notizia dello “scontro” fra le associazioni gay e del loro utilizzo della notizia. Secondo me l’aspetto piu’ penoso di questo comportamento e’ stata la “corsa” alla “denuncia” senza avere elementi certi, che ha pure causato la dichiarazione ufficiale della famiglia secondo cui, certamente, Claudio non era mica omosessuale! Lo spettacolo, poi, delle associazioni che si danno addosso l’un l’altra e’, al solito, ridicolo.

    Detto questo, io la vedo cosi’. O questo e’ un suicidio “normale”, e allora non merita tanta attenzione (sapete quanti suicidii avvengono ogni giorno, riportati solo dai quotidiani locali se va bene? Per queste persone vi strappate le vesta? Scrivete un post su un blog? Cerchiamo di non avere moralismi e ipocrisie ridicole); altrimenti bisogna prendere atto che questo suicidio ha qualcosa di particolare, di diverso, di ancora piu’ ingiusto.
    Tante volte in Italia si sono presi provvedimenti, giusti o sbagliati, forti o deboli, ma provvedimenti con una certa eco mediatica, a partire da eventi traumatici. Mi vengono i mente la sicurezza negli stadi dopo la morte di Raciti o le espulsioni di zingari a tappeto dopo lo stupro di due settimane fa. Quindi, in sostanza, Arcigay, se solo stesse piu’ attenta, fa bene a “puntare il dito” in questi casi. O perseguire il proprio scopo lo considerate “propaganda”?

  40. river Says:

    La lite tra le associazioni è sull’Unità di oggi.

  41. mary-lou Says:

    @java

    Ognuno di noi è frutto delle sue esperienze. Per me essere genitore è trarre esperienza dalla mia famiglia e agire di conseguenza. I miei nonni erano due brave persone ASSOLUTAMENTE irresponsabili che mettevano al mondo figli a cazzo e poi chissenefrega. Mio padre si è fatto letteralmente sa solo. Ha cercato di essere un buon padre solo armato di buon senso e istinto. A 42 anni direi che ha fatto un lavoro egregio considerato che non aveva modelli. Io ho tratto da loro. Ho tolto cio’ che mi sembrava sbagliato, ho preso cio’ che funzionava. Sbaglio di continuo ma cerco di mettere in pratica un concetto. I miei figli sono diversi da me. Posso guidarli ma non plasmarli a mia immagine e somiglianza. Devo esserci anche quando le cose vanno male. Fino ad ora funziona. Sono orgogliosa dei mie ragazzi. Sono diversissimi tra loro ma sono due bellissime persone. La cosa che mi rende piu’ felice? quando M. (12anni maschio) rientra e mi racconta le sue cose…oppure quando, con A. (la mia demente 15enne, usciamo e mi dice: non mi vergogno mai di te! (a 15 anni è un miracolo ammettiamolo).
    Finche dura questa situazione vuol dire che comunichiamo. Dici niente tu…

  42. java Says:

    @mary-Lou. Rapporto splendido,e ti auguro continui a lungo. Rari ma er fortuna succedon. L’importante è dare ai figli un cervello proprio e non un trapianto o un cordone ombelicale con i genitori. Sennò quando non ci saremo, non ci saranno nemmeno loro

  43. mary-lou Says:

    @java
    io mi obbligo a ricordare sempre una cosa. La notte che ho partorito la mia prima figlia passo’ un medico a chiederci come ci sentivamo. Una disse “vuota”. (subito dopo aver partorito gli organi sono ancora spostati e ti senti come un senso di vuoto fisico). Le altre seguirono a ruota. Appena arrivo’ da me io risposi d’impulso (non crediate sia cambiata molto da allora ahahaha). Risposi “sola”. Perchè mi accorsi quella sera che mia figlia non era mai stata parte di me, ma insieme a me. Mi aveva tenuto compagnia per 9 mesi, ora non era piu’ con me, ma in un letto da sola. Quel momento è stato il mio buddismo. La mia rivelazione. Lei era una persona indipendente da me.
    Ho piu’ volte scritto che ci vorrebbe un patentino prima di mettere al mondo un figlio. Giuro, lo credo davvero. Se uno non è pronto a mettersi in gioco non lo deve fare un figlio. Non è un giocatolo, un vestito, un oggetto. Ti impegni per il resto della vita. Non è un partner. Non si puo’ cambiare, non puoi divorziare. Sei genitore a vita. Ti piaccia o meno.

  44. torrente Says:

    Sottolineo Mary lou:….Lei era una persona indipendente da me……
    ….un figlio. Non è un giocatolo, un vestito, un oggetto. Ti impegni per il resto della vita. Non è un partner. Non si puo’ cambiare, non puoi divorziare. Sei genitore a vita. Ti piaccia o meno.

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