I miei genitori lo faranno. Io, come ogni anno, no. Ma questo albero alternativo raffigurato in foto - ideato da uno studio di Amsterdam -  è un’idea, anche perché in salotto ho lo stesso mobile made in Ikealand.

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37 Responses to “In alternativa all’albero di natale.”

  1. Finz Says:

    Simpatico, più difficile sarebbe fare un presepe nello stesso modo…

  2. simo simo Says:

    ma river!! nnfai l aberoo! fischi per te !! buuubuuu

  3. simonchio Says:

    l’albero di natale è una tradizione mia e di mia madre. Scendo anche solo 2 giorni, all’Immacolata, per farlo con lei. Il giorno prima andiamo a comprare un paio di palline nuove da aggiungere alle altre (ogni anno ne compriamo qualcuna). E’ un albero bellissimo e personalissimo (non mi sprecherò neanche a commentare gli alberi monocromatici). Ci sono palline di 10 anni fa come quelle più nuove. L’albero forse mi piace più del Natale stesso. Mi avete fatto venire voglia di abbracciare mia madre.

  4. Donnabarocca Says:

    dai l’albero di natale è d’obbligo,anche solo con le luci non pieno di addobbi poi troppo trash! ANCH’IO AMO IKEALAND MA QUI A PALERMO NN C’è…UFFA! ciao river

  5. todsx Says:

    pensate ad un natale senza luci, senza addobbi, non avrebbe alcun significato. a me piace. piace anche camminare tra la folla mentre intorno è tutto illuminato e addobbato a festa

  6. MaRuZZeLLa Says:

    Ottima idea!!!verrebbe bene anche nella mia libreria…faro il classico abete in sala da pranzo e questo nella mia stanza-studio!!

  7. frensis Says:

    ragazzi.. non ho parole. .di cavolate ne scrivete. ma quanto tempo ci perdete a leggerlo… mah

  8. gerundio Says:

    prendo spunto dal bel post di simonchio… questo natale regaliamo (e regaliamoci) un attimo in cui abbracciare la nostra mammma … spesso è molto più difficile essere genitori che figli …

  9. Iaia Says:

    @ frensis

    …e tu a leggere i commenti per criticarli?

  10. caiman23 Says:

    river, prima il disegno, ora la libreria albero, stai studiando per rubare il lavoro a noi poveri architetti….bhe se ti servono degli spunti sono a disposizione ;)

  11. ALESSANDRO's shameless Says:

    Oddio River perché non fai l’albero di Natale?!
    E’ la cosa più bella da fare, ti fa entrare nello spirito natalizio…
    Cioè, che Natale è senza albero di Natale? :D

  12. arcere Says:

    io personalmente sono più per il presepe..quando ero a casa mi divertivo a farlo con mio padre!anche perchè è la cosa più artistica da fare :) da oggi comincerò a creare gli addobbi per la mia casina..l’albero mi piace ma non potendo avere uno vero(lo farei vero) non lo faccio e lo creerò a mio modo piccolino da qualche parte..poi in casa metterò stelline fatte con la carta da me.. e insomma spero ventga carino :) l’atmosfera ci vuoooleee!!!!

  13. Luck Says:

    Come ogni anno farò l’albero. Insieme ai miei. Mi piace aprire quelle scatole che odorano di infanzia. Mi piace sedermi di fronte a quella luce che mi ricorda una purezza ed una felicità ormai così precarie. Faccio con cura l’albero, curando i colori, le luci, gli addobbi. Perché almeno per un giorno sia un momento di dolcezza.

  14. Fabio Says:

    Ieri ho comprato le palline da appendere all’albero insieme a mia madre… quest’anno l’alberò sarà argentato e blu, ma come sempre non significherà molto per me…

  15. Luket Says:

    Mi state facendo sentire un uomo senza cuore. Anch’io non faccio l’albero. Mi mette tristezza. Mi ricorda gli anni dell’infanzia, con tutta la famiglia intorno e oggi, sotto l’albero, quelle persone mi mancherebbero ancor di più.
    Ho solo preso un filo argentato, di colore rosso, e lo ho attorcigliato - ma senza cura né grazia - sulla mensola sopra il camino.

  16. valentina Says:

    Io pure non lo faccio mai l’albero, però quest’idea è veramente carina, mi sa che la adotto!

