Della vicenda della Iena Alessandro Sortino si è scritto tanto, perché la parola “censura” fa sempre paura, pur venendo spesso usata a sproposito. Il punto, però, è un altro. Il ragazzo, che secondo me è uno dei più preparati, si è dimesso: un gesto forte, che ulteriormente rafforzato l’immagine - derivata dalle Iene - di paladino degli oppressi. Però. C’è un però. Mi risulta - le fonti sono due, e tutte estremamente qualificate - che Sortino, prima ancora di dimettersi, avesse già firmato un contratto con la Magnolia, per una trasmissione su La7. Ovviamente non voglio dire che era tutta una messinscena: ma se non avesse avuto questa “scappatoia”, avrebbe lasciato lo stesso il popolare programma di Italia 1? Di certo ha ottenuto molta pubblicità.

In ogni caso in bocca al lupo.

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5 Responses to “Tv/ Sortino, prima la firma o le dimissioni?”

  1. blokx Says:

    no cavolo.
    io non ne sapevo nulla! è molto che non guardo più la tivvù.
    lui è molto bravo e mi stava simpatico.

    spero che su la7 abbia più spazio!

  2. David Says:

    bhe, che italia non esiste più la libertà di parola è cosa risaputa.
    La cosa triste è che nonostante le battaglie di gente come Grillo, Travaglio e altri non sia ancora cambiato nulla…è tutto una schifezza dai telegiornali che ti raccontano quello che vogliono ai giornali che sono sovvenzionati e quindi di parte…
    altro che informazione…in italia si dovrebbe parlare solo di disinformazione…

    mi spiace per te river e per i giornalistri come te che ogni tanto vi sarete ritrovati a dover discutere per pubblicare qualche articolo che a qualcuno proprio non andava giù perchè scomodo.

  3. Artlandis Says:

    ah…!

  4. Pan Says:

    Io penso che Sortino sapesse a cosa andava incontro. Insomma, in questo momento tutto ciò che riguarda Mastella è off-limits, visto che puntano a proteggerlo ad ogni costo. Possibile che non sapesse che sarebbe stato ostacolato proprio da Mediaset?

    Non so. Un falso suicidio?

  5. Sandro Brancaleone Says:

    Il mio hobby è passeggiare tra i blog.

    Alessandro Sortino avrà certamente ragione. E nessuno dovrebbe mettere in dubbio che lui – che è figlio dell’ex direttore delle Federazione italiana editori giornali ed ora commissario all’autorità delle Comunicazioni - non si sia guadagnato posto e stipendio in Mediaset. E solo perché è bravo.
    Ma c’è un ma. Anzi, almeno tre.

    Come mai Alessandro Sortino ha dichiarato al Corriere della Sera di guadagnare da giornalista free lance “tra i 100.000 e i 200.000 euro lordi l’anno”, quando un caporedattore (pagina 219 del contratto nazionale dell’ordine dei giornalisti alla mano) ha uno stipendio di 2.108 euro al mese?

    E a parte Sortino. Come mai – scorrendo l’elenco dei giornalisti dei Tg Mediaset – si ha come la sensazione di assistere a una perenne rimpatriata di amici di (buona) famiglia? Solo al Tg5 lavorano – come osservò Travaglio su “L’Unità” di qualche mese fa - Lucrezia Agnes, figlia del diccì Biagio (ex direttore generale Rai); Chiara Geronzi, figlia del banchiere Cesare; Giancarlo Mazzucchelli, figlio della moglie di Carlo Petruccioli; Fabio Tricoli, nipote dell’avvocato del senatore forzista Marcello Dell’Utri; Valentina Loiero, figlia del governatore della Calabria Agazio; la vaticanista Marina Ricci, sorella di Rocco e Angela Buttiglione (giornalista Tg1); Giulio De Gennaro, figlio del commissario per l’emergenza rifiuti in Campania Gianni; Sebastiano Sterpa, figlio del forzista Egidio; Elena Caputo, figlia del giornalista e poi sottosegretario forzista Livio; Silvia Reviglio, figlia dell’ex ministro socialista Franco; Giuliano Torlontano, figlio del ds Glauco; Lella Confalonieri, nipote di Fedele (presidente Mediaset); e, infine, Veronica Gervaso figlia del giornalista Roberto.

    Per carità: tutto avrà una spiegazione. E Sortino&co – oltre che “figli di” – saranno anche ottimi professionisti. Ma come mai a noi – e a tutti gli altri figli di nessuno e orfani di partito – queste belle occasioni (all’università, negli ospedali o altrove) non capitano (mai)?

    Buona giornata
    Sandro Brancaleone

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