Interviste/Mancuso (Arcigay): “Basta liti, costruiamo vera lobby”.
April 14th, 2008
Aurelio Mancuso, 45 anni, è, dal maggio del 2007, il presidente nazionale di Arcigay. A lui un compito tutt’altro che agevole: gestire un’associazione dalle molte ramificazioni territoriali, ognuna con i suoi vertici, le sue esigenze, le sue richieste e, a volte, i personalismi dei singoli presidenti (penso al caso romano). Nel 2006 è uscito polemicamente dai Ds, dopo 25 anni di adesione al partito: una decisione difficile, maturata in seguito “all’appiattimento del partito sulle posizioni cattoliche”. Mancuso, nella sua carica di presidente, ha preso il testimone da Franco Grillini e, in questa intervista, non si nasconde dietro ad un dito, quando gli faccio osservare delle liti che spesso dividono il movimento omosessuale. Anzi, sostiene la necessità di una nuova fase, più “unita”, in cui si possa far nascere una vera lobby Glbt, che riesca a far pesare le sue esigenze in Parlamento. Un po’ come avviene in America.
Parto dalla campagna elettorale romana: perché, secondo te, Franco Grillini ha insistito cosi’ tanto sul puntare il dito contro Rutelli? Imma Battaglia ha parlato di attacchi eccessivi, e ha detto che sosterrà Rutelli.
Voglio chiarire subito che se anche non ci fosse stata la candidatura di Franco Grillini, come Arcigay non avremmo mai potuto sostenere Rutelli, che è il nostro peggior avversario nel centro sinistra. Bisogna avere memoria e rammentarsi quante volte questo fiero difensore del Vaticano è intervenuto contro il riconoscimento dei nostri diritti. Imma Battaglia ha fatto una scelta che rispetto, ma che non condivido. La nostra critica non si ferma a quando Rutelli ha tolto il patrocinio al World Pride di Roma del 2000, ma si estende a tutta la sua azione di questi anni, che può essere comodamente visionata nelle rassegne stampa. Comunque molti gay e lesbiche voteranno Grillini come sindaco e sceglieranno una lista della sinistra o del centrosinistra, insomma attueranno il voto disgiunto. L’imponrtante è che non vinca Alemanno, ciò il rappresentante della peggiore destra omofoba italiana.
Secondo te perché ci sono dei gay che scelgono il centrodestra? La trovi una scelta incomprensibile?
Più che incomprensibile, suicida. Il centro sinistra e la sinistra hanno forti responsabilità rispetto al fatto che non è stato approvato alcun provvedimento a nostro favore, ma il centro destra ogni giorno non perde occasione per manifestare tutta la sua omofobia. Votare chi ci vuole dichiaratamente discriminare non è certamente un atteggiamento positivo.
Perché il nostro Pd, sul tema dei diritti dei gay, è cosi’ distante dai democratici americani?
Perché il progetto di un partito democratico in Italia si è per ora risolto in un incontro tra le vecchie culture comuniste democratiche e quelle delle varie anime cattoliche. Il tema dei diritti civili è ancora visto come una questione marginale, invece se non avanzano insieme diritti sociali e diritti civili la società non migliora, come dimostrano tutte le politiche messe in campo dai partiti socialisti europei. C’è poi da dire che negli USA la tradizione sui diritti civili è ben diversa da quella italiana. Speriamo che con il tempo anche il PD acquisisca quella volontà politica che lo faccia diventare davvero un partito moderno.
Il politico italiano più omofobo e perché.
Ce ne sono molti. Certo il più trucido continua ad essere Caldaroli della Lega, che forse è così accanito per nascondere sue turbe personali… Segue a ruota Volontè dell’UDC, un vero baciapile reazionario che non perde occasione per attaccare la nostra dignità.
Perché molti gay hanno l’impressione che le diverse associazioni omosessuali siano spesso in contrasto e lotta tra loro?
E’ un impressione corretta. Dentro il movimento lgbt italiano si litiga spesso. Poi ora che sono entrati in crisi sicuri riferimenti politici, la situazione si è fatta ancora più complicata. Credo che il movimento debba smettere di guardare al suo interno e debba invece recuperare una profonda sfiducia serpeggiante dentro il popolo gay. Come Arcigay ci stiamo ponendo il problema e nel prossimo periodo cercheremo di attuare una strategia completamente nuova. C’è bisogno che nasca la vera lobby sociale per far sì che finalmente contiamo davvero in questo curioso e faticoso paese. Ma anche le associazioni devono cambiare profondamente atteggiamento, prima fra tutte Arcigay. Il tempo dell’attenzione alla politica è finito, bisogna pensare a noi stessi a costruire una solida e diffusa comunità.

Cosa farà secondo te Walter Veltroni sul tema delle unioni civili gay?
