Cucirsi la lingua.
February 27th, 2008
La visione di questo filmato è vietata ai minori di 18 anni e, soprattutto, ai deboli di stomaco.
A Roma un centro per la cultura gay. Ma niente Dico.
February 27th, 2008
Giorni fa, il candidato a sindaco Francesco Rutelli aveva scosso la sinistra radicale - la stessa con la quale si sarebbe alleato poche ore fa - affermando che le unioni civili non sarebbero entrate nel suo programma di governo. Poco fa, Rutelli ha scritto una lettera aperta a quella parte politica - a sinistra del Pd - che pone invece Pacs/Dico in cima alle sue priorità.
“Nella grande metropoli - ha esordito Rutelli - muta la qualità dei doveri e dei diritti. Roma intende integrare e non accrescere la frammentazione e l’incomunicabilità. Questo vale anche per la cittadinanza di quanti hanno un orientamento omosessuale cittadini come gli altri, con i diritti e doveri di tutti, come in ogni altra città del mondo. A Roma gia’ da tempo abbiamo abolito ogni discriminazione nell’erogazione dei servizi alle persone”. Ma il passo chiave è il seguente: “Sono le leggi dello Stato che disciplinano il regime delle unioni diverse dal matrimonio, e Roma vi si attiene“. Insomma, quei Comuni che hanno approvato il registro delle unioni civili hanno sbagliato, perché le leggi si fanno nel Parlamento.
Unica buona notizia: “A Roma - ha detto Rutelli - vogliamo realizzare un centro internazionale della cultura omosessuale, spazio civile di dialogo e creatività“.
I gay, nell’ordine: malati, innaturali, deviati, da curare, ecc. ecc.
February 27th, 2008
Faccio una premessa indispensabile: La differenza di opinioni è il sale della web-democrazia. Bisogna però sempre chiedersi dove inizi la prevaricazione di un’opinione sull’altra e quali opinioni si basino sull’annientamento dei pareri discordi.
Arrivo subito alla questione, che mi è stata segnalata da un lettore. Un sito di medicina naturale (che di “naturale” ha poco), curato da un medico (laureato negli Usa e quindi, secondo la legge italiana, non dottore), ha un’interessante pagina dedicata all’omosessualità. Confesso che non sono riuscito a leggerla tutta, vuoi per la contorta costruzione sintattica, vuoi per gli errori concettuali e formali di cui è infarcito. Ma tant’è. La prima perla è quella relativa alla definizione di omosessualità. Paola Binetti, a confronto, è una Radicale oltranzista.
Vabbè, pazienza. Si ritorna indietro negli anni, a quando secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità eravamo malati. Ma il “medico” in questione si sforza anche di dare un senso al suo ragionamento:
La pianto qui, risparmiando la parte relativa alla famiglia naturale e ad “alcuni gay che sono pedofili” (gli eterosessuali, invece, non lo sono mai). La domanda è: quand’è che le opinioni iniziano a diventare insulti razzisti che qualcuno, nelle stanze dei bottoni, dovrebbe condannare?
Curiosità da basket.
February 27th, 2008

Questa foto necessita di un approfondimento.
Roba di mucche.
February 27th, 2008

Sanremo/ Il video di Mietta già online.
February 26th, 2008
A poche ore dalla seconda serata di Sanremo, e dall’esibizione di Mietta, un lettore mi segnala che il video della cantante è già online. E’ stato caricato sul suo Myspace. Eccolo.
Teoricamente (ma anche praticamente!) ha violato il regolamente sanremese, che proibisce agli artisti di diffondere i loro brani anche via internet prima della loro esibizione. Vedremo cosa accadrà.
Rugby/ Se lo slip non contiene.
February 26th, 2008

Per compensare le piccolezze del post tennistico, questo è l’”incidente” occorso all’australiano Adrian Morley, durante un incontro rugbystico nel Regno Unito.

Aderenze tennistiche.
February 26th, 2008

Le ipotesi sono due: o Andy Roddick indossa degli slip superaderenti, direi “a pelle”; oppure non ne indossa affatto.


