Il tassista civile.

November 30th, 2007

Si torna a casa prima, stasera. Solito giro di telefonate per un taxi.  In verità penso che lo sciopero generale sia rientrato, ma nel dubbio me la prendo comoda. Aspetto davanti al portone. E’ in questi momenti che sento il bisogno di una sigaretta. Io che non ne ho mai toccata una – neanche una canna – immagino sia un ottimo tappabuchi per quei tre minuti di parentesi tre nella propria vita quotidiana. Ripiego sugli sms. Arriva il taxi. Lui ha una cinquantina d’anni. Mi auguro che non inizi a parlare della loro protesta romana. L’ultimo, quando mi ha chiesto che lavoro facessi, mi ha fatto una filippica che non finiva più. Da allora non dico più di essere giornalista. Anche stasera sono sfortunato. La filippica è al volante. Però mi stupisce.

Quei disgraziati che hanno guidato la protesta di questi giorni vanno multati e puniti. Ma dove si è visto occupare la strada come hanno fatto quelli? Assurdo. Fossi nella polizia li arresterei tutti“.

Sono basito. Continua: “Io sono per discutere, civilmente. Per questo i miei colleghi mi attaccano“. Ecco, ha da dire molto sui colleghi: “Alcuni rubano sul tassametro. Si giustificano dicendo che hanno una famiglia da mantenere. Io rispondo loro: ‘e la persona a cui avete rubato i soldi non ce l’ha una famiglia?'”.

Mai incontrato una tassista così civile. Dopo la rovinosa esperienza della cena di ieri sera (bastoncini findus+scaglie di parmigiano+bruschettini+succo d’arancia+coca cola+latte+biscotti), stasera si torna in via della Giuliana. Pesce.

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