La mia conoscenza dei set pornografici americani si basa su qualche intervista leggiucchiata qua e là sul web, o sulla visione randomica del reality “Porno: un affare di famiglia“. Da quel poco che sapevo, gli attori venivano sottoposti, a intervalli regolari, ai test hiv. E, invece, da questo sondaggio, condotto da un sito porno americano, su 100 attori, emergono dati abbastanza singolari. Il 29,6% di loro, infatti, non parla “mai” della sua condizione di sieronegatività (o, eventualmente, sieropositività) con il proprio partner. Il 22,4% lo fa raramente.

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6 Responses to “Gli attori di film hard non amano parlare di Hiv.”

  1. ced Says:

    bè.. in linea del tutto teorica il non parlarne con il/la collega di turno non significa che non siano sottoposti a test a intervalli regolari, no?

  2. O. Says:

    Una casa produttrice di Berlino chiede espressamente un certificato con le analisi, non più vecchio di 2 settimane. Un amico c’ha fatto un provino un annetto fa…

  3. alexx Says:

    a proposito di attori hard caro river,io continuo a invitarti a trattare sul blog del pornoattore ian scott. davvero un bel tipo,di viso,di fisico e soprattutto di……….

  4. Simo Says:

    Forse hanno paura di non poter + lavorare…..

  5. Asa_Ashel Says:

    Personalmente ho conosciuto qualche attore gay di film hard, e sono capitato per caso anche in un set una volta.
    Poi conosco abbastanza l’ambiente gay dei locali e le persone che lo frequentano…
    Ho sempre pensato che ,da un punto di vista sanitario, mi fiderei di più di un attore porno che di uno sconosciuto qualunque, perchè gli attori con il loro corpo ci lavorano e a volte si mantengono, e hanno tutti gli interessi che resti sano, visti anche i ripetuti controlli richiesti.
    Conosco invece un sacco di gay , all’apparenza tranquilli, che quando si trovano nei locali o in certe situazioni ne combinano di tutti i colori, soprattutto se protetti dall’ananonimato dell’oscurità, che non hanno mai fatto un test hiv in vita loro, e che fanno finta di non pensarci per non farsi prendere dal panico….
    Poi non si tratta solo di hiv, in questi ultimi anni sifilide, gonorrea, candida , epatite si sono diffuse ad oltranza tra i gay perchè un sacco di gente fa le cose pensando con l’uccelllo e non con la testa.
    Il non parlarne a mio parere nasconde un’altra ragione psicologica, dimostra cioè che l’impatto di una malattia come l’aids ha toccato molto a fondo la psicologia della comunità gay, perchè per molto tempo è stata fatta un’ equazione tra il fare il test e tenere un comportamento a rischio, mentre dovrebbe essere visto per quello che è, una presa di consapevolezza e di responsabilità delle cose.

  6. O. Says:

    bella risposta Asa! Davvero! :-)

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