Spirito materno incondizionato.
February 26th, 2008




Striscia la notizia, la “deriva” gaia del calcio/ La replica.
February 26th, 2008
Credo di aver già detto in altre occasioni che non mi piace il vittimismo-gayo, quello che fa esclamare ad ogni buona occasione “sono vittima dell’omofobia dilagante“, ecc. ecc. Ci sono però alcune eccezioni. La televisione dovrebbe prestare particolare attenzione ai cliché e, soprattutto, ai luoghi comuni che possono avere il sapore amarognolo di un preconcetto omofobo. Arrivo al dunque. Un river-lettore mi segnala un servizio andato in onda stasera a Striscia La Notizia. L’inviato, che risponde al nome di Militello (giuro, non so chi sia), ha presentato una serie di immagini e filmati di calciatori in atteggiamenti affettuosi: questi venivano definiti “equivoci” e contestualizzabili nella “deriva gaia del calcio“. Insomma, il lessico non è dei più fortunati. Infine, sull’immagine di un allenatore, colto in un gesto che potrebbe richiamare l’apparato genitale femminile, Militello esclama:”Per fortuna ci pensa lui a riportare i suoi ragazzi ai sani valori dello sport“. L’equazione è presto fatta: donna=sano; gay=equivoco.
Aggiornamento/ Poco fa, il lettore che ha scritto alla trasmissione ha ricevuto una replica molto civile e sensata da parte dello stesso Militello. Eccola, in sintesi:
“Considerato che non scelgo da solo testo e contenuti dei miei servizi, ma che svolgo queste operazioni con due autori, mi pare doveroso premettere che le rispondo a titolo personale ed esprimerò idee e posizioni mie. Innanzitutto mi scuso se qualcuno – lei per primo vedo – si è sentito offeso o si è arrabbiato nel vedere il mio servizio. Non è quella la mia intenzione, né ovviamente il mio obbiettivo. Detto questo ritengo che lei mi affibbi – o meglio affibbi al contenuto dei miei servizi - più importanza, più sovrastrutture, più messaggi subliminali, e non, di quanto essi stessi non contengano. Pur rispettando chi porta avanti le battaglie per i diritti di categorie varie, qualsiasi esse siano, credo che se ridimensionassimo tutto all’analisi di un semplice momento ironico ne guadagneremmo tutti. Così come ironizzo sulle mille fidanzate di Adriano non vedo perché non possa ironizzare sui bacetti di 2 giocatori del Catania. Senza per questo compiere un’operazione discriminatoria. Mi spiego meglio: se tutti i calciatori da 100 anni si baciassero sulla bocca dopo un goal, stia tranquillo che ieri sera avrei mostrato l’unico al mondo che invece va a correre sotto la curva. Il testo a commento delle sequenze è evidentemente una “forzatura”, un’iperbole, una tecnica di satira, non è quello che io penso. Ancelotti non stava certo indicando l’organo genitale femminile, eppure ci scherzo ugualmente, allo stesso modo in cui scherzo su Cassano che palpa il sedere di Vieira. E ci scherzo allo stesso modo, contrapponendo le due cose, che forse è la cosa più banale da fare - gliene do atto - ma che certo non vuole significare nient’altro che questo: uno scherzo. Perché io non sono Piero Angela, non mi occupo di sociologia, non curo speciali tv sui diritti dei gay. Tento di fare intrattenimento giocando con le immagini. Vede, per me le persone per le quali Lei invoca rispetto non sono affatto diverse da me. E non è che per me questo sia un dato acquisito o …superato: semplicemente non è mai stato un problema o una questione. Punto. Sarà per quello che forse ci scherzo così tranquillamente”.
Devo dire che la risposta di Militello è un buon segno, di rispetto e di attenzione verso i telespettatori. E, poi, mi piace nei toni. Complimenti.
Le palline dell’amore.
February 26th, 2008

Questa foto è stata scattata in un’edicola spagnola. La rivista “Sexologies” - una di quelle dove si danno consigli su “come farla venire meglio” o “come farlo in pubblico senza farsi notare” - ha allegato un gadget sui generis. Niente teli da mare o occhiali da sole, ma due “palline dell’amore”. Da sommarie informazioni raccolte, si dovrebbero infilare lì (valgono solo per le donne, credo): se ne ricava una sensazione di piacere. Si possono anche continuare normalmente le proprie attività lavorative, con le palline in posizione.
LensBoy/ Al casting, cercando una donna bad taste.
February 26th, 2008
La pila di composit mi aspetta nello studio. Sono nella zona dei Navigli, in uno studio che conosco bene. Ho sonno e il tempo è milanese, as usual. Fa schifo. Devo selezionare le ragazze per un lavoro per un grande gruppo. Un editoriale da scattare in studio, l’idea è quella di fare una donna slightly bad taste, un po’ Marc Jacobs, un pò Heat di Paul Morrissey. Il problema è che in questo periodo ci sono le sfilate, a Milano. Cosa vuol dire? Che le agenzie mi mandano solo le modelle di fascia B. Niente contro di loro, per carità, ma le top, quelle più belle, preferiscono tenersele per le sfilate. Pagano meglio, li/le capisco.


Nello stanzone ce ne sono un centinaio. Le guardo, le scruto come fossero immobili da ristrutturare. E’ abbastanza luminosa? Ripulita e arredata che potenziale avrà? Però sarò rapido. Due ore in tutto. Ma non è sempre così. In genere, un casting per un editoriale può durare anche molte più ore. Le ragazze, oggi, saranno un centinaio, non di più. Qualche viso interessante c’è. Sfoglio i composit. Inizialmente non me ne piace nessuna. “Thanks for coming, have a nice day”. Ne metto una ventina al muro. L’espressione, per chi non è dell’ambiente, indica quegli scatti che si fanno con la modella al muro: niente pratiche erotiche o da tortura, insomma. Della ventina pre-selezionate, ne prendo 3. Ci parlo un po’. Sono abbastanza simpatiche. Giro le richieste all’agenzia. Speriamo non vengano opzionate anche per le sfilate.


Gesù grasso, via dalla metro.
February 26th, 2008

La metropolitana londinese ha ritirato la pubblicità ad uno spettacolo teatrale. Nella locandina di “Fat Christ” si raffigura un uomo grassoccio al posto di Gesù, sulla croce. “Ogni giorno milioni di persone prendono la metro, e noi cerchiamo di non offenderle”, hanno spiegato i vertici della Tube. La commedia racconta la storia di un attore che si presenta ai provini per “Jesus Christ Superstar”, ma viene scartato perché troppo grasso.
Pubblicità/ Se la donna è un oggetto.
February 25th, 2008

Per pubblicizzare una nuova linea di preservativi che hanno il potere di “farlo durare più a lungo“, un’agenzia pubblicitaria tedesca fa ricorso all’ormai fin troppo abusato cliché della donna oggetto. Una ragazza, in due posizione diverse, viene mostrata con un cruciverba e un sudoku disegnati sulla schiena: l’idea è che c’è così tanto tempo a disposizione, che l’amante può trastullarsi in altre attività. Lo slogan è: “Dai più a lungo. Prendi più a lungo. Per un’erezione più duratura”.


Bocciata.







