I sondaggi, questi innominabili (o quasi).
April 11th, 2008
I sondaggi non possono più essere diffusi, da due settimane. Lo stabilisce una legge dello Stato, sulla quale vigila l’Agcom, che interessa tutte le testate giornalistiche e tutti i media. Non dovrebbe applicarsi ai blog (anche se in alcune sentenze il proprietario di un blog è stato considerato come un direttore responsabile di una testata). Nella realtà, comunque, il divieto non è sempre stato rispettato: in questi giorni, tutti i principali candidati hanno fatto riferimento a dei “dati incoraggianti”, ad una “ripresa”, ecc. Anche adesso Silvio Berlusconi, ospite a Matrix, ha detto che il distacco è rimasto invariato. Per i giornalisti e gli addetti ai lavori, i sondaggi, comunque, sono pane quotidiano. Ne vengono sfornati in continuazione. Ho pensato di conviderne alcuni – in linea generica – con questo blog.
I dati dei diversi sondaggisti differiscono molto. Nella migliore delle ipotesi, proveniente dagli ambienti del Pd, si profila un pareggio al Senato. Sottolineo: è la migliore delle ipotesi. Nel Lazio, il Pd sarebbe in vantaggio di 3 punti sul Pdl: merito del lavoro di sindaco di Veltroni e di un partito fortemente radicato nel territorio. Quasi certe al Pdl la Lombardia e la Sicilia. Ora il punto più controverso: il distacco tra Pdl e Pd. Una settimana fa, secondo un sondaggista generalmente vicino al centrodestra, era di circa 6 punti percentuali. Ieri sera – prima della gaffe di Berlusconi su Francesco Totti – era sceso al 4,7%. Lo stesso sondaggista non nasconde il suo stupore di fronte alla perdita percentuale di Berlusconi: “In quest’ultima settimana – colpa degli attacchi a Napolitano, la polemica su Mangano e l’ultima su Totti – si è bruciato molti punti”. Ma c’è un elemento di incertezza: quello legato agli indecisi. Loro potrebbero capolvogere ogni previsione.
Il mio seggio è sotto casa. Non vedo l’ora di leggere i primi exit poll.
Tags: matrix




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