2008/ Cosa vorrei.
December 30th, 2007
– Che il mio filippino la piantasse, ogni volta, di chiudere le tende del salotto (le piante muoiono), e di allinearmi i 4 telecomandi uno in fila accanto all’altro.
- Risolvere una fastidiosa dermatite, già curata, e poi parcheggiata per pigrizia del sottoscritto.
- Che L. guarisse da tutti gli acciacchi che gli si sono abbattutti contro in questo 2007.
- Che il mio cane mi dicesse se è davvero contento di fare la vita – di merda - che gli faccio fare.
- Che il bancomat non mi chiedesse sempre “sei sicuro di questa operazione?”.
- Che la cacca a volte non si bloccasse nel water con conseguenti problemi ti intasamenti.
- Capire se è meglio il look camicia/maglione o camicia/giacca.
- Che la bolletta del cellulare fosse una volta – giusto una volta – inferiore a 400 euro.
- Cambiare città.
- Che le cacche del cane, una volta uscite dal retto, evaporassero, risparmiandomi la fastidiosa incombenza.
- Trovare un sant’uomo convinto che esista un’alternativa al Sereupin.
- Riuscire a cambiare la finestra rotta del soggiorno. Quando c’è vento si spalanca. Basta una delicata musata del cane per riaprirla.
- Che lo stesso sdegno che si leva da ogni ambito politico quando si insultano gli ebrei, si levasse allo stesso modo e con lo stesso vigore quando si parla di froci malati.
- Che Piero Angela e il figlio si fondessero in un essere biologicamente nuovo, e sparissero dalla Terra per colonizzare un altro pianeta.
- Capire cosa vorrei fare nella vita.
- Riuscire a guardare in faccia i miei e a non innervorsirmi. Per le loro domande. Per le mie mancate risposte.
- Riuscire a vedere il futuro delle persone che conosco. Quelle che sono tutti ammiccamenti, quelle che gli dai il tuo cellulare, quelle che ci parli per mesi e ci bevi qualcosa insieme, e poi ti voltano le spalle con squallide minacce tipiche di chi non ha il cervello sano.
- Riuscire a liberarmi dalla dipendenza del cappuccio e cornetto, dopo che innumerevoli colleghi e amici, oltre ai genitori, sono riusciti a inculcarmi che fanno male.
-Che le persone la piantassero di scureggiare in ascensore.
- Non vedere più gente che si scaccola al semaforo e ti segue con la coda dell’occhio. Poi quando si è accorta che li hai colti con le dita nel sacco, le abbassano e se le puliscono sui pantaloni.
- Che la gente la smettesse di premere il bottone per l’apertura delle porte della metropolitana. Non funziona. Non ha mai funzionato. L’apertura è centralizzata e azionata dal macchinista.
- Dare una brusca sterzata al mio lavoro.
- Che qualcuno spezzasse il rapporto di proporzionalità diretta tra le ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana e l’ingerimento di sperma da parte del clero.
- Capire la squallida correlazione esistente tra successo personale e invidia altrui.
- Camicie che non si devono stirare.
- Capire perché tengo questo blog.