  17. mary-lou Says:

    A casa mi chiamano “rospa”. Per le evidenti difficoltà a rendermi gradevole agli altri. Il Natale pero’ qualcosina la cambia in me.
    Sia chiaro ODIO la festa del Natale in se…il fatto di DOVER passare la festa con parentame e parentume, le interminabili giornate a mangiare, a farsi due coglioni come una casa …lo trovo insopportabile. Non basta l’amore per i genitori o per i suoceri a rendermelo umano, lo odio e basta.
    Pero’ alcune cose con la MIA famiglia sono sacre. L’albero, il giorno dell’Immacolata, con i ragazzi e con Thaita, un albero enorme da 2 metri, SINTETICO, con palline e fiocchi rossi e oro, luci rosse e gialle, puntale con stella su cui i ragazzi ancora litigano come fossero bambini: lo metto io, no lo metto io, mammaaaaaaaaaaaaaaa di a M. che lo metto io, babboooooooo dillo ad A. che tocca a meeeeeeeeeeeeee…
    il Calendario dell’Avvento coi cioccolatini che la Demente mi ha appena ricordato di prendere: Mamma non penserai mica di lasciarci senza il cioccolatino dell’Avvento vero???? (ma porcaccia hai 15 anni figlia mia stai ancora aspettando l’avvento per il cioccolatino? risposta: Certo che si!!!!).
    I regali assolutamente inutili ma rivestiti con carta e fiocchi nauseabondi, da vera truzza, solo per il piacere di strappare tutto e gioire di una cazzata…

    poi dopo la Befana torno rospa………..

  18. Iaia Says:

    …la Befana è la tua festa per forza torni te stessa! ;)

  19. mary-lou Says:

    vorrei ricordarti che disponiamo di stesso corredo idiotetico ;)

    OT
    ….salutami il filippino, che è tanto che non lo sento!

  20. Iaia Says:

    …il filippino s’è svampato! :)

  21. lassie (OT) Says:

    E’ NATALE?
    SCOPIAMO?

  22. Gan Says:

    Le palle. Non quelle, scemi! Quelle dell’albero!
    Mia madre aveva ereditato dalla sua famiglia una quantità di palle natalizie letteralmente stupende. Di leggerissimo vetro soffiato, fragili come bolle di sapone, dai colori e dalle decorazioni eleganti, mandvano contenuti lucori di seta, di opale, di alabastro. Addobbare l’albero con quei gioelli assumeva la solennità gestuale di un rito, al punto da parlare sottovoce quasi nel timore che suoni troppo forti potessero sfregiarne l’arcana bellezza. Fu verso i miei quattordici anni che quelle palle cominciarono a morire.
    Fatte e pensate per un mondo più austero e spartano, fatto di case fredde di campagna e di stufe a legna, non sopravvissero al calore artificiale e sfacciato dei termosifoni. Semplicemente, esplodevano lievi proprio come le bolle di sapone cui somigliavano. Fu una moria lenta e prolungata negli anni, ma non ci fu verso di arrestarla. Svanirono tutte, come i ricordi dell’infanzia. Ne sopravvisse una sola: foggiata come una campanella argentata, era più robusta e solida delle altre. C’è ancora, ma non la appendiamo più; la tiriamo fuori, la guardiamo e la riponiamo di nuovo con la massima cura ben avvolta di ovatta. Serve a ricordarci che i sogni dell’infanzia non svaniscono mai del tutto.

  23. Luck Says:

    Bellissimo il tuo racconto Gan.

  24. Idros Says:

    Bellissimo!!

  25. ronin Says:

    Bello l’albero. Ancor di più il presepe. E hanno due significati diversi. L’albero è per la decorazione e metterci sotto i regali, il presepe per chi crede, credo.
    Io faccio entrambi… ed è perfettamente compatibile con il fatto di odiare a morte tutte le decorazioni natalizie sparse in giro per la città… che mi danno un senso di acquisto/consumo/frenesia/morte.

  26. Asa_Ashel Says:

    …ricordo ancora con piacere il primo natale quando sono andato a vivere da solo…La giornata era fredda, c’era l’odore della neve in arrivo, mi sono alzato tardi, ho staccato il citofono, spento il cellulare,chiuso la porta a doppia mandata e finalmente mi sono ritagliato uno spicchio di tempo tutto per me: un the caldo alla cannella, lo yogurt greco con il miele d’acacia, le focaccine scaldate e in sottofondo la voce di George Michael con le sue “songs from the last century”…Lontano finalmente il chiasso del parentado,gli auguri i sorrisi e le frasi di circostanza…che pace..
    e poi il mio albero strano , una lampada da terra a stelo con un calice in alto sul quale avevo appeso delle bellissime decorazioni con del filo dorato a lunghezze diverse che scendevano creando un bellissimo effetto dinamico.
    Da allora mi invento sempre alberi strani, gioco con le decorazioni e cerco di vedere le cose con un altro punto di vista, e ogni volta è piacevole scoprire che si può cambiare anche le cose che si danno per scontate…
    piccola cattiveria….ogni anno mi diverto da morire a vedere quale dei miei vicini fa l’albero di natale esterno più brutto…e poi dicono che sono i gay ad amare il trash….

