La pila di composit mi aspetta nello studio. Sono nella zona dei Navigli, in uno studio che conosco bene. Ho sonno e il tempo è milanese, as usual. Fa schifo. Devo selezionare le ragazze per un lavoro per un grande gruppo. Un editoriale da scattare in studio, l’idea è quella di fare una donna slightly bad taste, un po’ Marc Jacobs, un pò Heat di Paul Morrissey. Il problema è che in questo periodo ci sono le sfilate, a Milano. Cosa vuol dire? Che le agenzie mi mandano solo le modelle di fascia B. Niente contro di loro, per carità, ma le top, quelle più belle, preferiscono tenersele per le sfilate. Pagano meglio, li/le capisco.

Nello stanzone ce ne sono un centinaio. Le guardo, le scruto come fossero immobili da ristrutturare. E’ abbastanza luminosa? Ripulita e arredata che potenziale avrà? Però sarò rapido. Due ore in tutto. Ma non è sempre così. In genere, un casting per un editoriale può durare anche molte più ore. Le ragazze, oggi, saranno un centinaio, non di più. Qualche viso interessante c’è. Sfoglio i composit. Inizialmente non me ne piace nessuna. “Thanks for coming, have a nice day”. Ne metto una ventina al muro. L’espressione, per chi non è dell’ambiente, indica quegli scatti che si fanno con la modella al muro: niente pratiche erotiche o da tortura, insomma. Della ventina pre-selezionate, ne prendo 3. Ci parlo un po’. Sono abbastanza simpatiche. Giro le richieste all’agenzia. Speriamo non vengano opzionate anche per le sfilate.

No tag for this post.

Related posts

17 Responses to “LensBoy/ Al casting, cercando una donna bad taste.”

  1. simonchio Says:

    proprio stamatina stavo vedendo ad un tg i servizi di alcune sfilate (forse erano a parigi, boh…). Più che i vestiti mi ha colpito l’aspetto e il viso delle modelle (con viso intendo anche gli occhi e l’espressione vuota). Apro il blog e mi ritrovo questi visetti smunti (ok, cercate il look bad taste). Non so quanto si guadagni per cose del genere, però a me non sembrano felici.

    Dico banalità già di prima mattina. Chissà durante il resto della giornata.

    Buongiorno :-)

  2. enzo Says:

    Sono carucce!

  3. Baylor Says:

    Quoto te per il tempo…almeno ieri dalle mie parti c’era un bel nebbione,di quelli che ormai è una vita che non si vedono…e proprio per questo hanno ripreso il loro fascino,almeno per me…oggi è così….grigio…così Milano…vabbè…

    MI hanno colpito questo occhi scavati…che molto probabilmente,come dici tu,avranno bisogno di ristrutturazione…spero quelle foto siano reali e non dei composit….non capirei…

  4. Marco Says:

    Giornata grigia pure qui a Torino :(
    La ragazza con la fascia in testa sembra carina!

  5. lillarello Says:

    Ma che lavoro triste è?!?

  6. lucy Says:

    Mi sembrano molto magre, esce fuori un messaggio anoressico!

  7. Eolorm Says:

    Si ma sono modelle. Tutti le osannano ma sono solo le stampelle per i vestiti. non ho mai capito perchè tutte le top (quelle che rimangono in silenzio almeno) siano così osannate.

  8. fantasia Says:

    a me sanno di malate…

  9. Wasabi Says:

    tristesse….

  10. Morbid Says:

    Sto bisnes qua mi sembra triste sotto tutti i punti di vista…

  11. and Says:

    nulla di personale ma far scegliere delle ragazze ad un gay non è un po’ come far scegliere dei dolci per un pranzo a un diabetico o dei vini ad un astemio?

  12. river Says:

    Dai per scontato che Lensoby sia gay?

  13. gordon Says:

    and la vastità della banalità che hai scritto fa’ sembrare l’universo un granellino di polvere

  14. and Says:

    mi era sfuggito che non fosse un pezzo di river questo.

  15. mysound1975 Says:

    Premettendo il mio apprezzamento per il racconto, non riesco a sfuggire a quelle poche espressioni inglesi inserite nel testo italiano, che connotano lo stile del racconto, e che ben si adattano a quel che l’Autore descrive.
    Al di là di quanto la contaminazione con queste parole straniere, ed estranee, sia voluta, e all’occasione “fitting”, questo scrivere gergale mi colpisce sempre.
    Perché la lettura talvolta ne risente; ovviamente non per la difficoltà interpretativa ma per l’attenzione e la memoria semantica che queste parole sollecitano a fine giornata.
    E perché mi piace pensare che sia talvolta più piacevole ed originale, visti i tempi che corrono, un italiano semplice che, anche senza risalire a Dante, è una “lingua” che nulla ha da invidiare all’inglese.
    Ma questo, appunto, è una mia riflessione che non riguarda il racconto in sé che, ribadisco, trae vantaggio da questi momenti di gergalità.
    Complimenti comunque, I really appreciate!

  16. Daria Says:

    ma quindi adesso in quanti siete a scrivere qua?

  17. river Says:

    A destra, nel colonnino, c’è un link ai Guest editor.

    Per ora sono due: Hollywood Intruder e Lens Boy.

Leave a Reply