LensBoy/ Al casting, cercando una donna bad taste.
February 26th, 2008
La pila di composit mi aspetta nello studio. Sono nella zona dei Navigli, in uno studio che conosco bene. Ho sonno e il tempo è milanese, as usual. Fa schifo. Devo selezionare le ragazze per un lavoro per un grande gruppo. Un editoriale da scattare in studio, l’idea è quella di fare una donna slightly bad taste, un po’ Marc Jacobs, un pò Heat di Paul Morrissey. Il problema è che in questo periodo ci sono le sfilate, a Milano. Cosa vuol dire? Che le agenzie mi mandano solo le modelle di fascia B. Niente contro di loro, per carità , ma le top, quelle più belle, preferiscono tenersele per le sfilate. Pagano meglio, li/le capisco.


Nello stanzone ce ne sono un centinaio. Le guardo, le scruto come fossero immobili da ristrutturare. E’ abbastanza luminosa? Ripulita e arredata che potenziale avrà ? Però sarò rapido. Due ore in tutto. Ma non è sempre così. In genere, un casting per un editoriale può durare anche molte più ore. Le ragazze, oggi, saranno un centinaio, non di più. Qualche viso interessante c’è. Sfoglio i composit. Inizialmente non me ne piace nessuna. “Thanks for coming, have a nice day”. Ne metto una ventina al muro. L’espressione, per chi non è dell’ambiente, indica quegli scatti che si fanno con la modella al muro: niente pratiche erotiche o da tortura, insomma. Della ventina pre-selezionate, ne prendo 3. Ci parlo un po’. Sono abbastanza simpatiche. Giro le richieste all’agenzia. Speriamo non vengano opzionate anche per le sfilate.








February 26th, 2008 at 11:43 am
proprio stamatina stavo vedendo ad un tg i servizi di alcune sfilate (forse erano a parigi, boh…). Più che i vestiti mi ha colpito l’aspetto e il viso delle modelle (con viso intendo anche gli occhi e l’espressione vuota). Apro il blog e mi ritrovo questi visetti smunti (ok, cercate il look bad taste). Non so quanto si guadagni per cose del genere, però a me non sembrano felici.
Dico banalità già di prima mattina. Chissà durante il resto della giornata.
Buongiorno
February 26th, 2008 at 12:03 pm
Sono carucce!
February 26th, 2008 at 12:24 pm
Quoto te per il tempo…almeno ieri dalle mie parti c’era un bel nebbione,di quelli che ormai è una vita che non si vedono…e proprio per questo hanno ripreso il loro fascino,almeno per me…oggi è così….grigio…così Milano…vabbè…
MI hanno colpito questo occhi scavati…che molto probabilmente,come dici tu,avranno bisogno di ristrutturazione…spero quelle foto siano reali e non dei composit….non capirei…
February 26th, 2008 at 12:41 pm
Giornata grigia pure qui a Torino
La ragazza con la fascia in testa sembra carina!
February 26th, 2008 at 12:41 pm
Ma che lavoro triste è?!?
February 26th, 2008 at 12:54 pm
Mi sembrano molto magre, esce fuori un messaggio anoressico!
February 26th, 2008 at 1:09 pm
Si ma sono modelle. Tutti le osannano ma sono solo le stampelle per i vestiti. non ho mai capito perchè tutte le top (quelle che rimangono in silenzio almeno) siano così osannate.
February 26th, 2008 at 1:16 pm
a me sanno di malate…
February 26th, 2008 at 1:25 pm
tristesse….
February 26th, 2008 at 3:31 pm
Sto bisnes qua mi sembra triste sotto tutti i punti di vista…
February 26th, 2008 at 3:51 pm
nulla di personale ma far scegliere delle ragazze ad un gay non è un po’ come far scegliere dei dolci per un pranzo a un diabetico o dei vini ad un astemio?
February 26th, 2008 at 4:07 pm
Dai per scontato che Lensoby sia gay?
February 26th, 2008 at 4:55 pm
and la vastità della banalità che hai scritto fa’ sembrare l’universo un granellino di polvere
February 26th, 2008 at 6:22 pm
mi era sfuggito che non fosse un pezzo di river questo.
February 26th, 2008 at 11:03 pm
Premettendo il mio apprezzamento per il racconto, non riesco a sfuggire a quelle poche espressioni inglesi inserite nel testo italiano, che connotano lo stile del racconto, e che ben si adattano a quel che l’Autore descrive.
Al di là di quanto la contaminazione con queste parole straniere, ed estranee, sia voluta, e all’occasione “fitting”, questo scrivere gergale mi colpisce sempre.
Perché la lettura talvolta ne risente; ovviamente non per la difficoltà interpretativa ma per l’attenzione e la memoria semantica che queste parole sollecitano a fine giornata.
E perché mi piace pensare che sia talvolta più piacevole ed originale, visti i tempi che corrono, un italiano semplice che, anche senza risalire a Dante, è una “lingua” che nulla ha da invidiare all’inglese.
Ma questo, appunto, è una mia riflessione che non riguarda il racconto in sé che, ribadisco, trae vantaggio da questi momenti di gergalità .
Complimenti comunque, I really appreciate!
February 27th, 2008 at 8:05 pm
ma quindi adesso in quanti siete a scrivere qua?
February 27th, 2008 at 8:07 pm
A destra, nel colonnino, c’è un link ai Guest editor.
Per ora sono due: Hollywood Intruder e Lens Boy.