In palestra, per cominciare.

March 14th, 2008

Arrivo con qualche minuto di anticipo. N., il personal trainer che mi è stato assegnato – era quello disponibile al momento – sta finendo con un altro cliente. Incrocio i soliti sguardi incuriositi negli spogliatoi, che accompagnano qualsiasi nuovo arrivato. L. è già crollato nel letto, mi manda l’sms della buona notte. La sua cura farmacologica è sempre più pesante. Il cuore fa le bizze, ma per fortuna non deve ancora ricoverarsi. N. mi fa una serie di domande sulle mie abitudini, di vita. Vedo spalmata – è appiccicosa, come la resina degli alberi – su un foglio di carta la mia routine quotidiana. Noia. La colazione alle 11. Il pranzo alle 14. La merenda alle 18. La cena alle 21. Una merenda notturna alle 23. Cazzo, è davvero monotona questa sequenza di ingurgitamenti; solo la defecazione è imprevedibile. E la morte, quando non è agevolata dal suicidio. Ora la palestra spariglia tutto. A cominciare dalla cena al ristorante. Passando per il supermarket: mi toccherà andare al drugstore di Termini. Lo inauguro stasera: la signorina dai capelli neri lunghi alla cassa mi tranquillizza, “chiudiamo alle 24″, mentre cerco di abituarmi ai nuovi odori che accompagnano la mia camminata verso la metro. Nella peggiore delle ipotesi è pipì; poi ci sono quelli provenienti dai clochard di via Giolitti. Incrocio le marchette che sconfinano da piazza della Repubblica e i soliti tassisti abusivi, occhiello da visita per i turisti che arrivano nella capitale. Mi preoccupano gli orari della metro: l’ultima parte dal capolinea alle 22, e quindi dovrò cercare di non sforare. N. mi smonta sulla mia prima certezza: bastano due sedute a settimana – speravo. No, ne servono tre. Anzi: “almeno” tre. Iniziamo a ragionare su un programma di massima, per i prossimi tre mesi. Mi preparerà una serie di circuiti, da variare, giorno dopo giorno. 21 lezioni, di un’ora o poco più (800 euro in un’unica soluzione; 900 se pago in tre rate). Il ragazzo è simpatico. Ha 26 anni e viene dal Molise, anche se l’accento sembra napoletano. Per Pasqua tornerà a casa. Etero, alto 1.90, si mangia le unghie e mi confessa una passione per la Nutella spalmata sul panino, la sera. Ne parliamo a proposito dell’altra mia passione: la merenda delle 23, spesso latte e savoiardi. Non mi vuole smontare: “però potresti sostituire il latte intero con quello scremato”. Non mi preparerà una dieta, ma solo alcuni consigli. Alcuni me li snocciola mentre, per la prima lezione – puro riscaldamento – corro sulla cyclette. Due litri d’acqua al giorno; niente bibite gassate; niente carboidrati a pranzo; mai mischiare formaggio e carne. Il resto lo scriverà. Leggere queste cose mi farà bene, mi sono troppo lasciato andare negli ultimi tempi. Negli ultimi 5 anni, per essere precisi.

Da domani creerò nella sidebar una pagina in cui terrò traccia del lavoro fatto, ogni seduta. Si comincia lunedì prossimo.

Buona notte blog.

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