  27. mary-lou Says:

    @ Asa

    tu hai il potere di incuriosirmi. E il concorso dell’albero trash lo faccio pure io ahahahahahahah
    L’albero mio è solenne e sfacciatamente elegante proprio perchè per me rappresenta un periodo dell’anno ma sopratutto è una delle cose che non cambio mai a dispetto di traslochi e cambiamenti. Alcuni punti fissi ci devono essere nella vita. Per me sono l’albero di natale, tre puttini che simboleggiano i miei tre angioletti (sempre appesi sopra il letto), il collarino del mio gatto e il panda Mrs.Mitchell (legati al letto), il libro di Hesse “Siddharta” e uno che mi ha regalato mia figlia sul comodino. Ovunque io vada queste cose restano immutate. Ne sento il bisogno, come una roccia. Sono la mia essenza, sono il sentirmi a casa.

  28. Asa_Ashel Says:

    @ mary-lou

    la curiosità è reciproca…mi hanno sempre colpito i tuoi interventi, la schiettezza nel tuo modo di esprimerti e l’ironia sottile che permea i tuoi scritti…mi ha commosso molto una cosa che hai scritto ieri su tuo padre,sul fatto che ha cercato di riscattare la sua vita anche attraverso i libri…io dico sempre che mi sono salvato attraverso i libri ed è per questo che non potrei vivere senza leggere…ora ti saluto, altrimenti river si arrabbia perchè usiamo il suo blog come fermo posta.

  29. INFRADIX Says:

    fantastico!
    troppo fico.

  30. mary-lou Says:

    @river (mary-lou portinaia)

    quanta ikealand c’è a casa tua?
    e quali pezzi?

    tanto ce stai a descrivere casa quindi…..

  31. Iaia Says:

    @ Mary…piccolo OT famigliare….

    Il panda Mrs.Mitchell????? Giura che ce l’hai ancora!!!!!!!!!!!! Ma è vecchio come te!!!!!!!!

    Basisco.

  32. mary-lou Says:

    @iaia

    basisciti. Il panda Mrs.Mitchell è PIU’ vecchio di me, considerato che l’omonima vecchina me lo regalo’ il giorno in cui nacqui ed era già confezionato.

    E’ vivo e vegeto e sta sulla testata del letto legato con il collarino blu elettrico con strass di Giove (pace all’anima sua) a tracolla..

    Mi possono rubare la casa ma chi tocca Mrs.Mitchell muore di morte lenta e dolorosa….

  33. mary-lou Says:

    @iaia di nuovo e di nuovo OT

    se è per questo ho ancora anche Piggy della zia Edie…ti ricordi il maialino fatto a maglia?…avrà anche lui una trentina d’anni. Quello sta in armadio perchè è bruttino e ingombrante. Pero’ mi ricorda quella matta della sorella del nonno….

  34. torrente Says:

    quest’anno ho trovato finalmente un’agave col fiore secco.
    scorciato un po’ e verniciato di bianco è venuto molto bene.
    a volte per natale mi piace fare il “Ceppo” manon so se è una roba solo fiorentina…

  35. thaita Says:

    @torrente
    se per “ceppo” intendi il pacco con dentro spumante, cotechino, frutta secca ….
    Penso sia proprio solo toscana. Almeno nel nome.
    Tu cosa intendi??

  36. torrente Says:

    @ thaita: il “ceppo” che conosco io è così:
    si fa un treppiede di pali grezzi di legno, o rami grossi e, sempre con il legno, si fanno tre ripiani, magari incastrandoci tre cesti di diverse grandezze. nel ripiano più alto ci va il presepe o gesù bambino(il dono divino); nel ripiano di mezzo agrumi e/o frutta e fruta secca (il dono della terra); nel ripiano più in basso i regali che ci scambiamo (il dono dell’uomo).

  37. thaita Says:

    @torrente
    Capito. Nella mia famiglia, anche se toscana, non c’è mai stata questa tradizione. Forse colpa del nonno siculo o del forte comunismo della mia famiglia. Mia madre è romagnola quindi… Col nome di “ceppo” veniva identificato il cesto con i regali natalizi.
    Oltretutto, nella mia famiglia, il presepe lo si faceva nell’acquario quindi era difficile fare gli scalini come dicevi te. Però i regali limetevano sotto lo scaffale che sosteneva l’acquario.

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