La vita prima della morte.

April 2nd, 2008

Il fotografo tedesco Walter Schels ha realizzato una raccolta di ritratti fotografici, confluti nella serie “Life before death“. La vita, prima della morte, raccontata con le parole e i volti dei suoi protagonisti. Fotografati quando sono in vita e il giorno stesso in cui sono morti. Il tutto esposto a Londra, alla Wellcome collection, dal 9 aprile al 18 maggio.

Questa in foto è Edelgard Clavey. Ha 67 anni. Un anno prima di morire si è ammalata di cancro. Negli ultimi mesi di vita non riusciva a muoversi dal letto. Si sentiva un peso, e voleva andarsene per sempre. Non so spiegare perché, ma la seconda foto, scattata il giorno in cui è morta, mi trasmette una sensazione di serenità.

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26 Responses to “La vita prima della morte.”

  1. Gipris Says:

    mi sono un po’ intristito…

    la vecchiaia, la malattia, la morte… sono pensieri che non abbiamo mai davanti e che nessuno vorrebe mai nè vedere nè sentire, benchè facciano prte del nostro quotidiano e tutti noi ne siamo destinati a vederne gli effetti su noi stessi, chi prima e chi dopo.

    ipocrisia umana

  2. river Says:

    Vero. La morte non si vuole mai vedere.

    E, invece, queste foto sono splendide.

  3. omnibus Says:

    a quanto ho capito, quando sono stati fotografati “da vivi” sapevano comunque di morire “a breve”…sapevano che la loro vita stava per terminare…
    questo sfalza il titolo dell’opera del fotografo…non si può fotografare la vita prima della morte consapevole che quest’ultima presto giungerà…
    Gli occhi….il viso della vita…è altro…c’è speranza, non rassegnazione….non paura, non dolore…
    non so spiegare…

  4. todsx Says:

    river secondo me tu sei un pò macabro

  5. Massi Says:

    Grazie per l’ottima segnalazione.

  6. io Says:

    Il corpo umano da morto rilassa i muscoli, rendendo anche il viso più rilassato, percui sembra sereno!

  7. mysound1975 Says:

    Concordo con omnibus.
    Comunque, per il fatto stesso di essersi fatti fotografare sono tutte persone comunque “serene”, seppur nel tormento della malattia, anche nei loro volti ormai abbandonati.

    Tutti i liceali dovrebbero entrare una volta in un obitorio o in una sala settoria in anatomia patologica. Sarebbe molto educativo, e potrebbe far cogliere quanto esile e diafana sia la vita che abita un corpo, che senz’anima,rimane una bambola non più in grado di dare significato alle cose.

    Anche le cose brutte, se hanno un significato, possono diventare tollerabili, se non accettabili.

  8. MademoiselleAnne Says:

    Se i fotografati da vivi sapevano già di morire, allora non ha molto senso parlare di vita e morte perchè la loro vita era quasi come la morte.

    Però il tutto mi ha messo un senso di angoscia fortissimo, quasi lo stesso che ho avuto quando ho pensato che l’italia si stava esaltando per una cosa che accadrà nel 2015 e siamo solo nel 2008!

  9. nihil Says:

    Non mi ricordo il nome (purtroppo) ma c’è un’artista che si è fotografato ogni anno, con lo stesso vestito, sullo stesso sfondo, nella stessa posizione, per tutta la vita (credo dai 25 anni) fino alla morte.
    vedere le foto in sequenza fa davvero effetto…bello

    buongiorno Riv…

  10. Emanuela Says:

    La serenità sui volti delle persone morte spesso serve ai vivi per stare meglio, almeno… a me è successo così.

  11. Pan Says:

    Concordo con Omnibus. Nel particolare, se parliamo delle foto in grande, non vedo differenza di espressione (escludendo il naturale rilassamento post mortem).

    Buon pomeriggio River.

  12. Lucien Says:

    Oggi si brucia tutto, e la morte viene rimossa. Quando non era così, si viveva più pienamente.