Intanto dipenderà da quale risultato avrà il PD. Pesa poi la presenza di una agguerita pattuglia di deputati e senatori cattolici. Già ora la Binetti ed altri dicono che non voteranno mai una legge sulle unioni civili. Insomma il quadro è complicato e non sono per niente ottimista. Come Arcigay guardiamo in avanti, e ci vogliamo preparare a rendere la forza dei gay davvero pesante, percepita come coesa e determinata a contare. Certo bisognerà comunque fare i conti con il PD, perché è indubbio che sarà il più grande partito del centro sinistra. Anche in questo caso però ognuno svolga bene il suo compito in modo distinto. Noi dobbiamo rappresentare le istanze concrete dei gay e delle lesbiche, loro avanzare proposte e soprattutto renderle praticabili in Parlamento.






April 14th, 2008 at 2:58 pm
io avrei chiesto anche come pensa di regolarsi con Marrazzo (lo hai pensato anche tu, però non lo hai chiesto), inoltre, prima di parlare di movimento, gradirei sapre se mancuso è capace di distinguere quante tessere arcigay sono state rilasciate da bar/saune/disco/sexyclub e quante da circoli politici.
ciao,
fabio
April 14th, 2008 at 3:14 pm
Bravo Fabio!!!
April 14th, 2008 at 3:31 pm
Ma i disegni nel simbolo di arcigay che significato hanno?
April 14th, 2008 at 4:12 pm
La domanda sui regolamenti con Marrazzo è interessante! (sarà per amicizia forse?)
April 14th, 2008 at 7:14 pm
A cosa servirà una lobby in un paese di incivili che forse ha dato il potere per altri cinque anni a un manipolo di incompetenti?
April 14th, 2008 at 8:25 pm
Mah, che dire, l’importante è che non ci si fermi ai propositi. Auguri…
April 14th, 2008 at 8:35 pm
bene ora che ha vinto Berlusconi e i suoi scagnozzi votati dal 40 epassa% degli italiani (scandaloso) ci aspettano mesi da terzomondo culturale
April 14th, 2008 at 11:26 pm
Mesi? Di pure altri 5 anni. E forse il tiranno riesce anche a farsi eleggere presidente della repubblica alla fine. Faremo ridere il mondo.
April 14th, 2008 at 11:45 pm
io sono letteralmente in lutto! mi fa male dirlo, ma non mi sento per niente italiano per come è l’Italia oggi.
April 15th, 2008 at 8:31 am
Ha tre televisioni, ha tutta la stampa, la Rai, ha il Governo. Benvenuti nella nuova dittatura! Grazie Berlusconi di esistere!….i gay emigrino pure please e i magistrati si preparino a sloggiare.
Grazie Italiani siete un popolo di persone intelligentissime!…Ah dimenticavo W la Lega che è l’emblema della Cultura, pensate che una persona come Caldiroli ora ci governerà, che bello!
Bravi Italiani quoziente intellettivo -125
April 18th, 2008 at 9:39 pm
L’idea della creazione di una lobby è realizzabile ed efficiente solo in quei paesi (USA, GB..) o organizzazioni internazionali (UE)nei quali sono ”istituzionalizzate”(riconosciute legalmente o per prassi), hanno cioè un ruolo dialettico pari e talvolta sostitutivo a quello dei sindacati. In questi casi il dialogo è palese e politicamente coercitivo … in Italia non esiste niente di tutto ciò. Altre sono le cose che trasformano l’ipotesi in utopia : 1) nelle varie esperienze le lobbies sono un fenomeno de-ideologizzato e per questo più cogente,il fatto di non avere un interlocutore preferenziale e un fardello ideologico astringente le rafforza … dall’intervista emerge il contrario; 2)l’idea ”corporativa” è ciò da cui i cittadini chiedono di essere liberati (a torto o a ragione) , il populismo e l’esperienza (anche quella massonica) le disegnano come caste, ghetti, stanze con aria viziata … e noi vorremmo proporgliele ?; 3) in Italia non esistono altre lobby, per diventare interlocutori ascoltati i pensionati, gli scienziati,gli ambientalisti ect. hanno dovuto costituire un partito ad hoc (magari questa potrebbe essere una strada, peccato e per fortuna che si va verso una semplificazione); 4) il chiudersi a riccio in logge (traduzione) acuirà l’idea diffusa (erronea ma non eccessivamente) della volontà di autoemarginarsi, di distinguersi, di separazione …con tutte le spiacevoli conseguenze che ne derivano. Proposte alternative ? Beh, l’arcigay & co. sembrano sempre di più enti di protezione stile WWF, LIPU (ma dai…) , FAI ,…, spesso affilianti nelle modalità descritte da Fabio (sopra) … e non è un buon inizio ( ” da un ciliegio non possono nascere mandorle”). Tutto questo acuisce la disaffezione a queste associazioni che sembrano inserirsi bene nel meccanismo vizioso che vincola inscindibilmente il gay all’oscuro, al proibito, al moralmente inidoneo (sempre per la morale comune postmetto) .. e da questo nasce la paura. Secondo me non servono lobbies né partiti ma ripensare l’intero movimento associativo nella sua struttura interna, nei suoi rapporti esterni e nelle sue iniziative. Come ? Mi verrebbe da dire : ”copiate il movimento femminista” , ups in Italia non ci sono certo stati grandi successi ma faccio trasparire un consiglio strategico … l’unione , fa la forza.