  13. glamourama Says:

    Io vivo a Londra ma la mostra non vado a vederla neanche…morta!
    Queste foto mi mettono ansia

  14. Ren Says:

    @ todsx
    Non ci trovo nulla di macabro. Stavolta la segnalazione di River invece ha trasmesso una profonda spiritualità per la quale gli sono grato. Per non aver paura della morte bisognerebbe ricordare quello che dice il dalai lama. Che bisogna essere preparati per questo giorno, semplicemente ricordando spesso che siamo esseri impermanenti e che dovremo lasciare tutto un bel dì. Quando ci dimentichiamo di questo fatto tutto si complica perchè pensiamo che gioia e sofferenza del momento siano invece per sempre.

  15. Daron Says:

    Posto che questo ci sia, pur non biasimando chi vede un lato macabro in queste immagini, imho è così spaventato dalla fine della vita terrena, dal distacco dalle cose materiali (compresa la gabbia che rinchiude la nostra anima: il corpo), da non riuscire a cogliere un diverso significato che il fotografo vorrebbe attribuire alla sua sequenza.
    Trovo queste foto toccanti e capaci di far riflettere più di ogni altra opera o (peggio) sermone sulla sacralità, irripetibilità, importanza e bla bla bla, della vita. Bellissime.

  16. Virgilio Says:

    io invece trovo che il commento di omnibus non sia inerente..
    non credo che il fotografo volesse in questo caso ritrarre l’abisso tra eros e thanatos.

    penso intendesse spiare l’esile velo, il soffio sottile che ogni giorno cela la nostra arroganza al vuoto più incolore.

    C’è risucito. Complimenti.

  17. Simo Says:

    Mi fa orrore la morte in qualsiasi suo aspetto, so che è una cosa inevitabile, ma meno ci penso meglio sto. La vita è importante ORA, non mi va di pensare alla morte.

  18. Rodry Says:

    Davvero molto bella l’idea, peccato che è a Londra, sennò andrei volentieri a vederla.

  19. Lucien Says:

    @Simo

    anche io avevo paura della morte. Ora molto meno. Il fatto è che sto imparando a capire, a comprendere che non cessiamo mai di esistere. La morte non va rimossa. Solo affrontata serenamente. Tanto, quando viene, viene.

  20. omnibus Says:

    @Virgilio

    Probabile….ma allora avrei optato per un “titolo” diverso….”La vita prima della morte” sottintende una differenza…non in quanto abisso tra eros e thanatos, ma piuttosto quanto ad una differente percezione di ciò che è vivo e ciò che non lo è più (e non è detto che sia più sereno il primo)…

  21. Alessandra Says:

    mah…..

  22. Baylor Says:

    A me però anche di sofferenza fisica…

  23. Luke Says:

    A me mette terrore.
    Non mi dà serenità perchè ho paura che le persone vicino a me se ne possano andare da un momento all’altro, o magari tra mille sofferenze.
    Per anni non ho più avuto paura della morte, fin quando una notte, pochi mesi fa,
    ho sognato quella di mio padre.
    Ho pianto come se fosse accaduto davvero.

  24. luku Says:

    la morte mi ha sempre spaventato.
    è un argomento di cui non parlo per niente volentieri.. ma che, come tutti noi, prima o poi dovrò affrontare.
    ho letto le ultime parole di queste persone.. un uomo ha detto “non è giusto che io mi stia consumando in questo modo, dopo una vita di sacrifici”; una donna: “sembra che sia la vita stessa a rifiutarmi”… beh, mi sono davvero rattristato. ma tutto questo mi fa riflettere. sul tema della morte e sul tema della vita.
    su quello che c’è e che non vediamo, su quello che non c’è e che continuiamo a cercare.
    ancora una volta, quindi.. grazie, Riv.

  25. LA WANDA GASTRICA Says:

    Tra i vari post a tema fotografico è il più toccante. Non mi mette ansia nè paura, solo un senso di serenità, spero che mi pervaderà quando ci sarò io tra quelli…

  26. luca05 Says:

    sara’ che mia mamma e’ morta da poco,pochissimo…ma la foto nn mi trasmette affatto serenita’…ma abbandono..abbandono del corpo..abbandono del calore…abbandono degli affetti…ci vedo le ore prima…la sofferenza…………………

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